Lettera 10 – Non preoccuparti, le nuove generazioni portano vecchi valori, quelli che condividevi

Per ragionare sulla figura politica e umana di Berlinguer, a quarant’anni dalla scomparsa, Casadeipensieri, ScriptaBo e Cantiere Bologna hanno chiesto a scrittori, personalità, cittadini di scrivere una lettera aperta allo storico segretario del Pci e dirgli perché lo hanno nel cuore. Le lettere verranno lette dagli stessi autori domenica 8 settembre, alle 18, all’Arena Centrale della FestUnità provinciale di Bologna, nella serata dedicata a questo leader indimenticato ed indimenticabile

di Silvia Ghirardi Frilli, scrittrice


Caro Onorevole Berlinguer,
non ci conosciamo, mi chiamo Silvia e sono di quella generazione troppo giovane per apprezzarti in tempo reale, ma abbastanza grande per ricordare la tua morte e la desolazione che provocò nella mia famiglia. Sì, perché noi non eravamo «comunisti così» (alzo il pugno sinistro) ma «COMUNISTI COSÌÌÌ!!» (alzo entrambi i pugni), per citare un grande attore.

Vivo a Bologna, qui sono nata e da queste parti sono cresciuta. La mia bella Bologna negli ultimi anni ha visto robe da mani nei capelli. Sindaci di sinistra accusati di peculato, che hanno dato il bancomat all’amante (perché, come disse un saggio sul 27B: «Aaah, con la fi*# non si scherza…»); Ministri in visita in un
quartiere disagiato che scampanellano a casa della gente chiedendo se lì viva uno spacciatore; processi per stragi durati 40 anni, conclusi con l’incarcerazione di pochi, ma senza la condanna di tutti i veri colpevoli.
Ti sei perso l’ingresso in politica di imprenditori dalla moralità più che discutibile, che per 30 anni hanno fatto i propri interessi alle spalle dei cittadini, finendo per essere pure osannati alla morte o di comici che in un delirio di onnipotenza si sono eletti portavoce del dissenso collettivo, cadendo poi sulle stesse bucce di banana di tanti altri.

Non un bel quadro, vero? Ma sono qui per dirti che non ho perso la speranza.

Perché, vedi Onorevole, se la mia generazione si è fatta deprimere dallo schifo della politica degli ultimi 40 anni, le nuove generazioni mi sollevano il morale. Tanti ragazzi con principi forti, che parlano di socialità, inclusione, giustizia; che studiano, sviluppano talenti per metterli al servizio delle persone. Ragazzi che non hanno paura di lottare e provano prima a farlo a parole.

Ecco, voglio dirti di non preoccuparti, perché anche se adesso il sentimento più comune verso la politica è il disgusto, io ripongo grande fiducia in queste nuove generazioni. Nuove, che portano vecchi valori. Quelli che condividevi anche tu.

Grazie di tutto, Enrico, ti vogliamo bene!


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