La via Pasquale Muratori porta fino alla scrittrice George Sand

Dopo il fallimento dell’insurrezione contro lo stato pontificio che il patriota di Sasso Marconi guidò nel 1843 a Savigno, fuggì in Francia dove divenne medico e ebbe come paziente Amantine Aurore Lucile Dupin, il vero nome della scrittrice e drammaturga che firmò le sue opere con quello pseudonimo maschile con cui divenne celebre. Una targa ricorda quei moti, alcune lettere descrivono l’insospettabile amicizia tra due socialisti. Lui le insegnò a preparare tagliatelle, ravioli e tortellini

di Giancarlo Dalle Donne, archivista


Percorrendo i viali di Bologna, tra Porta S. Felice e S. Isaia, subito dopo via Sabotino, si passa da una via intitolata a tal Pasquale Muratori. Ma chi era costui?

La storia è abbastanza nota, almeno la prima parte. Nato a Tignano (allora piccola località nel territorio di Praduro e Sasso, attuale Sasso Marconi) nel 1804, era un possidente e fu il principale organizzatore dei moti (risorgimentali) di Savigno del 1843, di impronta mazziniana, insieme a tanti bolognesi e al fratello Saverio. Avendo proprietà in territori montani, era stato giudicato particolarmente idoneo a organizzare e guidare una rivolta contro lo Stato pontificio in quelle zone, da lui ben conosciute, per poi, in caso di successo, puntare su Bologna. Ne ricorda la vicenda anche una lapide (qui in copertina) situata a Bologna, in via Castelfidardo. In quel luogo, presso il convento delle Clarisse (allora Prato di S. Antonio) vennero fucilati sette componenti della “banda di Savigno”. La lapide (dettata da Enrico Panzacchi) fu installata nel 1888, in ricordo di quell’evento.

Ma la rivolta fallì, e Muratori, lasciatosi alle spalle un certo numero di carabinieri morti all’osteria, appunto di Savigno, fu inseguito dalle truppe pontificie e costretto a fuggire dall’Italia. Per farlo utilizzò l’aiuto di un prete garibaldino, don Giovanni Verità, che con tragitto Pistoia-Livorno-Corsica gli permise di arrivare in Francia, dopo un avventuroso viaggio su una barca da pescatori.

Fin qui, come detto, la storia è abbastanza nota. Da qui in poi non più tanto. In Francia Pasquale Muratori terminò gli studi in Medicina a Parigi, dove si laureò nel 1846, e in seguito divenne medico condotto a Chateauroux, nel dipartimento dell’Indre, dove rimase fino al 1860, nonostante risultasse essere persona sospetta alle autorità francesi per le sue idee socialiste.

Ma il 19 novembre 1854 successe qualcosa… Il dottor Muratori venne infatti chiamato d’urgenza nella cittadina di Nohant, a casa di una donna vittima di un improvviso malore: c’era bisogno di un medico. La paziente si chiamava Amantine Aurore Lucile Dupin, ma era conosciuta in letteratura con uno pseudonimo maschile: George Sand, già scrittrice famosa e personaggio di primo piano nell’orizzonte culturale europeo, ribelle e anticonformista, di simpatie socialiste.

Tra i due nacque un’amicizia, documentata da alcune lettere scritte da Aurore a Pasquale, nelle quali la scrittrice lo definisce ”excellentissime ami” e “doctor amabilis”. Così, Muratori fu spesso ospite a casa di Aurore, e talvolta si soffermò da lei anche a dormire. Forte della sua “bolognesitudine”, le insegnò come preparare i tagliolini e i ravioli (ma è bello immaginare che la traduzione fosse sbagliata: preferirei “tagliatelle e tortellini”). Lei gli chiese consigli per l’acquisto di un calesse, come fare per trovare una cuoca (“onesta, non alcolizzata e pulita”) e un “buon servitore”, perché lui, scrive Aurore, conosce tutta Chateauroux, ed è “la gentilezza in persona”. Naturalmente, poi, parlavano anche di politica, e delle vicende italiane ed europee. Aurore Dupin/George Sand racconta come lui le parlasse “dans un curieux italien francisé”, in un curioso italiano francesizzato.

Una delle lettere scritte da George Sand a Muratori

Una breve amicizia, interrotta nel 1860 per il rientro di Pasquale Muratori in Italia (come medico nell’Esercito nazionale), dove morirà l’anno successivo, ad Aversa, vicino a Napoli, mentre curava un malato di tifo. Una piccola ma significativa storia, che a metà ‘800 proietta Bologna nel panorama culturale europeo. Un po’ a sorpresa.


Un pensiero su “La via Pasquale Muratori porta fino alla scrittrice George Sand

  1. Meravigliosa Bologna, mia seconda città (sono napoletano), dove ad ogni angolo di strada ci sono testimonianze della sua identità colta, libertaria e partigiana!

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