«Ustica: il nostro no all’archiviazione, il Dc9 cadde a causa di un jet militare in esercitazione»

«In nome di mio zio Guelfo Gherardi, al tempo presidente della Borsa valori di Bologna, morto nella sciagura insieme alla sua compagna, l’avvocata bolognese Antonella Cappellini, abbiamo presentato memorie in cui sposiamo l’ipotesi tecnica avanzata dai Pm: la caduta del volo Itavia fu causata da una turbolenza di scia. Quella sera, nello stesso momento in cui cominciò l’operazione sinadex alla base di Marsala, si avverò la tragedia»

di Giorgio Gjylapian, avvocato, parente di una delle vittime della strage di Ustica, Guelfo Gherardi


Il 30 settembre 2026 al Tribunale di Roma – prima della decisione finale del Gip Livio Sabatini sulla richiesta di archiviazione delle indagini sulla strage di Ustica – è prevista l’udienza di comparizione delle parti civili non ancora sentite.

In nome di mio zio Guelfo Gherardi, al tempo presidente della Borsa valori di Bologna, morto nella sciagura insieme alla sua compagna, l’avvocata bolognese Antonella Cappellini, unitamente all’avv. Giovanni Donati e al collega romano Gianluca Lombardozzi, abbiamo presentato memorie in cui sposiamo l’ipotesi tecnica avanzata dai Pubblici Ministeri e cioè che la causa più probabile della caduta del DC9 Itavia, il 27 giugno 1980 (tutti le 81 persone a bordo perirono) sia la turbolenza di scia creata da un aereo militare.

Non pensiamo però a una azione di guerra, a una vera e propria battaglia forse con coinvolgimento di aerei libici; abbiamo individuato uno scenario esterno più semplice e quindi più probabile, quello della esercitazione synadex prevista per le ore 21.

Vari elementi sostengono questa ipotesi, a cominciare dalla successione dei segnali lanciati dagli aerei italiani in volo, i così detti squawk, insieme a una lettura coerente dei dati radar e delle conversazioni degli avieri militari del 27 giugno 1980.

Quella sera si svolse, alla base militare di Marsala, in Sicilia, una esercitazione synadex (synthetic air defense exercise) che era un tipo di esercitazione di attacco simulato su obiettivi strategici quali gli aeroporti, con adozione delle relative contromisure da parte delle difese a terra.

Nel computer delle basi militari collegato con il radar veniva inserita una cassetta con tracce digitali di aerei inesistenti, e quindi potenzialmente riferibili a voli ostili, per saggiare l’attenzione degli operatori radar militari.

Poiché tali tracce “sintetiche“ erano ripetitive e facilmente riconoscibili, era normale che dalla base di esercitazione dell’aeroporto militare di Grosseto-Poggio Ballone si mandassero anche veri caccia militari (a loro volta in training di attacco) per ravvivare le esercitazioni e sollecitare l’attenzione dei controllori di volo a terra.

Il sistema di difesa aerea del tempo era deficitario e andava quindi testato. Per sfruttare i buchi nella copertura radar del territorio (segreto militare della massima importanza), i piloti militari volavano ovviamente a transponder spento, adottando tecniche elusive quali volare a bassa quota, ad alta velocità, o nascondendosi il più possibile nel cono d’ombra radar di altri aerei di passaggio, per poi palesarsi all’ultimo momento.

Per creare la wake turbulence vicino al DC-9 sarebbe stata logicamente necessaria la presenza di un solo altro aereo, probabilmente in sorpasso (poiché così sarebbe aumentata l’esposizione all’interferenza a danno dell’aereo civile).

La synadex era originariamente programmata in collaborazione con le forze aeree francesi ma fu poi annullata per il maltempo del mattino. Alla fine, iniziò regolarmente alle ore 21; alle 20.59 e 45 secondi cadde il DC-9.


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