Il “Lodo Gualmini” al tavolo delle amministrative

A oggi nessuno è in grado di svelare i misteri che circondano l’attuale scenario politico sotto le Due Torri. Ma se dopo i civici anche Azione calasse il suo asso, come ricostruito da “Il Foglio” e parzialmente smentito dall’europarlamentare, potrebbe certo attrarre il voto di tanti moderati desiderosi di affidarsi a una figura che non si identifica né con la destra né con la sinistra, ma che sta fuori dal modello “classico”

di Barbara Beghelli, giornalista


Si fa sempre più intensa la sfida in vista delle elezioni amministrative 2027, a tratti incredibilmente curiosa. Un esempio. È di martedì l’articolo a firma di Carmelo Caruso su “Il Foglio” che titola: «Meloni per Gualmini: l’idea di sostenerla a sindaco di Bologna». Si legge già nel sommario che la premier Giorgia Meloni avrebbe appunto «un nome eccezionale per scalzare la Schlein nella sua città e l’inadeguatezza dell’amministrazione». E quel nome sarebbe proprio l’europarlamentare di Azione.

Prosegue, Caruso: «La destra sta seriamente pensando di sostenerla». Insomma, tirando le fila, si evince che Bologna sarebbe contendibile. Spiega poi altri perché, il collega: «Se cade la città si rompe il sodalizio Schlein-Bonaccini e cade anche il sostegno di Prodi a Lepore, sindaco che ha assemblato una giunta con un vice sindaco espressione dei centri sociali: Emily Clancy». Convinto lui, vien da dire che forse non sono convinti tutti, ma tant’è.

L’articolo continua (su suggerimento di chi è chiaro) con una riflessione sulla morte di Fakir al Pilastro, episodio tragico purtroppo sempre più intriso di politica ma non per volontà dei familiari, e sulla visita che il sindaco ha fatto a Salvini il giorno dopo il corteo violentissimo che ha messo a ferro e fuoco il centro cittadino. Politica e istituzioni, sicurezza e ordine pubblico, matrimonio da sempre tormentato ma ineludibile e da tutelare.

Tornando a bomba su Elisabetta Gualmini, la politologa, sentendosi tirata in ballo dal giornale, puntuale come un orologio svizzero, dopo aver appreso che lei starebbe riflettendo sulla sua candidatura a sindaca, che FdI è tentata dal sostenerla e che c’è un corteggiamento di Meloni al centro, parla. E smentisce la ricostruzione del quotidiano diretto da Claudio Cerasa.

Rilascia così una breve dichiarazione stampa, che viene ripresa anche da una emittente locale bolognese. Cosa dice? Ecco le sue parole: «Ho trovato divertente il pezzo de “Il Foglio” di oggi, soprattutto quando ancora non conosciamo la data del voto a Bologna. Un esercizio davvero prematuro. Ci sono anche informazioni non corrette sul mio conto (ahio, ndr). Ma su una cosa concordo pienamente: il tratto della sobrietà che sicuramente mi caratterizza», chiuse virgolette. Punto. Curioso a dir poco.

Cosa si evince peraltro da questo episodio giornalistico-politico? Azione è in movimento, e stavolta il partito di Calenda parrebbe intenzionato ad andare fino in fondo, anche perché i suoi rappresentanti bolognesi – i parlamentari Marco Lombardo e appunto Elisabetta Gualmini – non sono esattamente soddisfatti della gestione amministrativa attuale, anzi. Bologna “merita di più”, si è inteso dalle parole del senatore Marco Lombardo, anche lui espressosi duramente a poche ore dall’accaduto e dall’assalto alla città da parte degli antagonisti, lo scorso 20 luglio.

A questo punto, ferma restando la possibilità che a sinistra ci siano due candidature alternative a Lepore (quella dei Verdi ribelli e di Potere al Popolo), la presenza di quattro candidati civici già in campo da tre stagioni e, inshallah, una candidatura moderata che raggruppa i civici mastacchiani che stanno lavorando alacremente, con una candidatura civica di FdI e una variabile vannacciana sembrerebbe quasi che sia in atto uno schema che prevede una partita doppia. Sicuramente un match fuori dai soliti schemi partitici, per arrivare magari al 26% e così al ballottaggio.

Se lo scenario fosse questo la partita si potrebbe complicare un bel po’, portando il candidato uscente nonché ricandidato, al 40-45% al primo turno, senza la vittoria scontata alla prima campanella. Ipotesi plausibile?

A oggi nessuno, nemmeno Otelma, è in grado di svelare i misteri che circondano l’attuale scenario politico in assoluto fermento sotto le Due Torri. Vivacità e dinamismo come non si vedevano dal 1999, fermo restando che per il Pd decide comunque la segretaria Schlein, anche e soprattutto in vista delle Politiche, probabilmente anticipate ad aprile.

Una cosa è certa: se anche Azione, oltre ai civici, calasse il suo asso, potrebbe certo attrarre il voto di tanti moderati che non vedono l’ora di potersi affidare a una figura che non si identifica né con la destra né con la sinistra, ma che sta fuori dal modello “classico”.

Per sapere come andrà a finire bisogna però aspettare fine estate, allorché tutti, partiti e civici di ogni estrazione e risma, si saranno riposati dopo le lunghe fatiche invernali, ça va sans dire.


Un pensiero riguardo “Il “Lodo Gualmini” al tavolo delle amministrative

  1. Ne di destra neppure di sinistra!?!?!
    piace alla destra e alla sinistra, il civico perfetto si direbbe forse, il compromesso Storico è maturo… piatto ricco mi ci ficco. Città stanca di conflitti passati e futuri, l’ ora è arrivata, gestire politicamente un flusso di interessi tra Cooperative e mondo Imprenditoriale che si fanno dare del Lei è allettante.
    E la politica vecchio stile riposerà in santa pace, ad ogniuno il suo tempo….

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