Il gioco del pallone torna allo Sferisterio

Il prossimo 14 giugno, alle 11.45 nel Piazzale accanto alla grande palestra di via Irnerio, si potrà eccezionalmente assistere a momenti di gioco grazie alla rievocazione curata dal gruppo storico “Compagnia del Pallone Grosso della Misericordia di Monte San Savino”, in collaborazione con 8cento Aps

di Maria Beatrice Bettazzi, Archivio Storico Comunale


È giunta al terzo ciclo la serie di incontri che dal 2025 si tiene nel Padiglione Filla a cura dell’Archivio Storico del Comune di Bologna con la Fondazione IU Rusconi Ghigi. “Una Montagnola di carte”, questo è il titolo, nell’edizione 2026 si avvale anche della collaborazione con l’Associazione 8cento Aps e con Aics per mettere in campo, oltre al fortunato format che prevede conferenza, visione dei documenti e visita, l’opportunità di assistere a una serie di spettacolari rievocazioni storiche.

Cominciamo dal principio: cos’è Una Montagnola di Carte?

Si tratta di un cartellone di eventi culturali che hanno al centro il giardino più antico della città, con eventi inizialmente promossi dall’Archivio Storico Comunale e dalla Fondazione IU Rusconi Ghigi. La prima edizione ha visto la luce nella primavera del 2025 e ha toccato diversi temi affrontati sempre con un occhio di riguardo alla documentazione storica.

Chi non ha potuto partecipare potrà a breve recuperare i contenuti grazie all’agile pubblicazione in uscita presso l’editore Persiani: nulla è perduto, dunque!

L’edizione in corso ha già presentato due incontri (si veda la locandina qui di seguito).

Il prossimo 14 giugno, invece, si parte per un viaggio a 360 gradi nel Gioco del Pallone col bracciale. Michela Venturi dell’Archivio Storico Comunale ne parla a partire dalle 10.30 (presso l’Auditorium Filla). Segue, alle 11.15, una passeggiata nel verde del parco a cura della Fondazione IU Rusconi Ghigi.

Il gioco del pallone a Bologna

Il racconto parte dall’anno 1817, quando il Conte Senatore Cesare Scarselli, facendo eco al desiderio popolare di rivedere in azione il Giuoco del Pallone, affida all’ingegnere comunale Giuseppe Tubertini il compito di disegnare un’area adatta, proprio nelle vicinanze del Pubblico Giardino. Il progetto prende forma grazie alla perizia del Capo Mastro Muratore Francesco Minarelli. La scelta cade sul Prato di San Giovanni Decollato e su terreni adiacenti. Per finanziare l’opera, viene deliberata una sottoscrizione pubblica, oltre all’istituzione di un Premio di 1000 scudi, destinato agli azionisti in proporzione alle quote sottoscritte.

Quali caratteristiche definiscono il progetto ideato dall’ingegnere Tubertini? Il fulcro della struttura del Giuoco del Pallone è costituito da un imponente muro per il rimbalzo della palla, la stessa solida presenza che ancora oggi possiamo osservare, con una sequenza esterna di quindici campate scandite da colonne e coronata da un’alta cornice. Nel disegno iniziale, le campate sono nove. Si prevedono inoltre alcune aperture, definite “finestrelle”, per dar sfogo all’impeto dei venti contro il Gran Muro, che non sono realizzate. Le tribune poste alle estremità del campo sono protette da un tetto sorretto da colonne in stile dorico e da una rassicurante rete «che protegge dalle percosse del pallone i fanciulli, le donne e i timorosi». Lungo il campo di gioco si sviluppa un ampio parterre a gradoni, pronto ad accogliere fino a 3000 appassionati.

Come ricorda la lapide incastonata all’esterno del muro, questa palestra dedicata alla Pallapugno viene inaugurata con una cerimonia il 25 maggio 1822. Per il primo anno, la gestione è affidata all’intraprendente impresario faentino Giacomo Taroni, il cui progetto promette di portare in città un considerevole numero di giocatori di talento, capaci di dar vita ogni sera a partite spettacolari e coinvolgenti, offrendo al pubblico il meglio del panorama nazionale.

Il prossimo 14 giugno, alle 11.45 nel Piazzale a fianco dello Sferisterio, si potrà eccezionalmente assistere a momenti di gioco, grazie alla rievocazione curata dal gruppo storico “Compagnia del Pallone Grosso della Misericordia di Monte San Savino”, in collaborazione con 8cento Aps.

Per concludere la mattinata, verso le 12.30, visiteremo l’interno dello Sferisterio dove rimangono tracce originali delle giocate più spettacolari e dove ci sono pannelli esplicativi realizzati in collaborazione con Aics.

Dopo l’estate gli incontri, le visite e le rievocazioni continueranno. Sulla pagina Facebook dell’Archivio si può seguire l’evoluzione delle iniziative (qui).


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