Casini, un professionista della bella politica

Ha annunciato che non si ricandiderà e subito in tanti hanno pensato a una mossa per proporsi per il dopo Mattarella. Ma il passo indietro è da apprezzare in un mondo di dinosauri incollati alle poltrone. Ha scritto che bisogna far posto a facce nuove, ma Pierferdi ha rappresentato un modo di far politica che magari è passato di moda, che però era vicino alle persone e ai loro problemi

di Aldo Balzanelli, condirettore cB


Pierferdinando Casini annuncia che non si ricandiderà e i maligni interpretano la decisione come una mossa per provare a farsi eleggere Presidente della Repubblica quando scadrà il mandato di Mattarella. D’altra parte il soprannome di “Pierfurbi” uno non se lo conquista senza qualche ragione. Affrontare una campagna elettorale con il centrosinistra, che l’ha eletto l’ultima volta, l’avrebbe costretto ad esporsi, ad attaccare la destra. Invece così, nei prossimi mesi, potrà inabissarsi politicamente e presentarsi come figura istituzionale di mediazione al momento giusto.

Grande esperienza, decenni in Parlamento, presidenza della Camera, equilibrio, eletto con il centrodestra prima, con il centrosinistra poi, passando per il sostegno a Renzi. Una prima candidatura al Colle con la rinuncia in favore di un Mattarella-bis. Mai un’ombra giudiziaria pur avendo attraversato tutte le tempeste della prima e della seconda Repubblica.

Insomma, fatti i dovuti scongiuri, il ritratto ideale del candidato presidente.

Sia o meno questo il retropensiero di Casini occorre dire che la sua decisione merita comunque apprezzamento. Viviamo in un’epoca in cui nessuno è disposto a rinunciare a nulla. Anzi. I più puntano i piedi fino all’inverosimile e spesso pretendono che vengano addirittura cambiate le regole del gioco per riuscire a restare incollati alla poltrona. Ci sono esempi a destra e a sinistra e rinuncio a far nomi e cognomi per carità di patria.
Casini invece ha deciso di far posto a qualcun altro, più giovane, più in linea con i tempi. Lo dice esplicitamente in un passaggio della lettera con cui annuncia la rinuncia: «Tempi nuovi richiedono personalità più in sintonia con le formazioni politiche che si presenteranno agli elettori».

Ricordo i mal di pancia di tanti elettori del Pd quando scoprirono che avrebbero dovuto votare Casini, salvo poi rendersi conto che al circolo era più facile incontrare quel parlamentare che aveva militato a lungo nel campo avverso (è passata alla storia una sua foto sotto i ritratti di Marx e Lenin) più di tanti “compagni” che, dopo essere stati presentissimi al momento di chiedere il voto, per i restanti cinque anni erano spariti nel nulla.

Già perché la lunga storia politica di Pierferdi, 44 anni in Parlamento, non nasce dal nulla: è fatta di migliaia di incontri, di discussioni, di confronti, di cura del collegio. Un vero professionista della politica, nella migliore accezione del termine. Ma un professionista della politica che, a differenza di altri, nel 2012 rinuncia ai benefit che spetterebbero agli ex presidenti della Camera. Un democristiano doc, figlio di un’epoca con tanti difetti, ma nella quale la politica era passione, sangue e merda, come ebbe a dire qualcuno, meno immagine e talk show e più rapporto con i problemi, con le persone.

Per noi boomer era certamente meglio allora dello spettacolo al quale assistiamo oggi. Ma ha ragione Casini, i tempi nuovi richiedono facce nuove. E allora onore al merito di chi ha deciso di farsi da parte, e mi piace farlo con le parole scelte da Grazia Guazzaloca, figlia di Giorgio, l’ex sindaco fedelissimo di Casini, che per commentare la notizia della rinuncia alla candidatura ha pubblicato una frase attribuita a Charlie Chaplin: «Non è importante come entri nel palcoscenico della vita degli altri, l’importante è l’uscita di scena; quindi prendi fiato, sorridi comunque sia andato lo spettacolo e fai il tuo inchino migliore».

Sarà davvero un’uscita di scena? Vedremo. Alla fine ce l’abbiamo fatta a non “morire democristiani”, ma un democristiano doc bolognese al Colle potrebbe essere una bella prospettiva.


5 pensieri riguardo “Casini, un professionista della bella politica”

  1. Vero!!!!…vera Politica, altro contesto, quella razza che non cade mai, ma quando lo fa’ cade sempre in piedi….

  2. La bella politica di chi si oppose al matrimonio egualitario e alle adozioni nelle unioni civili (e grazie a lui, nel 2026 tuttora in Italia non abbiamo né l’uno né l’altro…). Vicinissimo alle persone, davvero.

  3. Circa l’equilibrio super partes dell’onorevole Casini, in qualità di presidente della Camera, in realtà ricordo un fatto che getta un’ombra.
    Mi riferisco alle sue dichiarazioni nel corso di una intervista televisiva la sera prima del voto per il referendum 2005 sulla procreazione medicalmente assistita.
    Andando con ordine, il Presidente della Camera onorevole Casini, rilasciò una prima intervista
    al Corriere, che scaldò parecchio il clima referendario, sostenendo l’astensione in occasione del referendum sulla procreazione medicalmente assistita.
    L’onorevole, e Presidente, è poi tornato sul tema nel corso di una seconda intervista (in questo caso televisiva) proprio alla vigilia del voto referendario: in questa seconda il presidente ha invitato gli italiani ad approfittare del bel tempo previsto per la domenica di voto per una gita al mare, tra l’altro, rompendo il “silenzio elettorale”.
    Non proprio una posizione cristallina per una carica istituzionale. E non tanto per il sostegno ai comitato per il no, bensì per l’invito a non votare, diritto dovere costituzionale di ogni cittadino che un presidente della Camera dovrebbe promuovere.

  4. Nel grande e caotico palcoscenico della politica, la vera sfida non è tanto riuscire a
    recitare la parte principale, ma evitare di farsi calpestare dalla folla di guitti e comparse, davanti a una platea ormai disperatamente vuota di spettatori attenti.
    Caro Pierferdi, vecchio amico dai tempi del liceo, con la consueta eleganza scendi dal
    palcoscenico e rifugiati nella necessaria buca del suggeritore.

  5. Ho letto ora il tuo Casini E il finale: se non dovesse davvero uscire di scena, non sarebbe male avere un bravo bolognese come lui Presidente della Repubblica A me piacerebbe. Ho lavorato alla Presidenza della Camera dopo aver lavorato un’intera legislatura con Luciano Violante. Dopo il freddo Violante è stato eletto Pierferdinando Casini. Simpatico, efficiente andava a parlare con gli studiosi del Centro Studi, con i tanti ” bidelli” delle postazioni nei corridoi del Palazzo. Chiedeva: hai qualche problema? Hai freddo o la temperatura va bene così? Ha promosso con me tutti gli incontri con gli assegnatari e le assegnatarie del Premio Internazionale Alexander Langer, non è mai mancato nella Sala del Cavaliere di Montecitorio a nessun incontro, ha sempre parlato senza enfasi o retorica. La sala del Cavaliere non ha palchi da cui parlare ma un giro di sedie tutte uguali sistemate in circolo cosi che ognuno era alla pari con gli altri. Quando la legislatura stava per finire andava da tutti a dire: beh oggi mi salutate ancora calorosamente ma appena non sarò più Presidente non mi guarderete più… Furbo, certamente, ma onesto. E quel bell’accento bolognese piaceva molto.

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