Riepilogando… al Cantiere servono i mattoni di tutti

Siamo nati con l’obiettivo di dare un contributo di idee e di azioni per lo sviluppo della città. Un’unione di diverse sensibilità culturali e di idee politiche che hanno in comune il bisogno di creare confronto anche tra avversari e favorire la trasparenza dei percorsi sulle scelte che incidono sulla vita di tutti. Siamo schierati, consapevolmente e con convinzione, solo con un gesto politico: la partecipazione attiva della cittadinanza. Le Primarie, ad esempio

di Giampiero Moscato, giornalista


Siamo apparsi da pochi mesi. Un’era geologica fa, per quello che poi è successo. Ricordo più con nostalgia che con commozione la ressa in Sala Borsa il 10 febbraio, quando con Mattia Santori e Marco Damilano presentammo il piano editoriale. Temevamo i vuoti in platea: avrebbero detto male. E invece troppe decine di persone furono respinte all’ingresso dal servizio d’ordine per avere raggiunto il limite massimo di occupazione del grande Auditorium Biagi. All’epoca gli assembramenti pacifici non facevano paura, erano (che meraviglia) una festa. Nemmeno un mese dopo e la presentazione non sarebbe più stata possibile. Come infatti sono saltate, per ragioni di salute pubblica, le iniziative che avevamo in mente, le varie due giorni del Cantiere Bologna per provare a coinvolgere gente e teste di questa città a progetti per il comune futuro da presentare in qualche spazio dello stupendo centro storico.

Una però siamo riusciti a farla: le Stazioni della memoria lungo via Indipendenza alla vigilia del 40mo anniversario della strage alla Stazione del 2 agosto 1980, ideate dal condirettore Aldo Balzanelli e allestite dal Cantiere col sostegno clamorosamente efficace di 6000 Sardine e Cucine popolari. Con l’appoggio di tanti di voi che ci leggete sono arrivate le risorse non solo per realizzare quel corteo solo virtuale – le misure di confinamento anti Covid, anche nel pure favorevole agosto, impedivano quello vero dei familiari – ma anche per preparare il prossimo anno un momento di confronto pubblico e ricostruzione di quell’eversivo oltraggio a Bologna e alla democrazia.

Dal 13 gennaio, giorno del primo articolo, ne abbiamo pubblicati circa 350, a volte più di uno al giorno, che è il nostro obiettivo. Abbiamo superato nell’ultimo mese, tra la nostra piattaforma e la pagina Facebook, la soglia dei 200 mila visitatori (contatti unici). Quasi ottomila persone hanno detto che non dispiace avere la nostra pagina sulla loro bacheca. Qualcuno dice che siamo “piccoli”: non montiamoci la testa, insomma 😊. Ma attenzione, i numeri indicano che siamo seguiti con interesse da un settimo della popolazione della provincia. Dati lusinghieri? Molto più dello sperabile, dato che siamo un gruppo di volontari autofinanziati che contano solo sul sostegno dei soci e che esistiamo da dieci mesi. Forse piace l’idea di parlarsi senza interessi di parte.

Già il giorno dopo la presentazione qualcuno ci etichettò. Non eravamo nemmeno stati letti che già ci attribuirono diverse dipendenze: per alcuni eravamo leporiani, per altri prodiani, per molti sardiniani. La maggior parte di voi avete invece capito che siamo un gruppo eterogeneo di persone di diverse origini politiche, qualcuno militante, qualcun altro anarcoide, che vogliono far dialogare le varie anime di questa città. Anche quelle di destra, a patto che i discorsi siano rispettosi della Costituzione e dunque anche degli avversari. In tanti, anche tra i nomi noti, hanno scelto di parlare con noi, a volte per fare addirittura annunci che di solito sarebbero avvenuti tramite la stampa “grossa”, quella in edicola.

Qualcuno purtroppo non ci parla ancora. Teme che lo tratteremmo diversamente, peggio insomma, di qualcun altro. Sbaglia: su questa testata uno vale uno per davvero. Basta che porti onestamente il suo mattone al Cantiere. Come facciamo noi, ogni giorno. Aspettiamo dunque anche quelli dei “sospettosi”, che spesso poi sono gli stessi che ci etichettano. Scriveteci: nella nostra homepage, la nostra prima pagina, ci sono le istruzioni per ricevere ogni giorno i nostri articoli, per diventare soci, per comunicare con noi, per scrivere. Che siamo di centrosinistra non lo neghiamo, ma non siamo schierati con nessuno in particolare, proprio perché crediamo nell’incontro tra le anime della città e perché ognuno di noi fondatori ha un’idea diversa da quella degli altri. Ci scioglieremmo presto, se diventassimo di parte. Su una cosa però state certi: siamo schierati per ogni atto politico che favorisca la partecipazione attiva della cittadinanza. Le Primarie, ad esempio. Covid o non Covid.


2 pensieri su “Riepilogando… al Cantiere servono i mattoni di tutti

  1. Sull’argomento “primarie a Bologna” mi manca la capacità di Il Post di spiegare bene le cose. Non capisco. Di per sé mi piace l’idea di far esprimere tanti. Sono d’indole partecipante. Se capisco. Per che cosa e per chi ci si dovrebbe esprimere? Un’idea di quel che vuole fare è venuta fuori da Lepore. Altri? Rispondono che non bisogna fare salti in avanti. Ma quando viene il tempo delle primarie, deciso da chi e con quali candidati? Si aspetta di mettersi d’accordo con gente che verso il Pd (povero partito) ha enunciato disponibilità ma in sostanza si è sempre opposto a progetti innovativi (vedi mobilità)? O che, da dentro, barbogi signori delle tessere (sì, De Maria) stendano un vecchio, pesante coperchio di cemento su qualunque idea nuova?
    Qualcuno mi spieghi

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