Cinnica, una consulta per l’infanzia

Persone accomunate da una forte sensibilità per i temi legati all’infanzia e all’ambiente, legate dall’obiettivo di cambiare alcuni stili di vita. Chiedono a tutti di aderire al dialogo che vogliono aprire con la città

di Patrizia Guerra, pedagogista


Di ambiente sono state date diverse definizioni, in genere è l’aspetto naturale quello maggiormente considerato in quanto è proprio nei contesti naturali che spesso gli interventi dell’uomo creano i danni maggiori e quindi si scatenano reazioni di sensibilità e di solidarietà proprio quando i danni sembrano più gravi o irreversibili. Ma ambiente è un concetto più globale, che ha una forte valenza pedagogica e politica perché richiede una scelta ordinata e organicamente programmata di interventi.

Ambiente è anche società, una società, la nostra, dove la crescita dell’industria automobilistica è considerata un indicatore di prosperità e le persone, spesso, sono un elemento secondario. Quindi parliamo di habitat urbano, il nostro ambiente cittadino sacrificato alle automobili e nel quale spazi, tempi e modalità di accesso di pedoni e ciclisti sono subordinati alla logica dei motori. E pensiamo all’infanzia, cioè alle cittadine e ai cittadini da zero a diciotto anni, come indicati dalla Convenzione ONU del 1989. E alla difesa dei diritti dell’infanzia, che sono anche il diritto al gioco, al movimento, alla cittadinanza nel proprio ambiente di vita, all’arricchimento relazionale e culturale e soprattutto il diritto alla salute fisica e alla realizzazione di sé. Argomenti che però necessitano di essere rilanciati, rielaborati, ricompresi  nelle scelte individuali e famigliari e nelle politiche di gestione della cosa pubblica. Da qui Cinnica, una “combinazione particolare”, un “mix” di famiglie, associazioni, professionisti e singoli cittadini per cui ha significato l’idea di quanto sia necessario, per tutti, “invertire il senso di marcia” e promuovere esperienze di vita positive, ricche di vitalità intellettuale e in grado di favorire processi formativi e innovativi nella nostra città.

Persone accomunate da una forte sensibilità per i temi legati all’infanzia e all’ambiente, legate dall’obiettivo di cambiare alcuni stili di vita; persone che, anziché sperare in un processo di assuefazione alla conflittualità quotidiana tra l’ambiente e i suoi fruitori, mettono l’accento su parole chiave della convivenza sociale.

Come chiarisce Umberto Eco: “lo spazio parla, e parla anche quando non vogliamo ascoltarlo”: ogni entità sociale può proporsi come riferimento o come tramite per favorire un nuovo ambito educativo più aperto al cambiamento e più efficace per una trasformazione culturale. Ambiente e cultura, infatti, coincidono. La famosa immagine del bambino che non conosce la gallina, pur avendo grande competenza nel padroneggiare le informazioni relative ai dinosauri, estinti ormai da milioni di anni, ci fa ben capire come ogni individuo porti con sé i caratteri dell’ambiente stesso: i  saperi familiari e scolastici, le paure, i desideri, le aspirazioni, in sintesi l’educazione ricevuta.

A partire da questa consapevolezza nasce Cinnica, Libera Consulta per una Città amica dell’Infanzia, dall’unione di gruppi di persone che credono che le cose debbano e possano cambiare e si possa ripartire dai “cinni” cioè dai bambini per una vera “pedagogia del rispetto”, dove il rispetto non è quello formale che si deve per cortesia a genitori o superiori, ma è la modalità reciproca della relazione. Per dirla con il grande prof. Bertolini “Rispettare sé stessi e gli altri diviene allora il modo per esprimere la propria umanità, diviene lo strumento per attuare il mutamento culturale che si impone. Ognuno è, attraverso l’esempio che riesce ad esprimere, soggetto educante e soggetto educatore del cambiamento” . Per questo ci sembra importante e doveroso ripartire dall’infanzia, come unica via possibile per giungere ad una cultura dell’armonia tra ambiente e umanità. Per questo chiediamo a tutte e a tutti di aderire al dialogo che vogliamo aprire con la città su questi temi, di far proprie o di esaminare le nostre proposte perché questo è già un contributo. Chiediamo a chi amministra di costruire insieme una nuova etica, per una migliore convivenza sociale, investendo maggiori risorse materiali e soprattutto impegnando in miglior modo quelle umane per favorire l’avvio di una più ampia riflessione comune e la realizzazione di una città più a misura di bambino e quindi più a misura di tutte le persone.

Per ulteriori informazioni: https://www.facebook.com/LiberaConsultaPerUnaCittaAmicaDellInfanzia/


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