Verde speranza

Dopo essere entrata in consiglio comunale con la maggioranza di centrosinistra, sottoscrivendone il programma, Europa Verde sembra intenzionata a passare all’opposizione. Ma a guidare questa mossa, più che questioni di merito, pare l’avvicinarsi delle elezioni europee

di Pier Francesco Di Biase, caporedattore cB


«A parità di fattori – recita il famoso postulato di Guglielmo di Ockham – la spiegazione più semplice è quella da preferire». Una considerazione valida nella vita di tutti i giorni, ma troppo spesso dimenticata. Figurarsi per la politica, con le sue dinamiche apparentemente machiavelliche che, quasi ogni giorno, spingono il sottoscritto e tanti colleghi alle dietrologie e ai tatticismi più esasperati.

Accade così che, sovente, la cronaca politica si trasformi in genere letterario, dove ragione e sentimento si mescolano a ideali più o meno sciapiti per essere consumati da un pubblico sempre più esiguo di lettori, cui questo tipo di narrativa appassiona anche troppo.

Chi presta la penna a una simile commedia, mi rendo conto, fa un mestiere infame. Non fosse altro perché, più o meno consapevolmente, è costretto a rendere coerente quello che coerente, il più delle volte, non è.

Qual è infatti la logica politica di incatenarsi a un alberello in un quartiere di periferia, se a compiere il gesto è un consigliere comunale eletto da un piccolo partito della maggioranza che governa la nostra città? E dov’è la razionalità sua – e di conseguenza del suo partito – nell’opporsi a un’infinitesimale porzione di un programma di governo che entrambi hanno accettato e sottoscritto non più tardi di due anni fa? In apparenza nessuna. Eppure…

Eppure una coerenza c’è, e sta in quella parte aritmetica della politica tanto elementare che si dà per scontata, ma che scontata non è per niente. Perché, quando sei piccolo, tra un’elezione con sbarramento al 4% e una con sbarramento al 3 passa tutta la differenza del mondo, a maggior ragione se a coprirti le spalle non c’è, come nel caso delle ultime amministrative, un partito da oltre il 30% in città e un altro, rivelazione della scorsa tornata, capace di raggiungere il 7%.

Non sono poche le domande da fare a Europa Verde, all’inizio di questa seconda metà di mandato con vista Europee che la vedrà, se alle parole seguiranno i fatti, traslocare in minoranza a Palazzo d’Accursio. Le si potrebbe per esempio chiedere come si possa passare da una quasi alleanza elettorale con Coalizione Civica a un’opposizione interna che la vede come principale bersaglio, nel giro di così poco tempo. Oppure come si sposa il progetto di alleanza nazionale con Sinistra Italiana, che di Coalizione Civica è parte integrante, con una dinamica territoriale che vede le due compagini battibeccare praticamente su tutto. O ancora, cosa si siano dimenticati di leggere, in quella turbolenta estate del 2021, del programma pur dettagliato con cui Matteo Lepore, il Pd e tutto il centro sinistra si sono presentati alle urne.

Se avranno voglia di rispondere, come sempre, volentieri pubblicheremo. Di sicuro, in quel paciugo che è diventata da troppo tempo la politica nostrana, cambiare idea rapidamente è ormai la norma, non certo pratica di cinismo. E se devi farlo nella speranza di sopravvivere, diventa persino umanamente comprensibile. In fin dei conti, le elezioni non finiscono con le Europee di giugno. C’è sempre tempo per cambiare idea. Un’altra volta.


3 pensieri riguardo “Verde speranza

  1. In realta’ e’ il Sindaco Lepore a non aver rispettato nessuno degli 11 punti concordati pubblicamente con i Verdi prima della campagna elettorale.
    Inoltre avanza una gigantesca cementificazione a San Donato e al fallito Fico e alla Fiera.
    Per questo i verdi danno fastidio: dicono la verita’.
    Il bisogno di abitazioni non puo ‘essere il.pretesto per colossali cementificazioni.
    Parte dei 25 mila alloghi sfitti si potrebbe certo recuperare con politiche intelligenti ,oggi inesistenti.
    Trovo poi inaccettabile il disprezzo per gli alberelli che tali non sono ma alberi adulti, in una zona gia’poco vivibile e che sarebbe desertificata.
    Questo disprezzo si che e’
    radical chic e non comprende la necessita’ di luoghi abitabili in una metropoli congestionata e inquinata

  2. Oggi poi si tocca con mano la strumentale arroganza del Sindaco che scambia volutamente fischi per fiaschi.
    Un intervento del consigliere Celli contro la censura ( nella citta piu progressista d’Italia) diventa una posizione filo Putin
    E l’occasione per cacciare i verdi dalla sua maggioranza pressoche’ monocolore.
    Dopo il passante autostradale che portera’ smog e inquinamento ora un colossale blob di cemento sta per abbattersi sulla citta’.
    Ovviamente pieno di buone finalita’ dichiarate.
    Ma di buone intenzioni e’ lastricato l’inferno.

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