Sospensione della Costituzione? De Plato si sbaglia

L’assetto costituzionale funziona benissimo anche dopo il contestato decreto Conte: qui nessuno chiede pieni poteri come Orban o Trump. Chi scrisse la Carta, che occorrerebbe conoscere, previde la sospensione temporanea della circolazione per motivi di sanità e di sicurezza. Dire che è stata sospesa la libertà è una fake news

di Roberto Bin, costituzionalista


Ha ragione Gianni De Plato a dire che del virus non si sa niente (si veda su Cantierebologna.com del 1° aprile il suo articolo titolato I dilemmi da Coronavirus: tra restrizioni e libertà). Purtroppo però anche della Costituzione si sa poco. Lui scrive che «è difficile condividere l’ultimo decreto-legge del 25 marzo del governo giallo-rosso, perché di fatto sospende la Costituzione e prevede la temporanea restrizione delle libertà fondamentali». Ma non è così, checché ne scrivano molti giornalisti autorevoli (e talvolta capita che lo facciano anche alcuni costituzionalisti in libera uscita). Ricordo con tanta nostalgia i battibecchi frequenti con Antonio Ramenghi: a chi scrive sui giornali non è chiesto di superare un severo esame di diritto costituzionale, e perciò gli può capitare di inciampare su qualche equivoco o indebita semplificazione. È sempre spiacevole ma lo è soprattutto oggi, perché dovremmo essere ammirati del fatto che, al contrario di ciò che avviene in Ungheria, qui nessuno chiede i «pieni poteri» (quelli che Salvini mesi fa voleva ottenere per fronteggiare l’invasione dei barconi!) come Orban, né pretende di essere il commander in chief in uno Stato in guerra (come vagheggia Trump): in Italia l’assetto costituzionale funziona benissimo.

I costituenti, dopo molta discussione, hanno scelto di prevedere lo strumento per l’emergenza, il decreto-legge, che il governo adotta su sua responsabilità (non solo politica!): serve proprio per provvedere immediatamente ai momenti di emergenza, con un controllo del presidente della Repubblica (che lo emana) e l’obbligo di ottenere l’approvazione del parlamento entro 60 giorni. Purtroppo negli ultimi decenni il governo ha abusato del decreto-legge, per forzare la mano a un parlamento che le divisioni politiche hanno condannato a una semi-paralisi (questa sì che è una sospensione della Costituzione!). E purtroppo la stampa non ha elevato barricate come avrebbe dovuto. L’epidemia, invece, è senz’altro uno di quei «casi straordinari di necessità e di urgenza» previsti dall’art. 77 Cost. per il ricorso al decreto-legge. Anche i decreti del presidente del Consiglio, i primi provvedimenti emanati (a partire dal 1° marzo) dal governo per dichiarare lo stato d’emergenza e porre il blocco della circolazione a singoli territori, sono legittimi: sono ordinanze emanate in base al precedente decreto-legge, n.6 del 23 febbraio 2020, per il resto regolarmente convertito in legge dal parlamento (L. 5 marzo 2020, n. 13). Sì, capisco, sono quelle cose noiose che piacciono a noi giuristi… Chi volesse saperne un po’ di più può consultare i brevi articoli di Simonelli e Carrozzino pubblicati su laCostituzione.info.

Quanto alla limitazione della nostra libertà garantita dalla costituzione andiamoci piano. Chi l’ha scritta – la Costituzione – ne sapeva abbastanza: perciò all’art. 16, che tutela la nostra libertà di circolazione, ha scritto che essa può subire «limitazioni che la legge stabilisce in via generale per motivi di sanità o di sicurezza». Legge vuol dire anche decreto-legge, ovviamente. L’ipotesi che il costituente aveva presente era il “cordone sanitario” in caso di epidemia localizzata (qualcuno ricorda il colera a Napoli?). E l’art. 32, che garantisce la salute come nostro diritto «e interesse della collettività», aggiunge che «nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge»: pure qui “legge” comprende anche il decreto-legge.

Subire le limitazioni che oggi ci sono imposte non piace a nessuno. Ma non diciamo che esse sospendono la Costituzione, perché questa è una fake news non meno grave dell’annunciare che il virus si cura con l’aglio!


Rispondi