Nate per integrare nella governance aziendale obiettivi di bene comune, questo genere di Spa rappresentano un modello che si situa tra impresa tradizionale e impresa sociale. In Italia, il loro numero è in costante crescita, con oltre 4.600 realtà che hanno già ottenuto qualifica, a dimostrazione di un crescente interesse verso un’imprenditorialità più responsabile e sostenibile
di Claudio Pozzi, presidente de L’Operosa
L’economia sociale sta attraversando una fase di trasformazione profonda, spinta dalla necessità di trovare nuovi equilibri tra sostenibilità economica e impatto sociale. In questo contesto, il dialogo tra imprese cooperative e società benefit rappresenta una delle strade possibili, nel contesto del rinnovamento dei paradigmi dell’impegno sociale. Di questo abbiamo avuto occasione di riflettere nel convegno “Modello cooperativo e società benefit. Nuove risposte per l’economia sociale”. L’incontro, tenutosi a Bologna e promosso da L’Operosa, ha visto in dialogo Confcooperative, Assobenefit e mondo accademico, nella prospettiva di individuare convergenze possibili, a partire da Bologna, dove è appena stato presentato il Piano per l’economia sociale della Città Metropolitana.
Le cooperative hanno giocato un ruolo fondamentale nello sviluppo economico e sociale dei territori, garantendo inclusione, partecipazione democratica e redistribuzione delle risorse. La loro capacità di creare valore condiviso le ha rese un modello resiliente, capace di affrontare le crisi economiche e di adattarsi ai mutamenti del mercato. Tuttavia, il sistema cooperativo presenta alcune rigidità strutturali che, oggi più che mai, devono essere affrontate per garantirne la competitività nel lungo periodo.
Uno dei principali limiti della forma cooperativa è la difficoltà nell’accesso ai capitali. Tale ostacolo si è reso ancora più evidente in un contesto economico globale dinamico, in cui la rapidità di innovazione e la capacità di investimento fanno la differenza. Per questo nel 2020 i soci de L’Operosa hanno deciso di dotarsi di una società per azioni, che permettesse di superare tali limiti. Tengo a sottolineare che la Spa rimane nel totale controllo della cooperativa: nessun processo di allentamento del modello cooperativo da cui nasciamo. E proprio per ancorare lo strumento societario ai valori della cooperazione abbiamo deciso di qualificare la società per azioni come società benefit.
Le società benefit offrono una risposta innovativa. Nate per integrare nella governance aziendale obiettivi di bene comune, rappresentano un modello che si situa tra impresa tradizionale e impresa sociale. In Italia, il numero di società benefit è in costante crescita, con oltre 4.600 realtà che hanno già ottenuto qualifica, a dimostrazione di un crescente interesse verso un’imprenditorialità più responsabile e sostenibile.
A differenza delle cooperative, le società benefit possono accedere più facilmente a credito e strumenti finanziari. Allo stesso tempo, sono tenute per legge a misurare e rendicontare il proprio impatto sociale e ambientale, garantendo trasparenza e coerenza con gli obiettivi dichiarati. Questa combinazione di flessibilità finanziaria e responsabilità sociale le rende particolarmente interessanti per le cooperative che vogliono evolversi senza rinunciare alla loro missione originaria.
Questa scelta ha permesso di mantenere un forte radicamento nei principi cooperativi, garantendo al tempo stesso maggiore agilità nella raccolta di capitali e nella gestione delle attività. Il convegno che abbiamo promosso ha l’intenzione di allargare oltre il perimetro aziendale la riflessione sugli strumenti che abbiamo a disposizione per rilanciare sull’economia sociale, nella prospettiva di promuovere un dialogo ampio e plurale, che promuova relazioni e scambi, a partire dal territorio in cui la nostra cooperativa nacque nel 1951.
