Quando Mozart fece l’Erasmus a Bologna

Non molti sanno che il genio di Salisburgo dovette passare molto tempo a Bologna, in preparazione di un esame presso l’Accademia Filarmonica, celebre istituto allora amministrato da Padre Giovanni Battista Martini e rinomato in tutta Europa

di Angelo Rambaldi, giornalista


È il 22 Marzo 1770 quando il Feld Maresciallo dell’esercito Imperiale asburgico Gian Luca Pallavicini Centurioni, nel suo palazzo di via San Felice 24 (già Alamandini- Bolognetti), riceve una lettera dal Governatore austriaco della Lombardia, il quale lo informa dell’imminente arrivo a Bologna di Leopold George Mozart e di suo figlio Wolfgang Amadeus, da Salisburgo.

I due sono in viaggio di studio in Italia e Amadeus, appena quindicenne, è già considerato un eccezionale pianista e compositore. La lettera prosegue informando che un dei motivi principali del viaggio in Italia è una prova presso la celeberrima Accademia Filarmonica di Bologna, per ottenere così un diploma. L’Accademia Filarmonica era allora una delle istituzioni musicali più rinomate in Italia ed in Europa. Molto importante per loro è anche una presentazione a Padre Giovanni Battista Martini, monaco francescano ed autorità europea nel campo della musica. Così, quando i Mozart arrivarono a Bologna il 27 Marzo del 1770, non fecero neppure in tempo a scendere dalla carrozza all’albergo dei Vetturini, nell’ attuale via Ugo Bassi, che subito il Generale Pallavicini li invitò, per il tempo che si sarebbero trattenuti a Bologna, come suoi ospiti presso il suo palazzo.

La storia di Luca Pallavicini Centurioni, anfitrione dei Mozart a Bologna, merita qualche cenno in più. Nato nel 1697, genovese divenuto nel 1731 Ambasciatore della Repubblica di Genova a Vienna, cessato questo ufficio passò direttamente alle dipendenze Imperiali asburgiche. Fece una brillante carriera che culminò, per volere dell’Imperatrice Maria Teresa, come Generale in capo delle truppe imperiali in Lombardia. Giunto al termine della suo servizio militare, per motivi legati a contrasti con la sua famiglia genovese, preferì trasferirsi a Bologna, dove comprò un prestigioso palazzo in via San Felice. A Bologna il Pallavicini ebbe un ruolo politico non secondario, come dimostra il tentativo di riforma del Senato cittadino, operato insieme al Senatore Carlo Grassi.

Ma torniamo ai Mozart i quali, nei cinque giorni in cui si trattennero a Bologna, oltre ad un concerto davanti alla società senatoria ed accademica e ai Cardinali Branciforte Colonna e Malvezzi, ebbero anche non uno ma ben due incontri con Padre Martini, che per altro già conosceva la fama di Amadeus. Con il monaco francescano venne stabilito che, dopo la prosecuzione del viaggio a Firenze e a Roma, al ritorno a Bologna l’audizione per la prova di Amadeus all’Accademia Filarmonica sarebbe già stata organizzata. Partiti per Firenze il 29 Marzo e giunti successivamente anche a Roma e a Napoli, il 25 Luglio tornarono finalmente a Bologna, utilizzando come all’andata la nuova “carrozzabile” del passo della Futa, che accorciava a due giorni i tempi di percorrenza tra Bologna a Firenze. Questa volta, il Pallavicini ospitò i due Mozart nella sua villa di campagna, ancora oggi esistente, a Croce del Biacco.

Durante questo secondo soggiorno, Leopold Mozart si fratturò seriamente un gamba a causa di una caduta accidentale e così il Pallavicini, oltre naturalmente ai suoi medici, mise a disposizione dei Mozart due servitori e un calesse, in modo che potessero andare e tornare dalla villa come meglio gradivano. Giocoforza, la permanenza Bologna questa volta fu di diversi mesi. Accuratamente preparato da Padre Martini arriva così il gran giorno della prova all’Accademia Filarmonica. Il Priceps Accademiae e due “censori” sottopongono Mozart allo svolgimento di una “antifona” ed un “ antifonario” che Wolfgang avrebbe dovuto mettere a “quattro voci”. Per la votazione finale ai diciassette esaminatori erano assegnate due biglie ciascuno, una bianca e una nera: la prima indicava una valutazione positiva, la seconda l’opposto. Inutile dire che quelle assegnate a Mozart furono tutte bianche.

Oltre a Mozart, quel giorno furono ammessi soltanto altri tre musicisti, quasi tutti bolognesi. Curiosamente, intorno alla performance bolognese del giovane Wolfgang c’è stato per molto tempo un piccolo giallo. Nella composizione di Mozart, ancora oggi visibile nella copia conservata al Museo della Musica, c’è infatti una correzione, visibilmente di altra mano, generalmente attribuita al Padre Martini. Recentemente tuttavia valenti studiosi della musica hanno sostenuto che quello di Mozart non fu affatto un errore, poi corretto, bensì una elaborazione innovativa rispetto ad alcune regole in vigore nell’Accademia. In fondo, quello di non essere compresi è il destino ineludibile dei geni.

In copertina: Mozart quattordicenne a Verona nel 1770. Ritratto di Saverio Dalla Rosa (1745–1821)


Un pensiero su “Quando Mozart fece l’Erasmus a Bologna

  1. In realtà credo che moltissimi bolognesi siano a conoscenza di queste vicende, perché sul viaggio bolognese dei Mozart Pupi Avati realizzò nel 1984 il film Noi tre, che a Bologna ebbe un buon successo di pubblico.

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