Tra Arte e cura di sé, nel solco di Dario Fo

Al DumBO, dal 22 al 29 aprile, una mostra del Collettivo Artisti Irregolari Bolognesi e una performance di Arte e Salute Ragazzi per celebrare i 100 anni dalla nascita del premio Nobel milanese

di Antonella Peloso, dipendente Ausl


Il 23 aprile 2026 verrà inaugurata nello spazio Officina del Dumbo la Mostra “Elogio dell’irregolarità” a cura del Collettivo Artisti Irregolari Bolognesi(Caib), evento inserito nelle celebrazioni dei cento anni di Dario Fo.

Irregolarità come risorsa creativa: gli artisti trasformano materiali poveri e percezioni divergenti in opere che ribaltano il concetto di “norma” esplorando territori di libertà. L’esposizione invita a riflettere su cosa significa irregolarità eludendo etichette e omologazione nella ricerca di una nuova dignità plurale e individuale. Gli strumenti espressivi sono i più diversi: pittura, fotografia, installazioni, performance teatrali e musicali.

L’allestimento della mostra è un momento di condivisione e scambio di pareri ed emozioni, C’è un gran fermento, si studia dove collocare le opere, gli artisti collaborano, le opere si appendono, ci si allontana per considerarne l’effetto, si sposta il quadro o la fotografia su un altro punto della parete o si conferma la scelta.

«Sono stata insegnante in una scuola elementare. Da piccola amavo disegnare, disegnavo sempre, ma a casa me lo vietavano. Mio padre diceva che con i disegni non si campa, ci raccontava la storia di un suo conoscente che disegnava ed era finito a vendere limoni. Ho ricominciato a dipingere dopo essere andata in pensione» racconta una delle artiste che espongono alla mostra.

Ma che cos’è il Caib?Dario Fo e Franca Rame hanno dato vita nel 2014 a una Galleria virtuale degli artisti irregolari. Nello stesso anno dalla  collaborazione tra il Comitato Nobel per i Disabili (ora Fondazione Fo-Rame) e il Dipartimento di Salute Mentale e Dipendenze Patologiche dell’Ausl di Bologna (qui) nasce il Collettivo degli Artisti Irregolari Bolognesi, con l’obiettivo di promuovere e offrire visibilità ad artisti e artiste che hanno attraversato esperienze legate alla salute mentale, trasformare  le fragilità in espressione creativa, mutare il  “paziente psichiatrico” un portatore di bellezza.

Gesto inaugurale e odierna memoria della nascita del Collettivo è il murales, dipinto dagli artisti del Collettivo coadiuvati da Jacopo Fo, che ancora regala colori e libere immagini dalle pareti interne della struttura sanitaria di via Sant’Isaia, Casa della Salute e dei servizi della Salute Mentale.

Il gruppo di artisti si è successivamente reso autonomo progettando e allestendo mostre ed eventi aperti al territorio, con l’obiettivo sensibilizzare la cittadinanza sui temi delle differenze, vendere le proprie opere e connettersi con altri soggetti che si occupano di arte irregolare. Tra gli eventi realizzati, oltre Festival dell’Arte Irregolare (qui), è da visitare la Galleria virtuale  che raccoglie parte della loro produzione artistica (qui).

Il Caib è regolarmente iscritto all’associazione Europea Outsider Art (Eoa). In questi dieci anni vi hanno transitato circa 40 artisti che hanno offerto un inedito, personalissimo e variegato sguardo sul mondo. C’è un filo che lega arte e cura di sé. L’espressione artistica è strumento di cura attraverso la scoperta dell’armonia delle differenze, sia interiori che legate ai contesti di vita. L’arte è utilizzata per guardare da fuori i momenti di fragilità psichica, non si cerca la perfezione ma una verità che si presenta un po’ storta, viva, irripetibile.

Per i giorni dell’inaugurazione in programma giovedì 23 aprile e per il finissage – martedì 28 aprile – sono previste alle 17.30 performance della Compagnia Arte e Salute Ragazzi, nel corso delle quali verranno letti testi di Dario Fo   selezionati e rielaborati da Gianluigi Ruggieri e si assisterà a contributi originali di Kate Nasi e Barbara Pagano e musiche di Marco Chiappelli. Le performance teatrali riproporranno alcune delle figure più rappresentative dell’universo creato da Dario Fo e Franca Rame in sospeso tra fantasia e storia: il giullare, la maschera, il matto, la figura femminile, restituendole a noi in un incontro tra memoria e nuove suggestioni.

La supervisione artistica è di Daniela Micioni de La Baracca-Testoni Ragazzi. La Mostra rimarrà aperta tutti i giorni dal 22 al 29 aprile dalle 9.30 alle 19.00 nello spazio Officina – DumBo – via Camillo Casarini 19, Bologna.


Un pensiero riguardo “Tra Arte e cura di sé, nel solco di Dario Fo

  1. Ne ho fatto parte per un periodo della mia vita, genio e sregolatezza, Dario Fo ha toccato nella propria vita politica punti anche in contrasto tra loro….ma d’altronde spesso succede che gli Artisti puri dotati di vitalismo parlino lingue che al comune mortale non è dato….forza e coraggio la mostra è un punto di partenza…

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