Tra civismo e centro-destra, sotto le torri, il fermento non manca: non si tratta di folklore elettorale, ma di ragionamenti che riflettono la situazione politica territoriale, o forse un segnale che spesso chi osserva solo le logiche nazionali rischia di non cogliere. Chissà..
di Barbara Beghelli, giornalista
«E anche oggi il tanto annunciato crollo del centro-destra lo rimandiamo a domani», ha commentato in tono ironico la presidente del Consiglio Meloni all’indomani dei risultati delle elezioni che hanno portato al voto 749 Comuni e il 60,06% degli aventi diritto tra i loro residenti. Forte della vittoria a Venezia, anche se occorre sottolineare che il risultato sul podio è arrivato soprattutto grazie alla lista civica di Venturini-sindaco con il 30% dei voti (Fdi il 13% e la Lega 4,7%), e per aver conquistato Reggio Calabria, la premier si dichiara soddisfatta, pur se perde Pistoia. Vuole dire, con la sua battuta, che l’effetto referendum sulle amministrative non c’è stato: nessuno smottamento, quindi partita apertissima alle prossime Politiche. E anche alle prossime Comunali 2027.
In Emilia-Romagna, dove per inciso si votava in 18 Comuni, il centro-sinistra è andato bene: Imola col super-bis annunciato di Panieri, Faenza con Isola, Cervia con Boschetti; tiene anche Mantova e la grande Prato, a cui si aggiungono Salerno e Avellino e Andria.
Vero che saranno due settimane intense per via del ballottaggio a Vignola e Comacchio, dove il centro-destra parte in vantaggio, ma in generale i leader di tutti i partiti commentano oggi che lo scenario non cambia: nessuna ansia per le destre al governo né per il risultato del centro, una certa soddisfazione a sinistra.
E a Bologna, che va al voto tra un anno come diversi altri importanti capoluoghi di regione, come si ripercuote la situazione di questa tornata elettorale? Come prima, pare, visto che il centrodestra è sempre più in movimento, in realtà mai cosi in fermento come ora all’ombra delle due Torri, dove pure la partita è aperta (e ancora molto lunga). Fermo restando che il centro-sinistra si batterà per il bis del sindaco Lepore, sembrano sostanzialmente due le novità in campo avversario.
La prima: il Pld (Partito Liberaldemocratico di Bologna) che si dichiara “in sintonia” col candidato sindaco civico Alberto Zanni di ‘Una nuova Bologna’, e che il 3 giugno lancerà il suo Programma. «Dopo avere portato a compimento una profonda campagna di ascolto della città attraverso numerose iniziative pubbliche e momenti di confronto con rappresentanti delle istituzioni, delle associazioni, delle categorie produttive dei partiti politici e dei cittadini, siamo in grado adesso di presentare le nostre linee programmatiche», ha detto Salvatore Puzzo, segretario del partito bolognese. Ancora: «Abbiamo un’analoga visione della città e delle riforme necessarie per farla rifiorire: rilancio della competitività e dell’attrattività di Bologna, maggiore sicurezza, aumento del presidio del territorio e contrasto al degrado, meno burocrazia e semplificazioni pro imprese, casa, mobilità, una città più efficiente ed equilibrata».
La seconda notizia, un po’ più suggestiva, è “l’idea Pellegatti” lanciata da FdI per voce dell’eurodeputato Cavedagna in persona lo scorso fine settimana, lui che fino a ieri pareva essere il candidato più probabile dei Fratelli.
L’attuale sindaco di San Giovanni in Persiceto, recentemente salito alla ribalta delle cronache per la polemica sulle celebrazioni delle unioni civili e riconfermato quattro anni fa con la lista civica di centrodestra ‘Impegno Comune’, per parte sua non smentisce, anzi. Lui stesso ha dichiarato che «a destra c’è interesse per me». Che sia una strategia di distrazione di massa? Ma poi, Forza Italia e la Lega continuano a propagare lo stesso mantra da mesi: «Serve un candidato di partito, un tavolo regionale del centro-destra, pur senza nulla togliere al sindaco Pellegatti che è persona capace, come altri nomi che circolano nel mondo del civismo».
Intanto sul piatto delle Comunali 2027 rimangono appunto Alberto Zanni (ma figuravano anche Giorgio Gorza e Vincenzo Fazio), poi il candidato Giovanni Favia (coordinatore del progetto civico ‘Uniti per Bologna’), appoggiato ad esempio dall’imprenditore Alberto Forchielli, e che sarà giovedì insieme con Fabio Battistini (ex candidato sindaco 2021) di ‘BolognaCiPiace’ e Manes Bernardini (fondatore del movimento civico ‘Insieme Bologna’ nel 2014 e dal 2024 esponente di Fi) a un incontro pubblico per parlare di elezioni.
Seguirà qualche settimana dopo la quarta e ultima puntata di ‘Orizzonti 2027’, il laboratorio ideato dal consigliere regionale di Rete Civica Marco Mastacchi.
Il fermento, insomma, non manca: non si tratta di folklore elettorale, sono ragionamenti che riflettono la situazione politica territoriale, o forse un segnale che spesso chi osserva solo le logiche nazionali rischia di non cogliere. Chissà… Lo scopriremo vivendo.
In copertina: Alberto Zanni (‘Una nuova Bologna”) e il segretario cittadino del Pld Salvatore Puzzo

