In una città stremata da anni di cantieri, in vista delle elezioni amministrative emerge la necessità, per il sindaco e la coalizione che lo sostiene, di dar vita a un nuovo quadro politico aperto soprattutto a chi non vota, e in grado di contrastare l’offensiva della destra di Governo che incombe
di Aldo Bacchiocchi, già dirigente politico
Credo di poter dire che Bologna è coinvolta in una fase di transizione. Come città in sé e come capoluogo di Provincia, locuzione più efficace di “Città metropolitana”.
La transizione nasce con i lavori che interessano le due torri e poi si espande a macchia d’olio. Strada per strada, quartiere per quartiere.
Tutti, a cominciare dai pendolari del trasporto pubblico, siamo coinvolti e provati dai lavori per realizzare le linee del tram. La città intera è sottosopra; si è trasformata in un cantiere diffuso. I disagi quotidiani, con gli imprevisti del caso, sono diffusi.
Ma la città non è ferma e attrae investitori. Si parla di due grandi alberghi in via Rizzoli. Si auspica la nascita di un campus per estendere la zona Universitaria. Centri commerciali crescono mettendo in crisi i tradizionali negozi di vicinato. E poi c’è il turismo che interpella l’intera città. Il centro storico si sta ridisegnando.
Il 2027 si avvicina. Il sindaco in carica guarda al futuro prossimo dell’area metropolitana e della città storica. Si tratta di decifrarne i cambiamenti e di parlare a quanti non hanno votato. C’è da dar vita a un nuovo quadro politico in grado di contrastare l’offensiva della destra di Governo, che incombe. C’è bisogno di un dialogo diffuso e capace di dare voce alla Bologna che tace. O No?
Photo credits: InCronaca/Alberto Biondi

Mi sembra una ottima idea.
Eviterei, perché ormai vanno deserte, assemblee fisiche, che diventerebbero poi agguati di gruppi vari. Quindi perché non il Cantiere? Facendo anche qualche incontro on line con i referenti comunali, sulla base di un elenco di punti raccolti.
Personalmente, abitando a Bologna sud, il tram lo vediamo sui giornali, non ho per niente apprezzato un accertamento dell’amministrazione su una IMU 2022. Non perché non ci debbano essere ma per il tono del documento, ultimativo, senza replica, paga e taci. Mentre il problema era tutto interno loro, hanno smarrito dei documenti.
Oppure iniziative autonome dai quartieri dal basso
C’è assolutamente bisogno, Aldo. Lo stiamo sostenendo a più voci e la tua è autorevolissima. Ma ci vuole la volontà di ascoltare davvero. Questo è il vero punto chiave. Confidiamo in un passo avanti in questo senso – ad ora purtroppo il fortino ha il ponte levatoio alzato…
Ringrazio Aldo Bacchiocchi per questo importante stimolo, che condivido, sperando che il dialogo si diffonda su “area vasta”. Sarebbe inoltre utile che il dialogo si diffondesse sulle pagine di cantiereBologna, una sorta di murales cittadino, anzi metropolitano.
Io non abito a Bologna quindi sicuramente rientro nel cluster di coloro che non hanno votato alle amministrative bolognesi. Contemporaneamente abito in provincia di Bologna e continuo quindi a rientrare tra coloro che non hanno votato alle amministrative di Bologna. Ciononostante risento direttamente del voto espresso dai bolognesi. Mi spiego (visto che sto giocando con le parole: mi è noto che il riferimento al “non hanno votato” sia fatto verso i bolognesi astenuti): faccio il distinguo perché solo i cittadini bolognesi, eleggendo proprio sindaco, eleggono anche il sindaco metropolitano. Si fa un gran parlare della Bologna da un milione di abitanti, coinvolgendo tutta la provincia. Alle parole mi sembra che non seguano i fatti col risultato che gli abitanti della provincia non godono degli stessi diritti e doveri degli abitanti della città pur essendo amministrati da un sindaco metropolitano che è anche sindaco di Bologna, eletto esclusivamente dai residenti nel comune di Bologna.
Se parliamo quindi di dialogo diffuso è opportuno ampliarne la diffusione dalla città di Bologna alla città metropolitana bolognese. Auspico che il nuovo sindaco sia effettivamente anche sindaco metropolitano ovvero si faccia carico dei diritti e dei doveri dei cittadini della provincia che quotidianamente scendono o salgono in città per lavoro, per pratiche amministrative, per la sanità, per andare all’università/scuola o per diletto o crescita personale (cinema, teatro, sport, grandi concerti, cultura, passeggio, musei, shopping, …).
Oppure si cambi la legge nazionale che prevede automaticamente il duplice ruolo di sindaco del capoluogo e sindaco metropolitano.
Altrimenti, più che un dialogo diffuso siamo al mero esercizio di stile.
Nicola Cerpelloni
smentiamo una volta per tutte che chi tace acconsente, soprattutto non si vogliono rogne, gatte da pelare e così via, le cose da dire esistono e vanno partecipate.
non farò quello che probabilmente avrebbe fatto mio padre, tacere per il cheto vivere, oppure per paura e ignoranza. Parole che fanno trapelare quello che è la gestione del potere da parte di alcuni medici durante il contenimento di un Paziente…. Stanchezza si per una notte insonne, ma quel giudizio dato come: certi Signorini li sistemiamo così riferito ad un paziente con grado di deterioramento mentale di secondo grado. La cosa andrà sicuramente chiarita ma l’ antifona non è della migliore.