Le primarie, il Pd e gli intellettuali

Sarei  favorevole alle primarie, ma in queste condizioni non si possono fare. Online significherebbe escludere gli anziani e il Covid rende problematiche quelle in presenza. Il percorso di consultazione del Pd è coerente

di Alessandro Alberani, presidente Acer


In queste settimane vedo una grande voglia di intervenire di molti ricercatori, professorini, intellettuali su cosa deve fare il Pd e come le primarie siano la panacea della democrazia. La nostra Costituzione all’art. 49 dà grande importanza al ruolo dei partiti come strumento di esercizio della sovranità popolare. I partiti sono un soggetto di rappresentanza e gli iscritti sono l’anima del partito.

Il Partito Democratico di Bologna, tanto criticato da questi soggetti, ha costruito un percorso di grande coerenza su questi principi: prima nella festa dell’Unità ha fatto esprimere su tanti temi della città esperti, società civile, magistratura, università… raccogliendo idee e suggerimenti. Un grande esercizio di pluralismo democratico. Ha poi iniziato un percorso di consultazione dei propri circoli e devo dire che quando ho partecipato al dibattito dei circoli del quartiere Savena sono rimasto sorpreso e soddisfatto della partecipazione e dei contenuti espressi. Il Pd ha raccolto le sollecitazioni che contribuiranno sulla traccia di un programma schematico a creare un programma definitivo. 

Faccio una parentesi: quel giorno ho consegnato il mio progetto per Bologna (qui) alla direzione affermando che è solo un contributo al dibattito. Ricordo che sono (grazie al lavoro estivo di un gruppo di giovani) l’unico dei candidati a Sindaco (Aitini-Lombardo-Lepore-Gualmini) ad avere elaborato un programma su 10 punti per la città, con circa 200 idee, in venti pagine e spesso sento affermare che nessuno ha scritto un programma (pur con dei limiti) o peggio ancora che la presentazione di quattro parole chiave sono un grande programma!!! 

Ritornando al Pd, è stata decisa la giusta consultazione (che parte questa settimana) con i componenti dell’Assemblea cittadina perché democraticamente eletti come rappresentanti del partito. Tosiani ha scelto la strada maestra della democrazia e consulterà sui contenuti, procedure di voto e anche gradimento sui tre candidati di riferimento dei gruppi dirigenti : Aitini, Lombardo e Lepore. Dopo questo percorso tirerà le somme e vedrà se esiste un’ipotesi unitaria, se così non sarà sceglierà un’altra strada. 

Questo percorso del segretario incarna una processo democratico trasparente e serio. Ma il vero populismo di sinistra lo si vede quando ricercatori, professorini, esperti…ci insegnano dall’altro della loro saccenza (premetto che non ce l’ho né con i ricercatori, i professori ecc, ma con quelli faziosi) che cos’è la democrazia. Spesso sono soggetti che non hanno mai fatto un’assemblea in fabbrica, o mangiato lasagne in un centro sociale, o stati insieme agli inquilini delle case popolari, che hanno una dimensione del sociale distante e infatti si vede.

Volete un esempio eclatante? C’è qualcuno che propone le primarie online. Premetto che quando ho dato la disponibilità a candidarmi ho espresso la mia disponibilità a fare le primarie che considero uno strumento importantissimo della democrazia.  Non a caso mi sono impegnato personalmente a sostegno di Merola quando le fece. Continuo a ribadire che mi piacerebbe molto farle e non ho timore.  Detto questo parlare oggi di primarie online vuol dire cancellare la democrazia togliendo possibilità ad una parte della popolazione di votare.

Non siamo in Usa (peraltro in una consultazione politica amministrativa generale), siamo a Bologna dove la popolazione anziana è numerosissima; sono persone che non hanno istruzione informatica, persone semplici, del popolo che sarebbero tagliate fuori. Chi le propone sa bene che non voterebbero. E poi la macchina da mettere in campo sarebbe molto complessa e in questo momento rischiosa. E non si possono rimandare le decisioni col l’incertezza del caso. C’è della malafede in questa proposta. 

Siamo in tempo di Covid, ogni giorno muoiono persone e altre si ammalano, sarebbe da irresponsabili fare le primarie anche in presenza. Quindi con grande dispiacere non si debbono fare a meno che, speriamo, non cambi il quadro epidemiologico.

Immagino che questi “intellettuali” se si decidesse che il candidato unitario fosse quello a loro gradito sarebbero ben d’accordo di non farle. Attenzione alla demagogia, al populismo in primis di destra,  ma anche quello di sinistra: fa male alla democrazia!

Photo credits: Andrea Piacquadio


3 pensieri su “Le primarie, il Pd e gli intellettuali

  1. Benvenute le idee! Chi potrebbe / vorrebbe lasciarci leggere le sue proposte? Quali regolamenti, formalità ne ostacolano la conoscenza?

  2. Ahimè, quella malcelata antipatia per gli”intellettuali” e i professorini, quella si’ che puzza di vetero populismo e di demagogia da parte di chi crede di essere l’unico ad avere mangiato lasagne in un centro sociale!! Non mi è piaciuto il tono di chi vorrebbe essere il Sindaco di tutti i Bolognesi.

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