Garantire l’accesso al credito legale a chi si trova in condizioni di vulnerabilità significa offrire una via d’uscita reale dal ricatto della dipendenza economica. Per dare spazio e risalto a questi temi, mercoledì 28 ottobre a Bologna, in Salaborsa, si tiene un momento di incontro e riflessione insieme alle associazioni Finetica e Avviso Pubblico, accompagnato da una mostra itinerante
di Cristina Ceretti, giornalista e consigliera comunale
C’è una violenza contro le donne di cui si parla ancora troppo poco. È una violenza silenziosa, che non lascia segni visibili sul corpo ma devasta le vite nell’ombra delle mura domestiche. Si chiama violenza economica.
Si manifesta a piccoli passi: la privazione dell’indipendenza finanziaria, il controllo maniacale di ogni entrata, il divieto di lavorare o, al contrario, la sommersione forzata nei debiti. È un’arma subdola e spietata usata per isolare, togliere qualsiasi margine di scelta e incatenare la donna a una condizione di sottomissione. Perché senza autonomia finanziaria, la libertà è soltanto un’illusione.
Per spezzare queste catene non bastano le parole: servono strumenti concreti di emancipazione. È qui che diventa fondamentale l’azione di Finetica, organizzazione del Terzo Settore che da anni si batte per l’inclusione finanziaria, l’antiusura e l’antiracket. Finetica, che ha sede anche sul territorio bolognese, dimostra ogni giorno che il microcredito sociale può trasformarsi in una vera e propria àncora di salvezza.
Garantire l’accesso al credito legale a chi si trova in condizioni di vulnerabilità significa offrire una via d’uscita reale dal ricatto della dipendenza economica. Il microcredito non è una semplice misura di sostegno finanziario: è prima di tutto un atto di fiducia che restituisce dignità, forza d’azione e la possibilità di ridisegnare il proprio futuro.
Questa battaglia di civiltà richiede un’alleanza profonda tra rete sociale, etica e istituzioni. In questo cammino, il contributo di Avviso Pubblico – la rete di enti locali impegnata dal 1996 nella promozione della legalità democratica e nel contrasto a mafie e corruzione – è straordinario. Attraverso l’impegno civile e progetti culturali come la graphic novel “Scelte, femminile plurale”, Avviso Pubblico dà voce a storie di donne che hanno fatto della legalità la propria ragione di vita. Amministratrici giudiziarie, docenti, figure delle istituzioni e della società civile mostrano ai più giovani e all’intera comunità che un’alternativa fondata sul coraggio e sui valori costituzionali è sempre possibile.
Per dare spazio e risalto a questi temi, mercoledì 28 ottobre a Bologna, in Salaborsa, si tiene un momento di incontro e riflessione insieme a Finetica e Avviso Pubblico, accompagnato da una mostra itinerante.
La giornata si aprirà già al mattino con un’udienza conoscitiva in Commissione Legalità, che ho promosso insieme alla consigliera Giulia Bernagozzi. L’obiettivo è chiaro: portare questa sfida nei palazzi istituzionali per capire come Istituzioni, Terzo Settore e mondo privato possano fare squadra – secondo la logica della sussidiarietà circolare – e co-programmare soluzioni concrete di microcredito.
Nel pomeriggio avrò poi l’onore di moderare il convegno dedicato a questo tema in Biblioteca Salaborsa. Sono convinta da sempre che il contrasto alla violenza di genere non possa essere una delega individuale, ma debba diventare una responsabilità condivisa da tutta la comunità. Per sradicare la violenza sulle donne, compresa quella economica, dobbiamo unire prevenzione, educazione alla legalità e inclusione finanziaria. Offrire un credito etico come fa Finetica, sostenere le realtà del territorio e diffondere la cultura delle “scelte al femminile” sono i passi fondamentali per far sì che nessuna donna si senta mai più sola, invisibile o senza alternative.
Per chi desidera approfondire, consiglio con il cuore la lettura del libro “Scelte, femminile plurale. Storie di impegno e di passione civile” di Valeria Scafetta e Giulia Migneco. Dalla magistratura al giornalismo, dalla politica all’attivismo civico, le sue pagine offrono la testimonianza diretta e preziosa di quanto le donne siano centrali nella costruzione di una società più giusta e libera.
