Se con la fiera una camera passa da 124 a 1.935 euro a notte

Gli alberghi praticano aumenti stratosferici in occasione delle kermesse. Alcuni esempi: un tre stelle da 93 a 467 euro a notte, una struttura media da 54 a 999 euro, un hotel di lusso da 290 a 1.249. Non c’è davvero nulla da fare?

di Aldo Balzanelli, condirettore cB


Se pensavate di programmare un weekend a Bologna in periodo di fiere scordatevelo, a meno di accendere un mutuo. Gli alberghi infatti applicano aumenti dei prezzi stratosferici, approfittando della forte richiesta di stanze legata alla presenza degli operatori delle kermesse.

Un esempio? Ho fatto una rapida ricerca su Booking di una stanza di albergo per due persone per la notte del 21 marzo, venerdì, e ho trovato prezzi che partivano da 1.935 euro (una notte!) a 450, il minimo, in un modesto tre stelle. Ma la cosa più sconcertante è confrontare i prezzi degli stessi alberghi per la notte del 21 con quelli del 24, lunedì, a fiera finita. Ecco alcuni esempi: il tre stelle passa da 450 euro a notte a 99. Lo stesso in un altro tre stelle che dai 467 euro del venerdì scende ai 93 del lunedì. Salendo un po’ di livello si passa da 999 euro a 55, oppure da 500 a 102. Se poi si preferisce pernottare in un albergo di lusso allora si devono sborsare 1.935 euro in zona fiera, oppure 1.249 in area stazione ferroviaria. Peccato che solo due giorni dopo gli stessi hotel si accontentino rispettivamente di 124 e 290 euro a notte.

Non va meglio anche a chi, per risparmiare, sceglie di dormire nella “bassa”. A Minerbio il venerdì si devono sborsare 679 euro, mentre il lunedì ci si accontenta di 247. Più disponibile Modena, dove molti standisti scelgono di dormire per evitare il salasso: un buon albergo che nei giorni di fiera applica una tariffa di 235 euro a notte, il lunedì costa 124.

Tutto normale? È giustificato un aumento di 1.500% nel prezzo di una camera a distanza di tre giorni? D’accordo, la legge della domanda e dell’offerta governa la nostra economia e di fronte a un forte aumento della domanda di camere, legato alle manifestazioni fieristiche, è normale un aumento dei prezzi, ma è accettabile in queste proporzioni? Considerando anche il fatto che i prezzi degli alberghi hanno subìto incrementi significativi negli ultimi due anni.

È evidente che in un’economia di mercato gli albergatori possono applicare i prezzi che ritengono in totale libertà, ma occorrerebbe individuare una qualche forma di calmiere per evitare gli spropositi che abbiamo registrato in occasioni come quella di questi giorni.


7 pensieri riguardo “Se con la fiera una camera passa da 124 a 1.935 euro a notte

  1. Completamente d’accordo con Aldo, vero che esiste il prezzo dinamico, però questi differenziali sono scandalosi e non credo abbiano eguali in altre città. Andrebbe fatta una verifica comparata e suggerita una normativa concordata tra Comune, Camera di Commercio e Confcommercio con uno spread trasparente (x3 mi pare giá alto).

  2. E’ così da decenni ma è comunque indecente. Del resto in un paese dove intere categorie pagano le tasse su presunti redditi irrisori c’è spazio anche per ciò.

  3. Non credo sia possibile fare niente. Funziona semplicemente così: chi vuole fare una semplice vacanza a Bologna non viene quando ci sono fiere. Certo ..qualcuno potrebbe promuovere una sorta di protocollo di autoregolamentazione…ma non penso che avrebbe successo.

  4. Sarebbe interessante conoscere sul punto il parere delle istituzioni pubbliche bolognesi che detengono (mi pare di ricordare) la maggioranza delle azioni dell’Ente Fiera di Bologna. In contemporanea con fiere prestigiose che danno lustro alla città è proprio impensabile che Comune, Regione, Camera di Commercio non riescano (supponendo ne abbiano interesse) a “calmierare” i picchi assurdi del costo delle camere degli alberghi?

  5. Nelle camere degli alberghi (di solito sulla porta interna) c’è la classificazione della camera ed il prezzo massimo. Non credo ci siano i prezzi indicati dall’articolo, quindi una certa forma di determinazione del “massimo” c’è, ma non viene applicata. Visto che gli hotel/Alberghi sono categorie imprenditoriali, forse dovrebbe essere l’insieme delle altre categorie imprenditoriali a fare pressione sulla “cugina” ?

  6. “È il mercato, bellezza!”
    Questa la risposta liberista. Ma si deve pretendere che il passaggio di danaro sia controllato dagli organi competenti ed equamente tassato.

  7. Visto che è obbligatorio per gli alberghi indicare in ogni camera il prezzo massimo, si DEVE fare un controllo (“autorità” dove siete? Battete un colpo se ci siete) e colpire inesorabilmente chi non rispetta quel prezzo “massimo” indicato in camera. Si chiama truffa. E magari, in occasione del controllo dei prezzi, fare un controllino anche sul rispetto di norme di igiene, sicurezza, dispositivi antincendio, regolarità contributiva, tasse (ovviamente), ecc. ecc. Basta volerlo fare (SE DAVVERO SI VUOLE).

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