Il 14 maggio, ancora al DamsLab di piazzetta Pasolini, torna l’appuntamento annuale con la videoarte italiana. Un’edizione che segna anche la conclusione del lavoro di archiviazione delle oltre 500 opere raccolte dalla prima edizione, che a fine estate verranno donate al MAMbo per essere fruire da un pubblico sempre più vasto
di Sara Papini, curatrice d’Arte
Torna per la sua 19esima edizione Videoart Yearbook, la rassegna di videoarte italiana. La open call per mandare i video è attualmente estesa straordinariamente fino al 22 aprile 2026, con due possibili selezioni: una short, con video sotto i 5 minuti, e una long con video entro i 15 minuti.
Il comitato di ricerca di quest’anno è composto da Piero Deggiovanni, Pasquale Fameli e Silvia Grandi, con la supervisione di Renato Barilli.
Anche quest’anno la casa che ospiterà la selezione sarà il DamsLab, il 14 maggio alle 17.30 nel suo Auditorium, in Piazza Pasolini 5/B.
Come ogni anno, quello che possiamo già rivelare è che i materiali già arrivati puntano sulla varietà dei linguaggi, evidenziando stavolta l’impiego ormai diffuso dell’intelligenza artificiale per la realizzazione di immagini sintetiche o la rielaborazione di quelle realistiche. Accanto a questi risultati, si riconfermano tecniche già acquisite, dall’animazione digitale alla performance, recuperando in molti casi soluzioni già codificate nella storia dell’Arte contemporanea, ma ancora talmente fertili da rinnovarsi in ulteriori forme.
Si sta inoltre concludendo l’archiviazione degli oltre cinquecento video, raccolti dall’inizio della rassegna nel 2006 fino alla prossima edizione del 14 maggio, che a fine estate saranno depositati al MAMbo per essere esposti e resi visibili ad un pubblico più vasto di spettatori, studenti e addetti ai lavori interessati all’immagine in movimento.
Per info e partecipazione alla call: videoartyearbook1@gmail.com

