Erano andati in gran parte dispersi a causa dei lavori del tram, ma la ditta che ha curato l’appalto su via Indipendenza li ha fatti rifare e ricollocati. Erano lì dal 2021 per ricordare le vittime dell’attentato del 2 agosto 1980
di Aldo Balzanelli, condirettore cB
I “Sampietrini della memoria” sono tornati al loro posto. Le placche con i nomi delle 85 vittime della strage del 2 agosto collocate lungo via Indipendenza fino alla stazione ferroviaria erano state “devastate” dai lavori del tram. Alcune si erano miracolosamente salvate, ma la maggior parte erano andate perdute. La ditta che ha curato i lavori su via Indipendenza si è fatta carico del rifacimento delle targhe e le ha ricollocate «prima di Pasqua», rispettando i tempi promessi all’assessore Campaniello.
Con l’occasione, l’Associazione tra i familiari delle vittime ha chiesto e ottenuto che la sequenza dei nomi fosse modificata, tenendo conto dei gruppi famigliari e delle affinità delle vittime. Così è stato fatto. È rimasto qualche minimo aggiustamento cui si provvederà a breve.
I “sampietrini della memoria” sono stati ideati e proposti nel 2021 da Cantiere Bologna insieme con l’Associazione tra i familiari delle vittime, il Movimento delle Sardine e le Cucine Popolari. Sono stati realizzati grazie a una raccolta fondi alla quale hanno partecipato centinaia di persone. Un’iniziativa accolta immediatamente con favore dal Comune che si è fatto carico della collocazione. Sono lì a ricordare a tutti i nomi delle vittime del più grave attentato realizzato nel 1980 dal terrorismo neofascista, ispirato dalla Loggia P2 e coperto dai servizi segreti deviati. Segnano idealmente il percorso che ogni anno in occasione dell’anniversario compie il corteo che ricorda l’eccidio, da Piazza Maggiore a Piazza Medaglie d’Oro, di fronte all’ala della stazione distrutta dalla bomba.

Finalmente. Scandaloso che possano “essere andati persi”, essendo totem della memoria!
Sono una testimonianza viva di che cosa è una città che non dimentica.
Quanto apprendiamo oggi sulla ricollocazione dei ‘Sampietrini’, mi porta a entrare, non polemicamente, nel recente dibattito acceso e ‘avvelenato’ sulla gestione di Bologna da parte del Sindaco Lepore.
Sulla memoria delle vittime della strage della Stazione, come per le vittime delle violenze fasciste e come per ogni atto o parola non rispettosi della dignità di Bologna, dei Bolognesi e delle nostre istituzioni, so che il nostro Sindaco Lepore alzerà sempre la voce : egli ci rappresenta innanzi tutto nel nostro comune sentire.
I toni violenti e gli scontri degli ultimi tempi hanno raggiunto dei decibel eccessivi rispetto alle normali contestazioni cui si ricorre in democrazia.
Toni sopra le righe, come le scritte e le minacce di morte lasciate sulla porta di una sede del PD.
Si intravvede un gesto di cultura molto ‘nera’.
Penso che questo commento centri esattamente l’atmosfera che si sta diffondendo a Bologna. I toni violenti, sopra le righe, quelli che sporcano il rapporto con la città, che addolorano e preoccupano.
Ed è quindi davvero importante avere la sicurezza che il Sindaco è con noi e ci “rappresenta innanzi tutto nel nostro comune sentire”.