Covid19 senza decisioni coerenti e rapide

Accanto ai gravissimi problemi di carattere sanitario, di drammatica situazione sociale, di possibili esiti di incrinatura della pace sociale, sono emersi da questa tragedia pesanti carenze in quel settore delicatissimo dell’assetto della nostra società costituito dalle istituzioni che dovrebbero garantire un ordinato e veloce processo decisionale

di Federico Stame, notaio


In un intervento alcuni giorni fa in questa sede , riflettendo sull’emergenza virus, ponevo l’attenzione sui problemi di decisione, di coerenza e rapidità di intervento che in questo frangente finiscono per assumere rilievo sostanziale. Di fronte all’espandersi del contagio si è verificata una sostanziale diversità di risposta delle democrazie rispetto ai regimi autoritari; la Cina, ad esempio, ha chiuso molto velocemente la zona di origine del contagio ma ha colpevolmente nascosto il sorgere della pandemia. La mancanza di libertà politica, l’assenza di una libera informazione fanno ricadere sulla Cina gravissime responsabilità. Per contro le democrazie godono del vantaggio incommensurabile della libertà e dell’informazione non controllata, ma la stessa configurazione dello spazio pubblico la rende estremamente sensibile ai problemi della velocità e della coerenza della decisione. Qui sta la differenza tra democrazie efficienti e democrazie eccessivamente compromissorie.

Nel caso dell’Italia abbiamo potuto assaporare i difetti di entrambi i tipi dei regimi su descritti, mentre in altri paesi, europei e non europei, nonostante la pandemia abbia iniziato a manifestarsi con ritardo rispetto all’Italia, le procedure di parziale riapertura si sono svolte con maggiore coerenza e velocità. Non è possibile entrare troppo in dettaglio; possiamo solo accennare ai principali vizi del nostro sistema politico e istituzionale. Abbiamo dovuto constatare una carenza di ordine politico ed un vizio di carattere sistemico. Sotto un primo aspetto appare ovvio che un esecutivo composto da forze fortemente disomogenee (definire i 5 Stelle un movimento politico è un eufemismo) è destinato ad essere luogo di continuo litigio e di ritardo nelle decisioni, in mancanza di una figura di primo ministro che abbia il potere istituzionale di assumere le decisioni necessarie.

Per altro verso, Conte non decide, passa la palla agli scienziati, fa i Dpcm al posto dei Decreti Legge e frequenta assiduamente la televisione; una prassi che sottende un timido desiderio di autoritarismo in un contesto di totale mancanza di autorità. Ma è l’aspetto istituzionale quello che incide più negativamente. La configurazione in Costituzione del Consiglio dei Ministri prevede un Presidente del Consiglio munito di scarsi poteri nei confronti del collegio, senza potere di revocare i ministri, consentendo cosi che esso si trasformi in un campo di lotta tra delegazioni dei partiti. Infatti anche su questioni di rilevante importanza, l’Esecutivo é paralizzato non tanto e non solo da differenti visioni politiche e ideologiche quanto dalle lacerazioni interne ai 5 Stelle; lacerazioni che compromettono non tanto la decisione finale quanto l’ efficacia della stessa.

Sappiamo tutti chela revoca della concessione ad Atlantia non ci sarà, come sapevamo che la vicenda dell’ Ilva , del gasdotto pugliese, della TAV, della regolarizzazione dei lavoratori agricoli, delle badanti e delle colf sarebbe andata come è in effetti andata, ma abbiamo dovuto assistere a quella vergognosa mascherata e a quella specie di dibattito interno ai 5 stelle che serviva a cercare di salvare la faccia.

Ora, non é che governi di coalizione non si facciano in altri paesi ; solo che quando l’Esecutivo ha un premier o un cancelliere che ha responsabilità politica e può licenziare i ministri si può stare certi che di fronte a tali facoltà del premier i 5 Stelle farebbero meno “ ammuina”. Per di più abbiamo assistito a un numero di deviazioni di legge impressionante: annunci di provvedimenti non ancora approvati e annunciati in TV(sempre da Conte), annunciati come approvati e la mattina seguente sconfessati da una parte politica (politica si fa per dire) . Da ultimo, “ but not least” , il conflitto tra Stato e Regioni che ha assunto proporzioni vistose e anche laceranti, sia tra Stato e Regioni, sia tra Regioni, ovviamente dovuto alla mancanza in Costituzione di una clausola di supremazia nel caso di materie concorrenti. In Germania, che oltretutto è un vero Stato Federale , questi problemi non sussistono.

Per concludere: accanto ai gravissimi problemi di carattere sanitario, di drammatica situazione sociale, di possibili esiti di incrinatura della pace sociale, sono emersi da questa tragedia pesanti carenze in quel settore delicatissimo dell’assetto della nostra società costituito dalle istituzioni che dovrebbero garantire un ordinato e veloce processo decisionale. Il sindaco di Milano Sala, lo ricordai già, ha accennato alla necessità di una fase costituente che sappia trarre lezione dalla disfunzioni verificate in questo frangente. In un lucido intervento su “Il Sole 24 Ore” del 17 maggio Sergio Fabbrini svolgeva , più sistematicamente, considerazioni simili a quanto qui argomentato e concludeva che i rimedi da adottare erano, nella sostanza, già contenuti nella riforma costituzionale bocciata dagli elettori nel referendum svoltosi il 4 dicembre 2016. “ Vox populi vox Dei?”


Un pensiero su “Covid19 senza decisioni coerenti e rapide

  1. Caro Stame concordo, per quanto ne capisco, sui difetti strutturali del nostro ordinamento che potrebbero sicuramente essere superati con modifiche della costituzione che dia più poteri al premier e apprezzo le tue critiche sui caos continui cui assistiamo. Sono meno d’accordo sulle osservazioni feroci sui 5 stelle. Io non li ho votati,lo giuro, ma non li considero molto male. Se non altro li apprezzo per averci salvato al momento da un destino immediato che a me sembra sarebbe stato peggiore. In secondo luogo i 5 non sono se non la logica e tutto sommato non violenta conseguenza del fatto che la democrazia basata sui partiti si sta dimostrando insufficiente e superata e non solo in italia. Trump e Johnson ne sono un chiaro esempio ma non solo: la maggioranza dei paesi europei hanno governi di minoranza con il massimo dell’assurdo del Belgio che ha avuto il suo momento migliore nei due anni in cui è stato senza governo perchè non si riusciva a formarne uno.
    Meglio i 5 che le brigate rosse o nere di cattiva memoria come tentativo di superare questa impasse.
    Il discorso sarebbe ancora lungo ma per questa sede credo che basti. Saluti

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