La mostra su Renato Zangheri è arrivata al Baraccano

La scelta di portarla nei Quartieri è l’occasione per far conoscere alle nuove generazioni, e a chi bolognese lo è diventato per scelta, ciò che diamo spesso per scontato e che invece nacque proprio dal progetto politico delle giunte del sindaco, che guidò Bologna dal 1970 al 1983. Sarà visitabile gratuitamente fino alla fine di luglio in Sala Possati nella sede di via Santo Stefano lunedì-mercoledì-venerdì: 9-14, martedì e giovedì 9-17

di Michela Marchioro, consigliera del Quartiere Santo Stefano


Dopo il successo in Biblioteca Salaborsa e il passaggio a Borgo Reno, arriva nel Quartiere Santo Stefano, al Baraccano, nella bellissima Sala Elisabetta Possati, un nuovo allestimento per la mostra “A misura d’uomo – Nella Bologna di Renato Zangheri (1970-1983)” (qui) visitabile dal 2 giugno a fine luglio, curata dal Centro Studi e Ricerche Renato Zangheri.

La scelta di portare la mostra nei Quartieri, condivisa dal Comune di Bologna e dalla presidente Rosa Maria Amorevole, è l’occasione per far conoscere ai cittadini bolognesi delle nuove generazioni, e a chi bolognese lo è diventato per scelta, ciò che diamo spesso per scontato e che invece nacque proprio dal progetto politico delle giunte di Zangheri, sindaco dal 1970 al 1983. Ecco quindi la mostra che arriva nei Quartieri, luoghi chiave del decentramento, a cui proprio all’inizio degli anni ’70 furono delegati compiti e funzioni per una partecipazione attiva della cittadinanza alle scelte di sviluppo dell’intera città.

Il “secondo tempo” dei quartieri, con la creazione dei centri civici, delle biblioteche, dei centri sportivi con palestre e piscine, degli ospedali e dei poliambulatori bolognesi, della Cineteca, del piano per il Centro Storico e per l’edilizia popolare, e di quei parchi collinari oggi patrimonio naturale per tutta la città e i suoi abitanti. Un vero e proprio welfare cittadino.

La mostra segue le direttrici culturali e politiche lungo le quali la città di Bologna ha acquisito giudizi positivi, anche nel contesto internazionale, in virtù dell’alta qualità della sua vita civile e sociale, e ricostruisce una delle esperienze amministrative più rilevanti della storia italiana del XX secolo, quella di Bologna “modello” studiato e discusso bel oltre i confini italiani. Uno sviluppo fondato sulla centralità dell’uomo.

L’obiettivo che la mostra si propone oggi è di essere stimolo a una nuova stagione di partecipazione alle sfide civili e politiche che ci stanno davanti. Una mostra stimolante per farci capire come dietro alla città che abitiamo e viviamo, ci sia stato un progetto politico fondato sulla crescita democratica, con l’introduzione di elementi di socialismo.

Un progetto avviato dalla Giunta Dozza, perseguito e rafforzato da Zangheri con una forte attenzione per la cultura, per l’arte, per il patrimonio urbanistico, per i ceti popolari. Una visione di città che ha permeato e dato forma alla Bologna che oggi viviamo con i Quartieri, la Fiera, i parchi, le scuole e un’attenzione costante per l’impresa e l’innovazione. Tutti aspetti a cui ancora oggi dobbiamo prestare attenzione e prenderci cura. Ovvero affrontare le nuove criticità a partire da quelle climatiche che ci toccano da vicino e che coinvolgono le zone collinari, le Due Torri, i rii e i nostri canali (così importanti nei secoli scorsi per la seta, il nostro oro) che non possono oggi diventare pericolo. Ovvero aggiornare l’equilibrio nel rapporto città campagne, città e territorio così caro a Renato Zangheri.

Abbiamo acquisito una vocazione turistica che non ci apparteneva; possiamo avvalerci dell’Università più antica del mondo e vogliamo essere inclusivi, ma dobbiamo avere consapevolezza che Bologna non può essere solo “consumata”. Bologna progressista e democratica va amata da chi la abita, da chi la vive, da chi viene per studio e per lavoro, la città di tutti e di cui tutti cittadini, imprese, enti pubblici devono prendersi cura. È un bene comune che va preservato.

Ben vengano quindi i manifesti degli anni ’70 esposti in mostra, come “Sono una città pulita, non sporcarmi”, così come “Conosci il quartiere per conoscere la città” e tutti gli esempi illustrati di costruzione di infrastrutture e beni comuni. Una mostra, un’idea di città ancor oggi attuale e condivisibile.

“A misura d’uomo” sarà visitabile gratuitamente In Sala Possati nella sede del quartiere in via Santo Stefano lunedì-mercoledì-venerdì: 9-14, martedì e giovedì 9-17 e sarà corredata da una serie di iniziative culturali e storiche legate alla storia della città.


2 pensieri riguardo “La mostra su Renato Zangheri è arrivata al Baraccano

  1. Mostra bellissima che racconta come Bologna sia stata una Città davvero rara! Beato chi ha vissuto quel periodo irripetibile.
    S.

  2. Quando si archivia una indagine di strage che informazione giunge all’ opinione Pubblica????….
    In un paese come l’ Italia potrebbe risuonare come la solita trita e ritrita posizione Pilatesca ovvero, non c’è trippa per gatti, quel livello è inaccessibile, configurazione del sodalizio che unisce il tutto… oppure semplicemente che in attesa di…. si archivia.

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