Confcooperative Bologna, Modena e Reggio: «Presto una cosa sola»

Le assemblee dei soci delle tre organizzazioni cooperative hanno deliberato il progetto di fusione e presto diverrà operativa Confcooperative Terre d’Emilia. Terminati i passaggi assembleari, gli effetti giuridici decorreranno dal riconoscimento della personalità giuridica da parte della Regione

di Confcooperative Bologna


Si è avviato il percorso che porterà alla nascita di Confcooperative Terre d’Emilia, esito dell’unificazione tra Confcooperative Bologna, Modena e Reggio Emilia. Tra il 5 e il 7 ottobre le assemblee dei soci delle tre associazioni cooperative si sono riunite e hanno deliberato l’operazione che darà vita al nuovo soggetto di rappresentanza, operativo a partire dai primi mesi dell’anno prossimo.

Gli effetti giuridici delle deliberazioni assembleari, infatti, decorreranno a partire dal riconoscimento della personalità giuridica della nuova realtà da parte della Regione. «È un grande passo avanti per l’organizzazione, abbiamo deciso insieme di assumere una forma che ci permetterà di crescere la nostra capacità di servizio alle cooperative associate e di fronteggiare al meglio le sfide dell’attualità, guardando al futuro con sicurezza, rafforzando la nostra presenza e migliorando ancora servizi e rappresentanza. Ora non resta che attendere il riconoscimento della Regione» commenta Daniele Ravaglia, presidente di Confcooperative Bologna.

Confcooperative Terre d’Emilia rappresenterà ben 640 cooperative, con oltre 135mila soci, 47mila occupati e un fatturato aggregato superiore ai 7,7 miliardi di euro. Centrale è il tema del rapporto con i territori, su cui ha insistito Carlo Piccinini, presidente di Confcooperative Modena: «Si tratta di una scelta ispirata e cresciuta dalla base delle associazioni e attraverso la massima condivisione. Le imprese cooperative nostre aderenti avranno a disposizione un luogo di confronto e sviluppo più ampio e articolato mettendo a valore comune le diverse vocazioni territoriali».

I prossimi mesi serviranno per dare forma compiuta alla nuova realtà: «Abbiamo progettato con cura la trasformazione a cui ci accingiamo e di cui le delibere assembleari costituiscono il primo passo. Il tempo che ci separa dal momento in cui Confcooperative Terre d’Emilia diventerà effettivamente operativa ci permetterà di dare una struttura ancora più solida ed efficiente all’organizzazione e, contemporaneamente, ancora più radicata nei rispettivi territori» assicura Matteo Caramaschi, presidente di Confcooperative Reggio Emilia. «Il territorio emiliano-romagnolo rappresentato e partecipato dalla nuova Associazione – conclude – è un contesto cooperativo di grande valore, dal Po ai crinali di Appennino, e ne sentiamo la responsabilità per l’ulteriore sviluppo che dovrà avere. Siamo da sempre un laboratorio sociale e imprenditoriale cooperativo e il nostro comune lavoro vuole porre il modello cooperativo ulteriormente al centro delle politiche di sviluppo regionali, di concerto con gli altri territori e la Confcooperative Emilia-Romagna. Lavoriamo per un territorio che non solo riconosce la funzione sociale della cooperazione ma ne promuove e favorisce l’incremento, così come indica il patto costituzionale del nostro Paese. I tempi che viviamo, peraltro, lo richiedono e l’iniziativa che le nostre basi ci hanno chiesto di realizzare ne sarà strumento». 


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