Nove sguardi raccontano la città che cambia

Un grande racconto collettivo prende forma nell’ex Chiesa di San Mattia: architetti e designer rileggono il paesaggio urbano attraverso immagini, disegni, segni e parole impressi sulla ceramica

di Redazione cB


Che città vediamo quando guardiamo Bologna? Una città che cambia, si trasforma, accoglie nuove tecnologie, nuovi modi di vivere e nuove relazioni. È da questa domanda, più che dalla volontà di immaginare una città del futuro, che prende forma “Paesaggi Urbani – Urban Landscapes”, il progetto culturale curato da Iosa Ghini Associati e inserito nel programma di Bold – Bologna Live Design 2026.

Dal 19 al 27 settembre, l’ex Chiesa di San Mattia, nel cuore del centro storico bolognese, diventerà il punto d’incontro di nove differenti interpretazioni della città contemporanea. A firmarle sono Aldo Aymonino, Stefano Boeri, Michele De Lucchi, Doriana e Massimiliano Fuksas, Massimo Iosa Ghini, Kengo Kuma & Associates, Piero Lissoni, Elena Salmistraro e Matteo Thun.

Non è stato chiesto loro di progettare un nuovo quartiere o di disegnare la città ideale. L’invito è stato più libero: fermare in un’unica opera il proprio modo di osservare il paesaggio urbano e di coglierne le trasformazioni. Un’immagine, un render, un disegno, un segno, uno scenario o anche una frase. Ognuno attraverso il linguaggio che sente più vicino.

Il risultato è una mostra che mette fianco a fianco generazioni e sensibilità progettuali diverse. Non c’è una visione dominante e non viene imposto un linguaggio comune. Al contrario, sono proprio le differenze tra gli autori a costruire il filo della narrazione.

A unire le diverse opere c’è un elemento concreto: la grande lastra ceramica.
Le idee degli autori, nate come immagini, disegni o parole, vengono trasferite su grandi superfici messe a disposizione dalle aziende del settore. La ceramica diventa così molto più di un semplice supporto espositivo: è la materia attraverso cui visioni differenti vengono raccolte, accostate e conservate.

Il progetto arriva in una Bologna che, proprio in questi giorni, torna a essere uno dei punti di riferimento internazionali per il mondo della ceramica e del design grazie a Cersaie. Ma la scelta del materiale assume anche un significato simbolico: un pensiero nato nel presente, spesso destinato a rimanere un’immagine effimera, viene trasformato in qualcosa di fisico e durevole.

Le grandi lastre riunite nell’ex Chiesa di San Mattia costruiscono così un’unica installazione. A tenerle insieme è la materia, mentre a distinguerle sono i diversi modi di guardare la città.
La scelta dell’ex Chiesa di San Mattia aggiunge un ulteriore livello al progetto. Le opere dedicate alla città contemporanea vengono infatti collocate all’interno di uno spazio storico, senza un allestimento invasivo.

La curatela di Iosa Ghini punta su un impianto essenziale, lasciando che siano le superfici ceramiche e l’architettura dell’edificio a dialogare tra loro.
Da una parte ci sono le trasformazioni del presente: la tecnologia, i cambiamenti sociali, i nuovi modi di abitare e di vivere lo spazio urbano. Dall’altra c’è un luogo che porta nella propria materia i segni del tempo. È in questo contrasto che la mostra trova la sua chiave di lettura: la città cambia, ma conserva una memoria. E i nove autori provano a catturare, ciascuno a modo proprio, un frammento di questa trasformazione.

Paesaggi Urbani – Urban Landscapes sarà aperta da domani 19 settembre fino al 27  nell’ex Chiesa di San Mattia, a Bologna.


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