Tonelli? Al Punto A

Dove A sta per attesa. Lo stallo del Pd sfavorisce il civico: lo fa apparire attendista, al traino dei dem e lo indebolisce rispetto al centrodestra. Con il rischio di perdere in autonomia. Per questo avvia il “percorso di dialogo “

di Massimo Gagliardi, giornalista


I

Il Pd al Punto C, dicevamo. E Tonelli? Al punto A, dove A sta per attesa. Il perché è presto detto: se lo scontro Lepore-De Maria ha portato il Pd al punto Critico ha generato una fase, quella attuale, di stallo.

Tonelli, invece, ha bisogno di parlare, capire, ottenere rassicurazioni per decidere cosa fare. E ne ha bisogno in fretta. Nell’attesa, avvia il “percorso di incontro e dialogo”.

O meglio, non ha bisogno di sapere subito cosa il Pd può fare con lui e su quali basi, ma quantomeno ha bisogno di capire il percorso sul quale il Pd si incammina e cioè quale sarà il Candidato. Con De Maria, che ha già fatto un’ampia apertura nei suoi confronti (e non solo lui, nel Pd), un accordo sarebbe più facile. Meno con Lepore, che guarda più alla sinistra di Coalizione civica che al centro. Anche se, occorre dirlo, l’assessore sta cercando di correggere il tiro come dimostra l’ultima intervista al Corriere Bologna con tanto di citazione del cardinale 

Nel Pd invece non si è deciso: candidato unitario o primarie? Con contorno di messaggi più o meno espliciti.

Tonelli invece non può aspettare. Farebbe il gioco del centrodestra che, dopo le iniziali aperture della Lega e di parte di Forza Italia, ha frenato su tutta la linea e ora lancia ipotesi di candidature come quella di Giancarlo Pizza. Il punto di svolta è coinciso con la conferenza stampa di presentazione di Bologna civica, l’associazione fondata da Tonelli. Ad essa aveva preso parte anche Gian Luca Galletti. La presenza e le dichiarazioni dell’ex ministro da molti sono state lette come uno sbilanciamento a sinistra di Tonelli.

Tonelli quindi, al momento, non parla con la destra e non può avere risposte da sinistra. Eppure, se vorrà correre con una propria lista, ha al massimo un mese di tempo. Il che s’incastrerebbe bene con quanto detto da Tosiani (“spero che il Pd trovi un candidato unitario entro Natale”), ammesso che il candidato sia De Maria.

Se Tonelli fosse costretto ad aspettare troppo il Pd si troverebbe nel punto più delicato e difficile. Qualsiasi suo sostenitore potrebbe pensare cioè che la sua discesa in campo, più che ispirata ad una sincera e autonoma voglia di essere alternativo, apparirebbe invece legata a semplici giochi di sponda tra sinistra e destra. Compromettendo così l’intero progetto civico.

A questo punto l’alternativa per lui sarebbe: candidarsi al più presto con una propria lista per ribadire l’indipendenza del suo progetto. Oppure ritirarsi.


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