Dis|chiuso: i film dall’Orione direttamente al tuo salotto

Il direttore artistico del coraggioso cinema-teatro ha voluto mantenere la programmazione a sala chiusa per Covid-19 ma ricreando a casa la ritualità dello spettatore: per la speranza

di Cristian Tracà, docente


In queste settimane a Bologna è nato un esperimento culturale rivoluzionario. Dis|chiuso, la sala in streaming. Niente cinema “on demand” (ne esistono a decine) ma l’idea della comunità che si ritrova davanti allo schermo e riflette sul vivere insieme. Un progetto pionieristico in un momento difficilissimo.

Enzo Setteducati, direttore artistico del Cine Teatro Orione, ci racconti questo esperimento nuovo e coraggioso.

L’idea è nata in risposta allo smarrimento derivante dalla chiusura del cinema e del comparto cultura. L’ho vissuta come profonda divaricazione tra non poter fare nulla e dover fare qualcosa. Il cinema è la piazza ove le persone vivono il senso pieno della parola cultura. Ho pensato di offrire una modalità che ricreasse la ritualità dello spettatore, anche se in salotto. Altro elemento era salvaguardare il lavoro. Ho proposto l’idea alle realtà virtuose della distribuzione indipendente.

Perché Dis|chiuso?

Il claim vuole evocare la chiusura del luogo fisico ma sottolineare ciò che resta aperto e lo anima: condivisione, compartecipazione, passione. È una parola di speranza.

A giudicare dai messaggi si può parlare di grande successo, nonostante qualche inconveniente tecnico causato dall’approdo massiccio. Un bilancio?

Una partecipazione clamorosa. La gente ha accolto lo spirito. Emozionante: ci siamo ritrovati 3.000 persone collegate quando possiamo garantire una visione fluida per 200. Alla fine del secondo weekend, bilancio ancor più positivo: la scelta di alcuni titoli del festival di cinema spagnolo è stata apprezzata.

Una scelta per i film molto simbolica e forte. Vogliamo spiegarla a Cantiere Bologna?

Film esili quanto prorompenti. Storie ai margini, punti di vista minuti ma autentici, spaccati esemplari. Era importante ribadire che non serve a nulla costruire separazioni, muri, se non si ha cura del proprio habitat, recuperando il senso delle proprie azioni. Le scelte dell’Orione hanno una forte attenzione a cogliere il “sentiment” generale, è la cifra del seguito crescente. Vogliamo essere un’antenna di piccole realtà, un catalizzatore. Siamo stati il primo cinema monosala in città a offrire sistematicamente la multiprogrammazione: non una giustapposizione di titoli, ma un dialogo spesso anche contraddittorio tra temi e stili. L’Orione è un cinema parrocchiale del circuito Sale della comunità, operiamo da anni con l’Associazione cattolica esercenti cinema per creare opportunità di aggregazione, insite nel suo Dna.

Tra i commenti si leggono quelli di molti disposti a pagare un abbonamento o a contribuire a un circuito di finanziamento e di spettacolo di qualità.

L’offerta generosa del pubblico mi ha fatto enormemente piacere e ha confermato il valore della proposta. Non mi sento ora di richiedere una partecipazione economica. Dis|chiuso ha un valore commerciale unicamente nelle relazioni con i distributori e le partnership economiche. Il progetto è nato il 9 marzo, ha sostenibilità fino al 3 aprile grazie a Jasango (la virtuosa realtà che fornisce piattaforma e consulenza per lo streaming), all’aiuto economico della parrocchia S. Giuseppe Cottolengo, che ha la proprietà dell’esercizio, e di Alfasigma. Sto sondando altre disponibilità di sponsorizzazione.

Come si articolerà da qui all’apertura delle sale la vostra programmazione?

La prossima settimana sarà la più ricca di offerta: una selezione del Nazra Palestine short film festival, una serata dedicata ai cortometraggi di giovani registi premiati dai festival europei dal catalogo ArtexFilm, il docu-film “Sezione Femminile” di Eugenio Melloni, girato nel carcere della Dozza. Per il weekend manteniamo la suspence…

Avete già avuto modo di verificare quale utenza ha risposto meglio alla vostra proposta?

Un grande afflusso di nuovi iscritti alla newsletter (siamo a 10.000) e di conseguenza potenziali spettatori. Con Dancing with Maria abbiamo raggiunto persone in tutta Italia con un tamtam pazzesco delle scuole di danza. Questo ci rallegra e preoccupa al tempo stesso, perché va gestita: abbiamo budget e risorse umane limitate. Il crescente sovraccarico della rete ci ha portati a blindare a 250 l’accesso alla visione a fronte del raggiungimento di una capacità ormai di ospitare le 360 persone della sala reale, ma abbassando la qualità della proiezione.

Tanti complimenti. Anche qualche diffidenza o critica.

I complimenti sono arrivati innanzitutto dai sostenitori e dai fruitori di cultura proprio per la dimensione rituale: siamo i primi a utilizzare la rete con una programmazione ad hoc e gratuita riproducendo le regole della programmazione in sala. Ci saremmo aspettati maggiore attenzione dall’informazione mainstream, vista la reazione social: quasi del tutto assente la copertura mediatica nelle edizioni locali online. Qualche critica è arrivata da parte di chi non ha capito che la nostra non è un’offerta on demand, bensì orgogliosamente una proposta per una “comunità di destino”.


3 pensieri su “Dis|chiuso: i film dall’Orione direttamente al tuo salotto

  1. Grazie Cristian, dare evidenza alle attività culturali in questa fase è particolarmente importante!

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