Alla fine di maggio il percorso si è aperto sui temi del disarmo e della nonviolenza per raccogliere le istanze e le proposte di azioni che aiutino il raggiungimento dell’obiettivo. Un dialogo attivo con la politica serve a chi si impegna nelle battaglie civili. Ecco una sintesi delle richieste e degli attori di pace invitati al dibattito
di Antonella Peloso, iscritta Pd
Il Circolo Pd del Pratello “Parisini-Mongiorgi” ha inaugurato un percorso per dare concretezza all’indicazione del partito di rafforzare confronto e collaborazione con le realtà della società civile. Il valore aggiunto consiste anche nel partire dal basso dal quartiere, dal Circolo, dai singoli iscritti.
Alla fine di maggio il percorso si è aperto sui temi di Pace, disarmo e nonviolenza. L’obiettivo è raccogliere le istanze e le proposte di azioni concrete per la promozione di Pace. Un dialogo attivo con la politica serve a chi si impegna nelle battaglie civili per realizzare le azioni proposte. Rafforzare il dialogo con le realtà della società civile è essenziale per il Partito democratico per intensificare l’azione in difesa dei diritti rafforzando il proprio ruolo di garanzia delle agibilità democratiche.
Il percorso a oggi
Il 27 maggio si è tenuto l’incontro con l’associazione “Percorsi di Pace”. Il Circolo ha contribuito alla raccolta di fondi avviata per un supporto alle popolazioni di Cuba e Haiti. Il 10 giugno l’incontro ha coinvolto “Portico della Pace”, la rete “Europe for Peace”, la neonata formazione “Onde di Coscienza”. Il portavoce di quest’ultima ha sottolineato la necessità di riaccendere i fari su servizio di leva/obiezione di coscienza. La leva obbligatoria non è abolita nel nostro paese ma soltanto sospesa. Nel mese di aprile di ogni anno le liste dei diciassettenni sono inviate a loro insaputa dai Comuni al Ministero della Difesa.
Sintesi delle richieste degli attori di Pace invitati al Circolo del Pratello: in primo luogo informare in merito alla possibilità attualmente attiva di optare per il servizio civile, scelta oggi tanto più necessaria a fronte della delicata situazione internazionale. All’arrivo di una “chiamata alla leva” rivolta ai ragazzi/uomini dai 18 ai 44 anni per un’improvvisa degenerazione degli equilibri mondiali, sarebbe tardi per dire “io no”. Si chiede di far partire nelle scuole l’informazione su obiezione di coscienza e la creazione di uno sportello dedicato.
Premere per la previsione di un Assessorato alla Pace, con fondi dedicati ed effettivi poteri di indirizzo. Incoraggiare percorsi di educazione alla Pace nelle scuole, indicando una modalità nonviolenta per risolvere i conflitti.
Organizzare una tregiorni di studio e approfondimenti sui temi della Pace che coinvolga la cittadinanza e le realtà associative.
Prevedere nelle scuole una giornata all’anno dedicata alla pace come si faceva 40 anni fa. Promuovere comunicazione nonviolenta e mediazione sociale dei conflitti nelle periferie, nei quartieri.
Garantire trasparenza degli investimenti delle banche.
Ottenere il boicottaggio dell’acquisto di prodotti provenienti da paesi che attuano genocidi.
Organizzare politiche attive per l’accoglienza dei migranti: incrementare le scuole di italiano per stranieri, realizzare un’educazione alla cittadinanza e alla convivenza civile.
Facilitare i percorsi per il rilascio dei permessi di soggiorno trasferendone la competenza e le relative risorse dalle questure agli enti locali.
Indire una tregiorni di studio e approfondimento sui temi della Pace che coinvolga la cittadinanza e le realtà associative.
Facilitare e sveltire i percorsi per gli studenti stranieri provenienti da paesi “in guerra” per accedere alle nostre Università.
La pace si costruisce anche così.

Traspare, come utilizzo in politica di almeno 2 tipi di linguaggio con annesso due contenuti diversi e spesso in contraddizione tra loro.
Quello per la campagna elettorale
per racimolare voti, consensi e soprattutto per calmare gli animi,
e quello chiaramente di Palazzo di tutta altra caratura.
Per riassumere, non è pensabile una Sinistra di un altro Mondo oppure Pianeta con un ritorno perlomeno ad una giustizia sociale più di Sinistra, ora mai le strizzate di occhio al chi che sia sono la norma.
La pace si costruisce soprattutto smettendo di produrre armi e finanziare aziende che le vendono a mezzo mondo, sprattutto a nazioni in guerra ,usando i denari dei contribuenti italiani che non hanno nessun interesse in queste cose a differenza dei governanti di ogni ordine e grado che NON HANNO IN MENTE ALTRO CHE PORTRE IL PAESE IN GUERRA
Certo, la pace significa opporsi alla proliferazione delle armi, ma la volontà di pace è una forma di educazione che deve improntare tutti i livelli delle istituzioni scolastiche, è il fattore educativo basilare.