Anche i “bastardi” vanno in ferie, i curiosi no

Da quando il sindaco Merola ha coniato la discussa definizione di quei semplificatori che servono alla città perché capaci di soluzioni ed esperimenti per uno sviluppo sostenibile, nel dibattito si è inserito un anonimo, il “Vecchio Bastardo” che su queste pagine si erge a fustigatore dei candidati, veri o solo in pectore, e dei costumi civici. E tanti da quel momento ci chiedono chi sia: lo fanno in privato, purtroppo. Ma perché non lo chiedete a lui, attraverso Cantiere Bologna?

di Giampiero Moscato, giornalista


“Dai, fidati, a me puoi dirlo chi è il Vecchio Bastardo. Resta tra te e me, te lo giuro”. Questa domanda, noi di questo sito web, ce la sentiamo fare tutti i giorni da quando su queste pagine è apparso più volte un corsivo feroce a firma “Vecchio Bastardo”. Ci viene rivolta più e più volte, nelle maniere più disparate: quella che citiamo è solo un esempio, ma ce ne sono di varie forme e molto divertenti.

Certamente nome e atto giornalistico piuttosto strani (a nostro avviso correttissimi e gustosi), sono  comparsi sulla scia dell’intervento di Virginio Merola sul Cantiere del 19 giugno, in cui il sindaco uscente volle dare una serie di suggerimenti a chi si candida a governare la città dopo di lui, coniando la discussa definizione contenuta nel titolo.

Il sindaco usò un’espressione colorita e molto forte (a tanti non piacque per nulla, tantissimi la trovarono astuta e calzante) per definire una coalizione di semplificatori meticci, «fuori dai giri e dai soliti veti, capaci di soluzioni ed esperimenti su salute, scuola, formazione, qualità del lavoro e dell’ambiente, big data, un compatto servizio d’ordine a difesa delle prospettive dei giovani». Questo, secondo Merola, serve a Bologna: non un nome forte, ma un programma chiaro e sostenibile, così come vuole l’Europa, su una rotta già tracciata. E una coalizione di gente libera dai veti incrociati e dai poteri immobili della città per fare quelle cose (semplici solo per la chiarezza della rotta da seguire, ma molto complesse nella realizzazione) che l’Europa e la logica ci chiedono per garantire un futuro prospero alla città.

Stavamo ancora ringraziando il sindaco, per avere scelto Cantierebologna come sede per dare la linea alla sua successione, quando è apparso il “Vecchio Bastardo” con le sue ripetute dieci righe al veleno. Durissime quelle sull’attuale vertice della Fondazione Carisbo e perfide proprio quelle sui candidati veri o presunti alla carica di primo cittadino, uscite il 30 luglio su questa rivista.

Quando decidemmo, dopo una complessa trattativa, di ospitare un fustigatore in forma anonima, scrivemmo questa spiegazione: Da oggi Cantiere Bologna ospita una nuova rubrica: “Bastardi dentro”, brevi flash o commenti di vita bolognese. Non avrà cadenza quotidiana ma uscirà all’ “occorrenza”. Di chi scrive conosciamo solo la firma – Il vecchio bastardo – ma quel che scrive dimostra una profonda conoscenza delle faccende cittadine, politiche e non. E tanto basta, a un sito di informazione libero e democratico come questo, per ospitare idee e contributi utili ad alimentare il dibattito e – appunto – il lavoro del Cantiere.

Rispondemmo – lo vedete? – da subito a quelle decine di persone che per telefono, whatsapp, mail, messenger, facebook, per strada e attraverso amici ci chiedono: «Ma chi caspita è?». E dunque lo ripetiamo, abbiamo le garanzie, tramite una mediazione certificata, che si tratta di persona profondamente informata e che ha legittime ragioni per sparare sentenze pubbliche restando nell’ombra dell’anonimato. Perché la firma, al contrario, qualifica questa persona fino in fondo, non per giudizio etico (non mi permetterei mai di insultare qualcuno con queste parole) ma per il significato che la parola bastardo ha assunto in questo dibattito.

Dibattito che, purtroppo, decolla quasi esclusivamente in privato, con qualcuno che azzarda anche il tentativo di indovinare chi sia, indicando nome e cognome di svariati personaggi della città. E invece “Vecchio Bastardo”, così come Cantiere Bologna, vuole che il dibattito sia aperto, dunque che avvenga su queste pagine. Perché è dal confronto, anche con gli anonimi – se sono leali – che può svilupparsi qualcosa di buono per questo capoluogo che aspira a tornare del tutto felice: mattone dopo mattone, come si fa in un cantiere degno di questo nome.

E quindi l’invito è: scopritevi. Scriveteci, ma non in privato. Domande, articoli. Siamo qui per questo, il bastardone vi risponderà.


3 pensieri su “Anche i “bastardi” vanno in ferie, i curiosi no

  1. io lo conosco il Vecchio Bastardo E’ una persona molto intelligente, astuto e competente. E’ un bravissimo giocatore di scacchi, realmente sulla scacchiera e pertanto e’ un abile stratega. E’ simpatico, irriverente onesto Spero continui a scrivere
    FIRMATO L’ Outsider

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