A 25 anni dalla morte la lezione di Cesare Maltoni, scienziato faentino per anni direttore dell’Istituto Ramazzini, la nuova edizione della scuola di politiche ecologiste si concentra sul concetto di “one health”, una sola salute per tutti i viventi nel loro habitat. Si parte sabato 7 marzo alle 15.30, in Sala Anziani a Palazzo d’Accursio, con la lezione di Fiorella Belpoggi, direttrice scientifica emerita del centro di ricerca
di Paolo Galletti, Europa Verde-Verdi Bologna
Non si può vivere sani in un mondo malato. Così papa Francesco sintetizzava il rapporto stretto e necessario tra i viventi, non solo umani, nell’habitat da loro modificato spesso a tal punto da renderlo inabitabile e pericoloso per la vita stessa.
Il concetto oggi è espresso con la locuzione One Health, una sola salute per tutti i viventi. Perché che dipendiamo da virus e batteri per la nostra salute oltre che dall’aria, dall’acqua, dal terreno fertile, dai minerali e dalle fonti energetiche, dal clima, dovrebbe essere senso comune. Invece si pensa di essere onnipotenti: la Scienza e la Tecnologia tutto risolveranno e se proprio andasse male qualcuno, chi potrà permetterselo, andrà a vivere su Marte.
Nel frattempo si riduce l’aspettativa di vita in salute, mentre cresce una longevità di malattie degenerative fisiche e psichiche e di disabilità.
Cesare Maltoni, scienziato bolognese nato a Faenza, è partito dalla medicina del lavoro per giungere all’epidemiologia (suoi i primi registri dei tumori) alla diagnosi precoce (tumore dell’utero) e soprattutto alla prevenzione primaria, vale a dire ridurre fino ad eliminare tutti quei fattori ambientali, sociali, stili di vita indotti che causano sempre più malattie degenerative, non solo tumori.
Prevenzione primaria che oggi è assente in ogni programma politico. Al massimo un poco di diagnosi precoce, pur necessaria.
Le ricerche autorevoli di livello mondiale dell’istituto Ramazzini, da Maltoni diretto con Morando Soffritti e Fiorella Belpoggi, hanno individuato come cancerogeni il cloruro di vinile, il benzene, l’aspartame e da ultimo il glifosato. Per non parlare dello studio delle radiazioni, elementi di grave pericolo per la salute. Recentemente Trump ha affermato che il glifosato costituisce un problema di sicurezza nazionale. Non stupisce quindi il tentativo di infangare la reputazione dell’Istituto Ramazzini utilizzando una vicenda personalistica di sostituzione di un direttore.
Maltoni, scienziato all’avanguardia, non si tirava indietro di fronte alle battaglie. Suo l’impegno contro il nucleare dopo Chernobyl, nel 1986, e sua la battaglia contro i pesticidi per il referendum del 1989. Allora, da semplice militante verde ho ricevuto da lui ascolto e impegno concreto. Insieme ad Aldo Sacchetti – responsabile igiene pubblica della Regione Emilia-Romagna e autore del testo fondamentale ”L’uomo anti biologico” (Feltrinelli) -, il docente Unibo di fisica Vincenzo De Santis e l’oncologo Dino Amadori, costituiva un punto di forza scientifico ma anche militante di una visione ecologista nascente, che trovava nelle università verdi di Lugo, di Bologna di Reggio Emilia una grande occasione di formazione.
Oggi, dimenticata l’epidemiologia e la prevenzione primaria, si esalta la maggiore possibilità di guarire dai tumori, ma non certo da altre numerose malattie degenerative collegate all’inquinamento ambientale, come scrive il professor Sergio Harari. Il mix tossico dell’aria in città, il rumore e le microplastiche, contribuiscono a varie malattie degenerative come le cardiopatie, la demenza, il diabete, le ischemie…
È importante guarire ma ancor di più non ammalarsi. Non “più ospedali”, ma “meno malati” è l’obiettivo di una buona politica. Per questo abbiamo deciso di inaugurare il quarto anno della Scuola di Eco politica il 7 marzo alle 15.30 nella Sala Anziani di Palazzo d’Accursio con la lezione di Fiorella Belpoggi, direttrice scientifica emerita dell’Istituto Ramazzini, che ha avuto un prologo nella lezione di Nicola Armaroli sull’energia.

Seguiranno Pier Giorgio Ardeni, docente di economia politica, che ci racconterà il rapporto tra classi sociali ed ecologia; il geologo Paride Antolini che tratterà il tema dei post alluvioni e della necessità di ridare spazio ai fiumi; Giovanni Dinelli, professore della facoltà di Agraria, che illustrerà l’agricoltura biologica e il conseguente cibo salubre. Infine, il 23 maggio, la lezione di Mao Valpiana, presidente del Movimento non violento, su pace, guerra e non violenza.
In una fase storica di reazione violenta alla visione ecologista, serve più che mai un pensiero ecologista profondo che motivi e renda desiderabili e possibili gli urgenti e non più rinviabili cambiamenti. Nel suo piccolo la Scuola di Eco politica, erede delle Università Verdi, offre il suo contributo.
