ZolAuditorium, lo spettacolo è davvero per tutti

Dalla stagione 2026/2027 appena iniziata, al teatro civico di Zola Predosa due poltrone in alto, una a destra e una a sinistra della platea, sono riservate a chi vuole assistere alle pièce assieme al proprio cane. Non una serata-evento per fare la foto carina sui social, ma tutti gli spettacoli in abbonamento. Un diritto conquistato, dopo una vita, una novità assoluta nel panorama italiano

di Barbara Beghelli, giornalista


Aggiungi un posto a teatro, che c’è un amico a quattro zampe in più. Dedicato a chi fino a ieri non poteva nemmeno pensare di poter varcare la soglia di un auditorium. Invece ora, tutti quei cani costretti a restare a casa anche di sera, magari soli e depressi, hanno una chance, esattamente nel Comune di Zola Predosa. E non è per una sera, ma per tutta la stagione.

Succede allo ZolAuditorium, il teatro civico ricavato al piano zero del Municipio, alle porte di Bologna. Dalla stagione 2026/2027 appena iniziata, due poltrone in alto, una a destra e una a sinistra della platea, sono riservate a chi vuole godersi lo spettacolo assieme al proprio cane. Non una serata-evento per fare la foto carina sui social, ma tutti gli spettacoli in abbonamento. Un diritto conquistato, dopo una vita, una novità assoluta nel panorama italiano.

A volere questo “dolce” cambiamento è l’assessore Pd alla Cultura Daniele Degli Esposti, che per primo ha messo la faccia (e il guinzaglio) al progetto, abbonandosi con le sue due creature: «Fin dal primo spettacolo si sono addormentate e alla fine sono state sommerse di coccole da tutto il pubblico. Sono state bravissime anche durante la serata più affollata e delicata che abbiamo avuto, quella con l’arcivescovo di Bologna. Due ore di silenzio perfetto», più di quanto riesca a fare molto spesso la platea umana.

Altra cosa ammirevole: portare i propri fidati amici allo spettacolo non costa nulla, è tutto compreso nel prezzo. E per ogni cane che entra, il teatro prepara un kit di benvenuto: tappetino morbido dove accucciarsi, ciotola con acqua fresca, sacchettini igienici e qualche biscotto per premiare la buona condotta. Insomma, le regole sono quelle del buon senso: cane equilibrato, abituato a stare tra le persone e ai rumori forti, che non abbaia durante lo spettacolo, e naturalmente che ha già fatto la sua lunga passeggiata. Due posti soli, per ora, per non disturbare nessuno, piuttosto per includere chi fino a ieri era escluso a prescindere.

In periodi di crisi (anche di natalità) e per amore degli animali, si calcola che in Italia quasi una famiglia su due viva con il proprio Fido e, solitamente, la prima ragione per cui non si esce la sera non è certo il prezzo del biglietto, bensì non sapere a chi lasciarlo. Già, perchè l’ansia da separazione non è solo dei cani, è anche dei proprietari. Tenere fuori i cani dai luoghi di cultura significa quindi tenere fuori anche le persone interessate. E in un paese dove i teatri faticano a riempirsi, la soluzione non è compiere miracoli: è aprire la porta a chi era fuori, e questo a Zola l’hanno capito.

Ah, pensierino per quelli che credono che sia un’idea folle di provincia: sono sulla pista sbagliata, poiché questa è la stessa strada che i palcoscenici più seri del mondo percorrono da decenni.

In Canada, ad esempio, allo Stratford Festival in Ontario, uno dei tour teatrali più prestigiosi del Nord America, Labrador, Golden e barboncini entrano ufficialmente in sala dal 2019. Una foto fece il giro del pianeta: una dozzina di futuri eroi da assistenza seduti composti in platea a guardare Billy Elliot. Erano i cani del programma K-9 Country Inn Working Service Dogs. Luci improvvise, musiche forti, ore accucciati sotto una poltrona senza fiatare. Fondamentale per aiutare persone con disturbo post traumatico.

A Londra succede da dieci anni. Curzon, la catena di cinema d’essai più antica d’Inghilterra, ma pure Picturehouse, offrono proiezioni dog-friendly. Una o due volte al mese abbassano il volume, tengono le luci soffuse, dimezzano la capienza e aprono le porte. Niente biglietto extra. Funziona.

E l’Europa? Si è mossa da dieci anni, almeno, con eventi da tutto esaurito. In Norvegia il primo esperimento è stato al Ringen cinema di Oslo: metà dei 70 posti occupati da cani, volume abbassato per proteggere l’udito, poltrone in pelle perché più facili da pulire, biglietti esauriti in poche ore. A Tallinn il festival PÖFF organizza Dog Cinema con ristorante dedicato. Tendenza già popolare in Austria come serata speciale.

A Zola Predosa invece vale per una stagione intera, non per serate speciali come talvolta accade a Roma o Milano, abbattendo così un antico confine, e dimostrando che bastano un tappetino e una ciotola per tenere insieme ciò che conta davvero: la storia sul palco e la famiglia in platea, tutta intera, con quell’amico a 4 zampe che finalmente non è rimasto a casa depresso.


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