Il Cantiere esiste  per dare voce alle opinioni e al confronto

Ritorniamo sull’idea (ogni tanto dobbiamo rinfrescarla) che sta alla base della nostra testata. Non è un giornale nel senso tradizionale, fatto di giornalisti che mediano tra i fatti e la gente. È piuttosto un luogo di dialogo tra le varie categorie che compongono la città, chiamate a dire la loro con un solo autentico filtro da parte di noi che impaginiamo: si possono esprimere le opinioni che si vuole ma nel rispetto della Costituzione e delle persone. È questa la nostra idea di giornalismo

di Giampiero Moscato, direttore cB


Cantiere Bologna è nato dall’idea di un gruppo di persone, a partire dal compianto giornalista Antonio Ramenghi. Un’idea semplice ma entusiasmante. Mettere a confronto le idee per la città.

Questo concetto lo spiegarono molto chiaramente gli editoriali con cui due dei fondatori della testata, lo psichiatra e scrittore Giovanni De Plato, presidente dalla nascita della nostra associazione (qui), e Mery De Martino, consigliera comunale e, all’epoca, responsabile della Comunicazione e delle relazioni pubbliche (qui),  firmarono il primo numero della nostra pubblicazione, il 13 gennaio 2020.

Lo abbiamo ribadito spesso (ma ogni tanto dobbiamo rinfrescare le idee) negli oltre cinque anni in cui abbiamo pubblicato oltre duemila articoli – raggiungeremo presto un milione di visualizzazioni e 600mila visitatori – raccogliendo le idee, le proposte, le opinioni, le critiche di centinaia di corrispondenti. Li chiamo così perché sul nostro giornale firmano non solo giornalisti. Così come non sono tutti giornalisti i componenti del direttivo: si guardi la nostra pagina.

Su cantierebologna.com pubblica il proprio pensiero gente che vive d’altro: di professioni liberali, insegnamento, lavoro pubblico o privato, trattamento di quiescenza, politica, scienza, informatica, paghetta di famiglia, arte. Siamo una testata di centrosinistra (vivaddio, sarà un diritto posizionarsi democraticamente?) ma abbiamo ospitato e ospiteremo personalità di centro e di destra: prendendoci i nostri insulti per farlo, ma continueremo con piacere perché crediamo che col dialogo, e non con lo scontro, si possa migliorare la nostra civiltà.  Senza censurare alcuna critica, ma non permettendo a nessuno l’insulto. Non amiamo prestare i nostri spazi a chi, abitualmente, fa sfoggio di linguaggi scurrili, violenti e calunniosi. Questo tipo di polemisti si censura da solo. Scriva pure da altre parti, il web offre molte possibilità di espressione.

Tutte le persone che abbiamo ospitato hanno in mente, ben chiaro, lo scopo della nostra associazione: «News e approfondimenti. Una voce di alternativa per aiutare a fare bene il bene comune», si legge nel “Chi siamo” del nostro sito.

Perché serve oggi ribadire questi nostri principi? Perché sulle nostre pagine social e sul sito, nei commenti ai nostri articoli, si leggono spesso non solo insulti (vabbè, c’è chi esiste per far del male), ma critiche che sembrano non tenere conto della nostra idea fondatrice. Qualcuno proprio non riesce ad accettare che si possa dare spazio a chi ha idee molto diverse dalle nostre: come se dare voce a chi è avversario politico significasse non avere la schiena diritta.

Queste lamentele (molto più rispettosamente) ci arrivano anche in privato: mail, telefono, whatsapp. Preferiremmo che le critiche che ci vengono rivolte fossero scritte sulle nostre pagine, come commenti o, meglio ancora, come articoli. Ma comprendiamo che ci possano essere persone che non amano apparire e tuttavia vogliano dirci cosa pensano.

Eppure sento il bisogno di ribadire che, se Cantiere pubblica un’opinione (senza violare la legge), non ha scelto di farla propria. Le sta dando una mano a farsi sentire. Abbiamo fatto circolare idee molto divergenti tra loro e noi stessi fondatori dell’associazione siamo spesso in disaccordo.

Ma vi prego: ha poco senso “spiegare” a Cantiere come si fa Cantiere. Aiutateci magari a farlo meglio, dicendo la vostra, secondo le regole molto facili che ci siamo dati e che qui di seguito, riprendendole dal nostro “Chi siamo”, elenco sinteticamente.

  • Promuovere il confronto di idee su temi che riguardano la nostra città (anche tramite confronti con altre città): le idee possono anche essere divergenti con quelle della redazione o di altri articoli pubblicati, l’importante è che siano sempre ragionate e rispettose degli altri. 
  • Portare alla luce esperienze territoriali virtuose, anche piccole (per esempio di welfare sociale o culturale) e segnalare punti critici della vita cittadina. 
  • Promuovere incontri di approfondimento e di dibattito. Puoi inviarci articoli, riflessioni, esperienze da pubblicare o idee su nuove iniziative all’indirizzo info@cantierebologna.eu

Scriveteci. Se possibile iscrivetevi alla newsletter. Se proprio volete fare il massimo sottoscrivete la quota sociale. Ma non diteci che non è giornalismo permettere a una voce diversa dalla vostra di dire la sua. Ci sono testate che filtrano, che hanno una linea. Le rispettiamo. Noi abbiamo scelto di non chiuderci a riccio.


2 pensieri riguardo “Il Cantiere esiste  per dare voce alle opinioni e al confronto

Rispondi