Il Caldo come la Pandemia. Interventi e soluzioni di adattamento possibili

Le isole di calore sono una condizione strutturale delle aree urbane, ma esistono diverse azioni concrete che possono mitigarne gli effetti più deleteri

di Giacomo Pizzardi, ingegnere edile/architetto


Come ampiamente dimostrato, gli impatti maggiori sulla salute delle persone si verificano quando le ondate di calore investono le aree urbanizzate della città, che costituiscono tante “isole di calore” che vanno ad amplificare gli effetti legati all’aumento delle temperature.

Le isole di calore rappresentano quindi una condizione strutturale delle città, dovute a caratteristiche morfologiche quali la densità degli edifici, l’estensione dell’area urbanizzata rispetto all’area rurale, i materiali e pavimentazioni impiegati per edifici, strade, piazze, etc., e all’uso che si fa dello spazio pubblico.

La densità del costruito non è un elemento facilmente e rapidamente modificabile, così come la sua estensione rispetto all’area urbanizzata, che può essere sicuramente limitata e, in chiave futura, anche potenzialmente ridotta a beneficio della rinaturalizzazione della città.

Uno degli elementi su cui è più facile incidere ai fini climatici è quello che riguarda i materiali e le pavimentazioni, soprattutto quelle in asfalto, che assumono il ruolo di veri e proprio radiatori, che accumulano il calore irradiato durante le ore diurne per poi rilasciarlo in atmosfera durante le ore serali/notturne, contribuendo ad aumentare la temperatura dell’aria. Per dare una misura del potenziale impatto del fenomeno, si tenga presente che a Bologna ci sono circa 11,5 milioni di mq di strade asfaltate, una quantità pari a 3 volte l’intero centro storico della Città (Open Data Comune di Bologna).

Un altro degli elementi su cui poter incidere è l’uso dello spazio pubblico, soprattutto in relazione agli spazi di sosta veicolare, in cui le lamiere esposte alla radiazione solare contribuiscono ad amplificare gli effetti immediati di questa esposizione, contribuendo ad aumentare la temperatura dell’aria. Anche qui, per dare una misura del potenziale impatto del fenomeno, si tenga presente che a Bologna ci sono 52mila stalli su strada e parcheggio, di cui 41mila riservati ai veicoli, e 11mila riservati alle moto (Piano Sosta – Comune di Bologna). Parliamo di uno spazio che se sommato ammonta a circa 450mila mq, praticamente 65 volte lo spazio occupato da Piazza Maggiore!

Per ridurre questi effetti e migliorare la vivibilità della città è fondamentale quindi realizzare interventi che in linea generale prevedano:

  1. la de-sigillazione e la sostituzione delle superfici stradali in asfalto
  2. l’aumento della vegetazione e dell’ombreggiamento negli spazi verdi esistenti
  3. l’adozione di soluzioni naturali (Nature-Based Solutions-Nbs) nella città urbanizzata 

La de-sigillazione consiste nella rimozione delle pavimentazioni in asfalto e successiva sostituzione con nuove pavimentazioni drenanti, o materiali lapidei ad alta riflettanza e permeabilità.

L’aumento della vegetazione e dell’ombreggiamento interessa invece prevalentemente gli spazi verdi esistenti, come per esempio le aree verdi, i parchi, i giardini, i cortili, i filari alberati, gli spazi di risulta delle infrastrutture viabilistiche, e ha come obiettivo quello di aumentare la copertura arborea delle aree verdi al fine di creare “isole di fresco” in ambito urbano.

Questo è un dato molto importante da considerare, in quanto descrive la consistenza in termini quali-quantitativi del patrimonio arboreo presente in una città. La copertura arborea viene calcolata come quota percentuale della superficie coperta dalle chiome degli alberi, rispetto al totale di una superficie di riferimento. Nel caso di Bologna, considerando tutto il territorio comunale (compresa la collina), si ha una copertura arborea del 28% (Dati Google Environmental Insights Explorer – elaborazioni Ai su immagini satellitari ad alta risoluzione. Periodo 2019-2022).

Oltre al numero effettivo di alberi presenti in città è quindi importante conoscere anche la loro effettiva consistenza in termini di superficie di chiome, in modo da avere un riferimento sulla relativa consistenza dei servizi ecosistemici che il patrimonio arboreo è in grado di offrire.

Le Nature Based Solutions – NBS, rappresentano soluzioni che consentono di rigenerare i vari contesti urbanizzati della città, ricorrendo a un set di elementi e soluzioni offerti dalla natura. In pratica, si tratta di ricorrere a un catalogo di soluzioni, relativamente semplici e a costi accessibili, che consentono di inserire la natura all’interno della città alle diverse scale: a quella dell’edificio e soprattutto alla scala dello spazio pubblico urbano.
Rientrano in queste soluzioni alla scala dell’edificio i tetti verdi e le facciate verdi (o verde verticale). Alla scala urbana invece appartengono gli interventi di forestazione urbana di strade, piazze, parcheggi e spazi di risulta del territorio urbanizzato, gli interventi di de-paving di parcheggi con inserimento di pavimentazione permeabile a prato e alberature, gli interventi di inserimento di fontane e fontane a raso nelle piazze o nelle aree ludico-sportive attrezzate, l’inserimento di acqua lungo i percorsi e la ri-apertura di canali tombati.

Stanti le considerazioni e i riferimenti quali-quantitativi sin qui espressi, si possono formulare alcune idee e suggestioni utili allo sviluppo di strategie/interventi/soluzioni di mitigazione e adattamento climatico futuribili. Tali idee e suggestioni applicabili a Bologna per contrastare gli effetti della “pandemia” legata alle future ondate di calore, si basano sostanzialmente sulla necessità di rigenerare la città con la natura attraverso la de-sigillazione dei suoli, la riduzione/sostituzione delle superfici asfaltate, la riduzione delle superfici destinate a parcheggio, l’incremento mirato delle alberature, delle aree verdi e della copertura arborea, dando importanza sia alla componente conoscitiva, sia alla componente strategico-operativa.

Per la componente conoscitiva, si propongono le seguenti idee e suggestioni:

  • Creare “La mappa delle aree fresche di Bologna – Fresh Bologna. Mettere a sistema in una mappa rivolta alla cittadinanza le aree verdi cittadine, i principali viali alberati, i corsi d’acqua, le fontanelle, le fontane, le piscine, i luoghi pubblici in cui poter trovare refrigerio (musei, biblioteche, centri civici, etc.), e tutti quei luoghi o spazi considerabili “rifugi climatici” o “isole di fresco” dove le persone posson trovare sollievo dal caldo opprimente in aree ombreggiate.
  • Condurre analisi spaziali alla scala micro-climatica per identificare quelle vie, strade e parcheggi pubblici del territorio urbanizzato che possono essere idonee a ospitare nuove alberature, partendo dalle zone/quartieri dove è maggiore la necessità di copertura arborea.
  • Promuovere l’utilizzo di strumenti di controllo/analisi microclimatica evoluti per il monitoraggio dell’efficacia, ed eventuale re-indirizzamento, delle strategie/soluzioni di mitigazione e adattamento intraprese. 

Per la componente strategico-operativa, si propongono invece le seguenti altre idee e suggestioni:

  • Unire la strategia Bologna Città 30 nel capitolo ridefinizione degli spazi pubblici con la strategia del Progetto “Impronta Verde” per la forestazione urbana della Città e realizzare, ove possibile e ove vi è particolare necessità, interventi di re-definizione dello spazio pubblico stradale (es. strade scolastiche, spazi a fruizione pedonale prevalente, calibri stradali ridotti, etc.) per effettuare operazioni di de-sigillazione delle pavimentazioni in asfalto e successivo inserimento di aiuole e alberature, o materiali lapidei ad alta riflettanza e permeabilità. Creare un’infrastruttura urbana continua e diffusa di viali alberati, utilizzando una quota di stalli di sosta su strada per l’inserimento di aiuole e alberature.
  • Legare gli interventi delle nuove infrastrutture della mobilità cittadina con la strategia di forestazione urbana del Progetto “Impronta Verde”. Abbinare al tracciato delle future linee del Tram la realizzazione di una grande infrastruttura verde per la città. Far evolvere le aree verdi di risulta degli svincoli stradali del sistema Autostrada-Tangenziale a nuovi polmoni della città. Non solo spazi di risulta a servizio di una fruizione viabilistica, ma piccole foreste periurbane capaci di creare, grazie anche alla presenza della collina, una potenziale cintura verde a protezione climatica della città.
  • Intervenire nelle grandi aree a parcheggio e nelle aree di risulta o dismesse presenti nel territorio antropizzato. Puntare a ridurre le superfici in asfalto dotando le grandi aree parcheggio/rimessaggio di aiuole e alberature, coinvolgendo le aziende partecipate comunali (Tper, Fiera, Caab, etc.) e altri soggetti rilevanti (Ferrovie, Demanio, Cdp, etc.) nel progetto di mitigazione climatica e forestazione urbana della città.
  • Inserire l’elemento “acqua” negli spazi pubblici a maggiore fragilità microclimatica della Città. Ri-apertura ove possibile di tratti di canali attivi per ampliare l’infrastruttura blu cittadina. Incrementare la dotazione attuale di fontanelle realizzando una rete capillare distribuita nelle varie zone della città. Realizzazione di un sistema di spazi pubblici dotati di fontane e fontane a raso, partendo da quei contesti a fragilità microclimatica più elevata.

Questo sviluppo multiforme di conoscenza e azione, attraverso l’elaborazione di idee e suggestioni (certamente non esaustive e risolutive), potrà a ogni modo e in conclusione essere utile in ottica di un confronto aperto nella città nel continuo (e quanto mai auspicabile) percorso di trasformazione di Bologna in una città più verde, sana e climaticamente resiliente per la vita dei suoi cittadini.


4 pensieri riguardo “Il Caldo come la Pandemia. Interventi e soluzioni di adattamento possibili

  1. Ottimo scenario di lavoro ” interdisciplinare” che può costituire una base realistica per discutere i prossimi interventi in città. Da tempo Consulta Cinnica pone insieme ad altre realtà cittadine il tema dell’acqua nel nostro contesto urbano. L’acqua pubblica garantisce a tuttə la possibilità di refrigerarsi, di dissetarsi e può essere anche un elemento ludico che arreda la città e la rende più accogliente. Da anni chiediamo di avere una fontana a raso in città e di ripristinare con l’acqua la vasca dei giardini Margherita, ormai famosa per il suo stato di degrado. Sembrano cose impossibili!

  2. Molto dettagliato e pieno di spunti operativi. Utile diffusione di questo studio, anche ai Comuni della Metropolitana.

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