Ci chiamate «leporiani», ma leggete almeno il vostro Statuto

Se chi contesta il nostro appello a favore delle Primarie avesse letto le norme che regolano la vita del suo partito (che prevede la partecipazione di chi vota alle più importanti decisioni di indirizzo politico), forse comprenderebbe che la mancanza di rispetto è piuttosto denigrare una richiesta di partecipazione. Molti di noi non voterebbero Matteo Lepore. Tutti noi vogliamo che tutti partecipino alla scelta del candidato. Perché il voto libero vi fa così paura?

di Aldo Balzanelli e Giampiero Moscato, giornalisti


Chissà a cosa stavano pensando i dirigenti e i militanti del Pd che non vogliono le Primarie quando veniva approvato lo Statuto del loro partito. Già, perché se l’avessero letto prima di approvarlo, saprebbero che prevede esplicitamente di affidare «alla partecipazione di tutte le sue elettrici e di tutti i suoi elettori le decisioni fondamentali che riguardano l’indirizzo politico, l’elezione delle più importanti cariche interne, la scelta delle candidature per le principali cariche istituzionali». Non si comprende dunque per quale ragione si continui a definire una legittima richiesta di partecipazione (vedi Primarie, Primarie, Primarie”) come una “mancanza di rispetto per i militanti del partito e per il loro dibattito”.  La mancanza di rispetto semmai è l’arroganza e la chiusura verso chi chiede di far uscire dalle segrete stanze quel dibattito da parte di un partito con iscritti al lumicino e un gruppo dirigente nominato in un’altra era politica.

Lo chiedono le Sardine? Sono ormai «morte e sepolte» (ma non erano il carburante del rinnovamento?). Lo chiedono centinaia di elettori ed elettrici su Cantiere Bologna? Sono «leporiani». Anzi, secondo quanto dichiarato da uno degli autocandidati, le firme sono raccolte direttamente da Matteo Lepore: addirittura… L’assessore gode del sostegno di alcuni dirigenti nazionali del partito? Anche loro sono «ipnotizzati» dal potentissimo assessore alla Cultura. 

È superfluo dire che tra le centinaia di firme sappiamo per certo esserci molte persone alle quali Lepore non piace per niente o che comunque non lo voterebbero mai nelle Primarie. Ma perché non si può accettare l’idea che in tanti pensino semplicemente che la scelta della persona più adatta a fare il sindaco debba essere fatta coinvolgendo più teste possibili, non solo dentro il partito, ma anche accanto al partito e al centrosinistra di cui il Pd, che piaccia o meno, è il perno attorno a cui tutto gira? Perché fa così paura lasciar esprimere i cittadini? Forse “perché nessuno –com’è scritto nell’appello – può sapere meglio di loro cosa è meglio per il loro futuro”? Ma come si pensa di favorire la partecipazione delle tante associazioni del territorio, a partire dalle Sardine, dei giovani e dei disincantati senza una mobilitazione come quella che le Primarie comportano?

Possiamo ricordare che è dal 9 giugno che come testata parliamo di Primarie e le chiediamo. Possiamo citare l’articolo. Eccolo: “Primarie si, ma metropolitane”. Nessuno si permetta di attribuirci “manovre” che non fanno parte del nostro bagaglio culturale: noi quello che pensiamo lo scriviamo pubblicamente a chiare lettere e lo firmiamo, ci mettiamo la faccia davanti alla città. Pretendiamo lo stesso rispetto che abbiamo per tutti. Quel rispetto che concediamo anche a quei dirigenti del Pd che la pensano diversamente: che vadano pure avanti con il percorso, ma almeno smettessero di dire che chi vuole le Primarie è avulso dalla realtà e che i cittadini non capirebbero la chiamata ai gazebo. Ci sono centinaia e centinaia di elettori, non solo di iscritti (proprio come auspica lo Statuto) che invece quelle Primarie le vogliono e in queste ore continuano ad aderire: controllare per credere il nostro sito.

Cari dirigenti Pd, cari militanti duri e puri, non ci credete? Pazienza, ce ne faremo una ragione. Pensatela come volete, ma almeno evitate di attribuire agli altri difetti e i metodi che emergono piuttosto dal vostro interno.


Un pensiero su “Ci chiamate «leporiani», ma leggete almeno il vostro Statuto

  1. D’accordissimo, al 101%. E confermo quanto scritto nell’articolo: non sono certo leporiano, e nemmeno iscritto al PD (che non amo). Però ho firmato, per dare un (piccolo) contributo a quel minimo di democrazia che spero ancora rimanga all’interno del PD. Spero

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