Che spettacolo in Cantiere! Appunti sparsi per una mappa culturale della città

Consigli, suggestioni, anticipazioni esclusive per permettervi di non perdere nulla, o quasi, di quello che passa per le Torri e dintorni. Sperando di creare un piccolo notes senza righe, avendo fiducia nella benevolenza di chi lo leggerà

di Cristian Tracà, docente


Un progetto nel cassetto, pronto da tempo ma che aspettava il momento giusto, l’ispirazione giusta per essere presentato ai lettori. Il Cantiere cresce e sente il bisogno di andare a teatro. Non l’abbiamo forzato, abbiamo lasciato che fosse lui a sentire a un certo punto la necessità di godersi il profumo delle tavole e della ribalta. Dopo la chiamata di suo cugino Emile ce lo ha confessato. Non potevamo dirgli di no.

La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stato un invito presso la sede di Altre Velocità per una serata dedicata alla costruzione di un cartellone condiviso: persone diverse, con approcci anche molto lontani all’arte della scena, che si sono confessati su un divanetto rosso per aprire davanti agli altri e alle altre il taccuino delle proprie scelte: che cosa, dove, perché?

Perché non creare uno spazio di questo tipo per la città?

Consigli, suggestioni, anticipazioni esclusive per permettervi di non perdere nulla, o quasi, di quello che passa per le Torri e dintorni. Genio, si spera, e sregolatezza, tanta: in barba alla classica rubrica che vi annuncia quello che sta per succedere qui troverete un disordine creativo, frutto dell’attualità cittadina o delle suggestioni più disparate di chi ha notato qualcosa che non potete assolutamente ignorare.

Sotto casa vostra, a qualche isolato da voi, al massimo a qualche chilometro. A Bologna non si perde neanche un bambino, ma troppa gente ignora che vicino a casa propria può trovare una meraviglia.

Non saremo regolari, le forme saranno molteplici, lasceremo ai quotidiani un lavoro puntuale di informazione. Nel nostro cantuccio speriamo di creare un piccolo notes senza righe, avendo fiducia nella benevolenza di chi lo leggerà. Alcune volte sarà solo una banale confessione a cuore aperto, senza avere sempre la pretesa di sostituirci a chi studia gli spettacoli e lo fa per professione.

Troverete mostri sacri della scena a ridosso di insospettabili comici, la stand up che fa capolino in mezzo ai generi più blasonati, un artista emergente che si insinua tra i divi, una piccola realtà che si accosta sommessamente alle corazzate, persino qualcosa di terribilmente ‘’commerciale’’

Una rubrica «la quale, se non v’è dispiaciuta affatto, vogliatene bene a chi l’ha scritta, e anche un pochino a chi l’ha raccomodata. Ma se in vece fossimo riusciti ad annoiarvi, credete che non s’è fatto apposta».


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