Le scelte e le potenzialità del Consorzio Colibrì

Il network regionale di 22 strutture sanitarie e sociosanitarie ha la testa nell’ area metropolitana di Bologna, su cui punta molto. L’accordo di collaborazione di ben cinque anni con l’Alma mater, per sviluppare progetti di ricerca e non solo, lo dimostra

di Aldo Bacchiocchi, già dirigente politico


Il consorzio Colibrì, nato sui Colli nel 2009 in una zona esclusiva di Bologna, ha fatto da qualche tempo la scelta di credere nella città metropolitana per contribuire a qualificare il tessuto urbano verso Ovest.

Si colloca nelle adiacenze della Fondazione Golinelli e del Mast, gioiello prestigioso della Gd. Ormai La città di Bologna vive, in modo potenzialmente molto rilevante, extra moenia. Queste scelte riguardano il Nord, il Sud, l’Est e l’Ovest della città capoluogo. La storica e gloriosa Provincia si fa città metropolitana come aveva previsto, peraltro, il primo rapporto del Censis della metà degli anni ’80.

È uno spunto di riflessione, il mio, sollecitato dalla scelta di Casteldebole da parte di Colibrì. Ma il consorzio si qualifica ora anche per aver stipulato un accordo di collaborazione di ben cinque anni con l’Università di Bologna, per sviluppare attività e progetti di ricerca, in ambito didattico, di orientamento al lavoro, cooperazione allo sviluppo, sostenibilità, cultura, sport e innovazione sociale. Interlocutori saranno anche le giovani generazioni di studiosi; non sono esclusi inoltre progetti di innovazione e di comunicazione sociale, rivolti anche alla cittadinanza.

Le scelte lungimiranti che il consorzio Colibrì si appresta a fare sono, tra l’altro, esemplari di una concorrenzialità positiva, nel mondo fondamentale della Sanità, tra pubblico e privato. La collaborazione quinquennale con l’Università assume perciò il valore di scelta strategica che riguarda anche la qualità della vita e della ricerca scientifica nella nostra realtà.

Photo credits: Presidio ospedaliero Casa di Cura Villa Bellombra


Rispondi