Una maratona di lettura contro la censura di Scurati

Da qualche tempo è in atto un tentativo di riscrivere la storia che nega il valore della Resistenza nella riconquista della democrazia nel nostro Paese e minimizza i crimini del fascismo. La censura operata sul monologo dello scrittore napoletano è solo l’ultimo degli episodi, ma rappresenta un salto di qualità in una deriva che sa sempre più di regime. Per questo il 25 aprile dopo la celebrazione ufficiale proponiamo una maratona di lettura del testo di Scurati censurato, in piazza del Nettuno, alla quale invitiamo a partecipare tutti quelli che ritengono che l’antifascismo sia un valore da difendere dagli attacchi e da ogni tentativo di revisionismo storico

di Aldo Balzanelli, Mattia Fontanella, Giampiero Moscato, Cinzia Venturoli


«Giacomo Matteotti fu assassinato dai sicari fascisti il 10 giugno 1924. Lo attesero sottocasa in cinque, tutti squadristi venuti da Milano, professionisti della violenza assoldati dai più stretti collaboratori di Benito Mussolini. L’onorevole Matteotti, il segretario del Partito Socialista Unitario, l’ultimo che in Parlamento ancora si opponeva a viso aperto alla dittatura fascista, fu sequestrato in pieno centro di Roma, in pieno giorno, alla luce del sole. Si batté fino all’ultimo, come lottato aveva per tutta la vita. Lo pugnalarono a morte, poi ne scempiarono il cadavere. Lo piegarono su se stesso per poterlo ficcare dentro una fossa scavata malamente con una lima da fabbro.

Mussolini fu immediatamente informato. Oltre che del delitto, si macchiò dell’infamia di giurare alla vedova che avrebbe fatto tutto il possibile per riportarle il marito. Mentre giurava, il Duce del fascismo teneva i documenti insanguinati della vittima nel cassetto della sua scrivania.

In questa nostra falsa primavera, però, non si commemora soltanto l’omicidio politico di Matteotti; si commemorano anche le stragi nazifasciste perpetrate dalle SS tedesche, con la complicità e la collaborazione dei fascisti italiani, nel 1944.

Fosse Ardeatine, Sant’Anna di Stazzema, Marzabotto. Sono soltanto alcuni dei luoghi nei quali i demoniaci alleati di Mussolini massacrarono a sangue freddo migliaia di inermi civili italiani. Tra di essi centinaia di bambini e perfino di infanti. Molti furono addirittura arsi vivi, alcuni decapitati.

Queste due concomitanti ricorrenze luttuose – primavera del ’24, primavera del ’44 – proclamano che il fascismo è stato lungo tutta la sua esistenza storica – non soltanto alla fine o occasionalmente – un irredimibile fenomeno di sistematica violenza politica omicida e stragista. Lo riconosceranno, una buona volta, gli eredi di quella storia?

Tutto, purtroppo, lascia pensare che non sarà così. Il gruppo dirigente post-fascista, vinte le elezioni nell’ottobre del 2022, aveva davanti a sé due strade: ripudiare il suo passato neo-fascista oppure cercare di riscrivere la storia. Ha indubbiamente imboccato la seconda via.

Dopo aver evitato l’argomento in campagna elettorale, la Presidente del Consiglio, quando costretta ad affrontarlo dagli anniversari storici, si è pervicacemente attenuta alla linea ideologica della sua cultura neofascista di provenienza: ha preso le distanze dalle efferatezze indifendibili perpetrate dal regime (la persecuzione degli ebrei) senza mai ripudiare nel suo insieme l’esperienza fascista, ha scaricato sui soli nazisti le stragi compiute con la complicità dei fascisti repubblichini, infine ha disconosciuto il ruolo fondamentale della Resistenza nella rinascita italiana (fino al punto di non nominare mai la parola “antifascismo” in occasione del 25 aprile 2023).

Mentre vi parlo, siamo di nuovo alla vigilia dell’anniversario della Liberazione dal nazifascismo. La parola che la Presidente del Consiglio si rifiutò di pronunciare palpiterà ancora sulle labbra riconoscenti di tutti i sinceri democratici, siano essi di sinistra, di centro o di destra. Finché quella parola – antifascismo – non sarà pronunciata da chi ci governa, lo spettro del fascismo continuerà a infestare la casa della democrazia italiana»

(Antonio Scurati)

Da qualche tempo è in atto un tentativo di riscrivere la storia che nega il valore della Resistenza nella riconquista della democrazia nel nostro Paese e minimizza i crimini del fascismo. La censura operata sul monologo di Antonio Scurati è solo l’ultimo degli episodi, ma rappresenta un salto di qualità in una deriva che sa sempre più di regime. In precedenza c’erano stati la cancellazione del programma tv di Roberto Saviano, gli attacchi ai giornali “nemici”, la proposta del carcere per i giornalisti e la lenta ma inesorabile occupazione del servizio pubblico radiotelevisivo.

Qual è la colpa di Scurati? Di aver provato a raccontare cosa si festeggia il 25 aprile. La festa della liberazione dal nazifascismo e dai suoi crimini, a cominciare dal delitto Matteotti. Forse quella data crea imbarazzo a chi governa oggi perché non ha mai fatto davvero i conti con la sua storia, con le sue radici. Per questo, pur avendo giurato sulla Costituzione, non riesce a pronunciare una semplice frase: “sono antifascista”. E per questo, attraverso i tanti strumenti di informazione di cui dispone, cerca di ridefinire l’identità culturale del Paese, mettendo in discussione il fatto che l’antifascismo ne rappresenti uno dei pilastri fondamentali.

È un’opera subdola e costante e ha bisogno di risposte che ne smascherino il pericolo. Per questo il 25 aprile dopo la celebrazione ufficiale proponiamo una maratona di lettura del testo di Scurati censurato, in piazza del Nettuno, alla quale invitiamo a partecipare tutti quelli che ritengono che l’antifascismo sia un valore da difendere dagli attacchi e da ogni tentativo di revisionismo storico. Sempre più assistiamo alla volontà di modificare radicalmente i riferimenti al passato, screditando o mettendo da parte il lavoro scientifico della ricerca storica, sostituendolo con la banalizzazione associata al revisionismo e all’uso, abuso, politico della storia arrivando alla creazione di una fake history artatamente costruita per confondere, allontanare, spingere all’indifferenza e all’oblio, per negare, in poche parole, il riconoscimento del diritto alla verità.

Per aderire: 25aprilebologna@gmail.com

Aldo Balzanelli, Mattia Fontanella, Giampiero Moscato, Cinzia Venturoli


2 pensieri riguardo “Una maratona di lettura contro la censura di Scurati

  1. Ottimo. Occorre che noi antifascisti facciamo sentire con molta forza la nostra voce. Contro ogni tentativo di revisionismo, per onorare la memoria dei nostri caduti e per trasmettere la giusta conoscenza ai nostri giovani.

  2. Sarò in piazza Nettuno per ripetere di essere antifascista. Una dei tanti antifascisti-fai-da-te.
    Se non avessi avuto racconti in famiglia, libri a disposizione, film, documentari, forse non sarei in grado di dirlo. Poi ci ho preso gusto e mi inorridisce la disinformazione che ascolto e vedo.
    In nessun grado di istruzione scolastica mi hanno parlato del fascismo, del nazismo e della Resistenza (qualche libro di testo ne accennava, nelle pagine che non arrivavamo a studiare) . Adesso non so, mi consola conoscere insegnanti che vogliono e sanno come farlo

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