Una città è più ricca quando nessuno resta ai margini

L’inclusione non è un costo: è valore per tutta la città. È la convinzione che guida ogni giorno il lavoro delle cooperative sociali che fanno parte di EcoBI e che ha portato agli EcoBI Days, dal 17 al 21 ottobre in Piazza Re Enzo, e alla mostra-installazione “Rendere visibile l’invisibile” che ha raccontato il contributo della cooperazione sociale alla vita della città

di Daniele Bergamini, presidente di EcoBI – Consorzio Stabile Impresa Sociale


Una città non si misura soltanto dalla qualità dei suoi servizi o dalla capacità di attrarre investimenti. Si misura anche da quante persone riesce a coinvolgere, dalle opportunità che sa creare e dalla capacità di non lasciare nessuno ai margini.

È la convinzione che guida ogni giorno il lavoro delle cooperative sociali che fanno parte di EcoBI e che ci ha portato a Bologna con gli EcoBI Days. Dal 17 al 21 ottobre, in Piazza Re Enzo, la mostra-installazione Rendere visibile l’invisibile ha raccontato il contributo della cooperazione sociale alla vita della città: servizi, cura degli spazi, lavoro e percorsi di inclusione che spesso attraversiamo quotidianamente senza riconoscerne il valore.

La cooperazione sociale abita la quotidianità dei territori, ma il suo contributo non è sempre visibile. Ancora meno lo sono le storie delle persone che, attraverso un’opportunità di lavoro, conquistano autonomia, sviluppano competenze e trovano il proprio posto nella comunità. Per questo crediamo che raccontare l’inclusione significhi prima di tutto raccontare il lavoro: non un gesto di generosità, ma un’attività fatta di responsabilità, professionalità e obiettivi condivisi.

Spesso vediamo affacciarsi una domanda che accompagna il dibattito sull’inserimento lavorativo delle persone fragili: quanto costa? È una domanda legittima, soprattutto quando si parla di risorse pubbliche. Ma per essere completa deve essere accompagnata da un’altra domanda: quanto valore genera?

La ricerca Valoris, realizzata dal Dipartimento di Economia e Management dell’Università degli Studi di Brescia su 19 cooperative del Consorzio EcoBI, offre una risposta concreta. Nel 2024, le 1.316 persone con svantaggio inserite al lavoro dalle cooperative analizzate hanno generato 12,34 milioni di euro di benefici per i bilanci pubblici, a fronte di 5,4 milioni di costi. Il valore netto è stato di 6,95 milioni di euro, pari a una media di 5.280 euro all’anno per persona. Questi numeri dimostrano che l’inclusione lavorativa non è soltanto una scelta di civiltà, ma anche un investimento capace di restituire valore alla collettività.

Dietro i dati ci sono redditi, contributi, maggiore autonomia e nuove possibilità di partecipazione alla vita economica e sociale. Ci sono persone che possono esprimere le proprie capacità e comunità che diventano più coese. È qui che si esprime il ruolo della cooperazione sociale come impresa: un soggetto capace di coniugare sostenibilità economica e responsabilità sociale, organizzando servizi e costruendo contesti di lavoro in cui le persone possano crescere. L’inserimento lavorativo richiede competenze, accompagnamento e investimenti; non si realizza automaticamente, né può essere affidato alla sola buona volontà. Ha bisogno di professionalità, continuità e alleanze con le istituzioni, le altre imprese e il territorio. Ma ha bisogno anche della cittadinanza. Per questo, per presentarci a Bologna abbiamo scelto una piazza, non soltanto uno spazio espositivo. Vogliamo incontrare le persone, ascoltare e raccontare. Con le Storie di Prossimità, sono le lavoratrici e i lavoratori delle nostre cooperative a guidare i visitatori della mostra, condividendo esperienze e percorsi che intrecciano vita e lavoro. Perché non c’è modo migliore di rendere visibile l’inclusione che dare voce a chi la vive ogni giorno.

Il percorso si è appena concluso al Cinema Modernissimo, con una serata condotta da Federico Taddia, la musica della Banda Osiris, la comicità di Matteo Fallica e la partecipazione di Lella Costa e le storie di inserimento lavorativo. Ora è il momento di riflettere sulla sfida che questa presenza nel cuore di Bologna ci lascia: continuare a trasformare i valori in opportunità concrete. Bologna ha una storia di partecipazione e collaborazione tra istituzioni, imprese e comunità. Come EcoBI, vogliamo contribuire a una città in cui le differenze non diventino distanze e il lavoro sia un’occasione vera di inclusione.

“Rendere visibile l’invisibile” significa allora cambiare prospettiva: smettere di considerare l’inserimento lavorativo un costo da sostenere e riconoscerlo come un investimento nelle persone, nell’economia e nella qualità della vita collettiva. Un investimento che restituisce valore a tutta la comunità.


Un pensiero riguardo “Una città è più ricca quando nessuno resta ai margini”

  1. per entrare nell’ indotto magico, del circuito Dare per Avere e forse per poi Essere, è necessario Essere appetibili al mercato, creare le condizioni necessarie per Essere ritenuti produttivi e poi mantenere gli standard richiesti.Soprattutto il termine abusato è Essere ad ampio raggio quasi come apparire, quasi un miracolo.Altra considerazione, sono i messaggi a tutti i livelli che noi come singoli gettiamo nel e al Mondo, devono necessariamente coincidere con esso.

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