Cucinella ha ragione, sui 30 all’ora va coinvolta la gente

«Purtroppo sulle scelte del trasporto pubblico si è perso troppo tempo. Con responsabilità bipartisan. Si è ripetuta la totale assenza, come strumento di reale partecipazione, dei Quartieri, svuotati totalmente dalla funzione che avevano grazie all’intuizione di Dossetti e Ardigò. Non se l’abbia il sindaco. Non basta che vada in giro ad ascoltare i cittadini: la vera funzione del decentramento e della partecipazione è (dovrebbe essere) che siano i Quartieri che vanno a Palazzo d’Accursio»

di Angelo Rambaldi, “Bologna al centro – L’Officina delle Idee”


L’architetto e designer Mario Cucinella, intervistato da Cantiere sulla svolta, importante, dei “30 all’ora” (qui), è stato di estremo interesse, anche per l’eleganza, mai impositiva, delle argomentazioni e obiezioni.

In estrema sintesi, Mario Cucinella osserva che una scelta così importante, che incide sulla vita di tutti i cittadini, deve essere applicata e discussa con un vero dibattito fra le varie realtà, private e pubbliche, e con una necessaria gradualità, che non escluda anche cambiamenti in corso d’opera. Cucinella osserva pure, sempre elegantemente e senza accusare nessuno, che purtroppo a Bologna sulle scelte della mobilità del trasporto pubblico si è perso troppo tempo.
Con responsabilità politiche, aggiungo io, bipartisan.

Sul coinvolgimento della città sul tema 30 all’ora, anche in questo caso si è ripetuta la totale assenza, come strumento di reale partecipazione dei cittadini, dei Quartieri, svuotati totalmente dalla funzione che avevano, grazie all’intuizione di Giuseppe Dossetti e Achille Ardigò.

Non se l’abbia il sindaco, Matteo Lepore. I Quartieri, strumento di partecipazione, non sono quella cosa per la quale basta che il primo cittadino vada in giro per i Quartieri ad ascoltare i cittadini – il che di per sé non è affatto negativo, ovviamente – perché la vera funzione del decentramento e della partecipazione è (dovrebbe essere) che siano i Quartieri che vanno a Palazzo d’Accursio, come occhi e orecchi dei cittadini.

Un esempio su tutti quelli che dimostrano l’indebolimento della funzione dei Quartieri. Non si aspettino le prossime elezioni amministrative, si approfitti di questa situazione per cancellare l’assurdità del centro storico diviso fra Quartieri diversi. È indispensabile un Quartiere unico che rappresenti il centro storico, nel suo insieme.


3 pensieri riguardo “Cucinella ha ragione, sui 30 all’ora va coinvolta la gente

  1. Peer moltissimi anni ho fatto servizio anche, a turno, come responsabile della chirurgia d’urgenza del S Orsola. Non mi è mai sembrato che la velocità di impatto facesse al differenza: se sbatti direttamente senza alcuna decelerazione muori a 30 come a 50.
    Cosa si può fare di più sostanziale per diminuire la gravità degli incidenti?
    Alcuni esempi:
    1 cassare e multare forte chi usa il telefonino alla guida (sono in tanti!)
    2 Illuminare molto bene le strade su cui si verificano gli incidenti
    3 Illuminare bene i passaggi pedonali e multare gravemente chi non concede priorità ai pedoni sulle strisce
    4 multare i pedoni che attraversano con l testa nel cellulare senza guardarsi i attorno. Questa multa andrebbe integrata con il sequestro del cellulare per 3 giorni (sarebbe un deterrente enorme!!)
    4 Multare anche in città chi viaggia senza cinture
    Credo che alcune di queste misure avrebbero un ritorno elettorale modesto e costerebbero più di quanto rendono in termini economici ma avrebbero un impatto sicuramente non nullo sulla gravità degli incidenti.
    A mio mio modesto avviso superiore al “manifesto” del 30 all’ora che non raggiungerà mai la sicurezza statistica di efficacia.
    Cordialmente
    Alessandro Faenza

  2. Buongiorno,

    Scusate se lo dico, ma il titolo è quasi fuorviante “à la Etv, RdC e BolognaToday”.

    Nell’articolo Città 30 è nominata quasi di sfuggita e vorrei sottolineare che i dati e le esperienze che hanno portato alla decisione politica sono appunto dati ed esperienze precisi

    Come per il cambiamento climatico questi ultimi sono soggetti a dibattito nella misura in cui è discutibile un dato scientifico o tecnico.

    Ad esempio, l’urto su un pedone od un ciclista di un veicolo ai 30 all’ora equivale alla caduta da un primo piano,mentre ai 50 ad una dal terzo piano.
    Questo a causa degli effetti combinati di massa, velocità e forza di gravità ed il contrario è dimostrabile solo con analoghi dati ed osservazioni scientifiche

    Idem, il dato della velocità media in città di un autoveicolo (o di un bus) di 15 km/h ottenuto in base alle rilevazioni di GPS e delle “scatole nere” assicurative può essere confutato solo dimostrando la falsità o la incompletezza intenzionale di dette rilevazioni

    Cordiali saluti

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