Emergono tratti a favore di un partito nuovo, non schiacciato dalle elezioni o dilaniato dalle correnti. Tra i temi posti in evidenza la salute mentale, il sistema penitenziario e la realtà inumana delle carceri, la riforma del terzo settore e del volontariato, il diritto al cibo, il divario digitale, le case di quartiere e di comunità. Germi di speranza per la società e di una vocazione a fare politica in modo nobile
di Aldo Bacchiocchi, già dirigente politico
Quest’anno la Festa dell’Unità si caratterizza per dei risvolti nascosti che vanno al di là di un mero, pur importante, fatto politico qual è la scadenza delle elezioni regionali. Ci sono segnali che depongono a favore di un partito “nuovo”, non schiacciato sulla contingenza elettorale; vale a dire non una macchina elettorale dilaniata dalle “correnti” o platea solo per le “luci della ribalta”.
Cito alcuni temi che sono posti in evidenza.
La salute mentale in primo luogo. La persona umana è scissa, oggi, quanto mai; si tratta di patologia diffusa, nascosta, ma che è presente, in varie forme che ledono la vita di relazione. Ancora: il sistema penitenziario e la realtà inumana delle carceri. E poi: la riforma del terzo settore e del volontariato, il diritto al cibo, il divario digitale, le case di quartiere e di comunità.
Sono alcuni esempi di “piste di ricerca” che segnano il percorso di una forza politica che vuole capire per radicarsi nella vita quotidiana. Val la pena forse fare queste parziali segnalazioni che hanno in sé i germi di una speranza per una società e una città in grado di contrastare solitudini, disgregazione sociale, impoverimento di umanità. Ma non è forse questa la “vocazione” del “fare politica” in modo nobile e disinteressato? Qualche segnale trapela da questa festa dell’Unità.

Grazie al PD per far emergere e discutere su questi temi.
Se qualcuno pensa che “sono tutti uguali” e pensa di essere migliore non ha che da creare il suo partito e/o lista e presentarsi alle elezioni.
Per uscire da una situazione come quella attuale da qualche parte bisogna cominciare, un passo alla volta,come quello da cui cominciano anche i viaggi più lunghi.
Un saluto a tutti