Salute, a Bologna il World Health Innovation Summit

Il tema è sempre più rilevante per la cittadinanza come per la politica e le istituzioni. Notevoli vantaggi si possono ottenere mettendo “in rete” le buone pratiche sviluppate in altri Paesi evoluti. Per questo anche in Italia, il 15 maggio, si presenta il simposio dell’innovazione internazionale sulla sanità partendo proprio dal capoluogo dell’Emilia-Romagna, visto il peso della sanità nel bilancio regionale della nostra Regione

di Maurizio Moriniinnovation manager


Nonostante gli sforzi degli ultimi anni per innovare l’accesso ai servizi sanitari – basti pensare all’introduzione dei Cau (Centri di Assistenza Urgente) – in Emilia-Romagna, e in particolare nella Città metropolitana di Bologna, restano ancora troppo lunghi i tempi di attesa per molte prestazioni pubbliche. La sanità regionale, pur rappresentando oltre il 60 per cento del bilancio dell’Emilia-Romagna – con più di 10 miliardi di euro su un totale di 14,3 miliardi nel bilancio 2025-2027 – è giocoforza concentrata su diagnosi e cura, lasciando in secondo piano un elemento chiave per la salute collettiva: la prevenzione.

Non è quindi casuale che il “World Health Innovation Summit” (Whis) abbia scelto di partire da Bologna per il suo lancio ufficiale in Italia, che si terrà mercoledì 15 maggio alle 10 all’Opificio Golinelli di Bologna, in via Paolo Nanni Costa.

Un evento globale che mette la persona al centro

Il Whis nasce nel Regno Unito come piattaforma internazionale per l’innovazione nella salute e nel benessere, e si propone di facilitare il dialogo tra cittadini, operatori sanitari, istituzioni, imprese e mondo della ricerca, per creare sistemi sanitari più resilienti, sostenibili e inclusivi. Il principio guida è semplice, ma radicale: mettere la persona al centro e investire in prevenzione, educazione e comunità, non solo in ospedali e tecnologie.

Il summit di Bologna, che inaugura la presenza strutturata di Whis in Italia, rappresenta un’occasione preziosa per attivare un confronto concreto tra esperienze locali e internazionali, tra politiche pubbliche e iniziative civiche, tra sanità tradizionale e nuovi paradigmi di cura e salute.

Sanità: il gigante del bilancio regionale

Che la sanità sia un tema cruciale in Emilia-Romagna lo dimostrano i numeri: nel 2022, secondo il Quotidiano Sanità, il 63,7% della spesa regionale complessiva era destinata alla sanità. Nel bilancio triennale 2025-2027, la Regione ha destinato più di 10 miliardi di euro al comparto, sostenuto anche da oltre 9,6 miliardi di euro di risorse nazionali. Si tratta di cifre che confermano la sanità come principale ambito di intervento pubblico, e che chiamano in causa una riflessione sulla qualità, l’efficacia e la sostenibilità di questo investimento.

Allo stesso tempo, i cittadini continuano a sostenere spese sanitarie significative di tasca propria: nel 2023, gli italiani hanno speso oltre 40,6 miliardi di euro out-of-pocket, con una media di circa 1.580 euro all’anno per nucleo familiare. Segno che la sanità pubblica, pur essendo capillare e di alto livello, non riesce sempre a rispondere in modo tempestivo e completo ai bisogni reali della popolazione.

La prevenzione come investimento strategico

Un nodo centrale è il ruolo ancora marginale della prevenzione nelle politiche sanitarie attuali. Eppure, gli studi più recenti dimostrano come la prevenzione possa incidere concretamente sul benessere delle persone e sulla sostenibilità del sistema. Uno di questi studi, finanziato dalla Fondazione del Monte, ha analizzato gli effetti della pratica fisica regolare su persone anziane, rilevando miglioramenti tangibili negli indicatori fisiologici. Non si tratta solo di teoria: si tratta di salute vera, misurabile, con un ritorno sia umano sia economico.

Il problema è che in assenza di una visione integrata della salute, prevenzione e promozione del benessere rischiano di rimanere concetti astratti, affidati all’iniziativa di pochi enti virtuosi o al terzo settore. È invece necessario un cambio di paradigma che metta la prevenzione al centro delle strategie sanitarie pubbliche, con investimenti strutturali, percorsi di comunità e una nuova alleanza tra pubblico e privato.

Whis: innovare la sanità partendo dalla comunità

Il World Health Innovation Summit Italia si inserisce in questo scenario come un catalizzatore di cambiamento. L’appuntamento del 15 maggio non sarà una semplice conferenza, ma un momento di lavoro condiviso, con tavoli tematici, testimonianze internazionali e un focus specifico su come integrare l’innovazione tecnologica con il sapere umano e la partecipazione civica.

I temi che verranno affrontati includono:

  • Salute e benessere nelle comunità locali
  • Promozione della salute nelle scuole e nei luoghi di lavoro
  • Nuovi modelli organizzativi per la sanità territoriale
  • Finanza d’impatto e investimenti nella prevenzione
  • Accesso equo ai servizi per persone vulnerabili e migranti


L’obiettivo è quello di costruire un ecosistema sanitario più umano, efficiente e lungimirante, in cui l’innovazione non sia fine a sé stessa ma strumento per generare impatto sociale positivo.

Un’opportunità per Bologna e per l’Italia

La scelta di Bologna come città pilota per il Whis in Italia non è casuale. La città, con la sua tradizione universitaria e civica, rappresenta un terreno fertile per sperimentare modelli nuovi di collaborazione tra enti pubblici, università, imprese sociali e cittadini. L’Opificio Golinelli, luogo simbolo della contaminazione tra scienza, impresa e formazione, è la cornice ideale per dare il via a questo percorso.

In un tempo in cui i sistemi sanitari europei sono messi alla prova da invecchiamento demografico, cronicità, carenza di personale e disuguaglianze, investire in salute non significa solo curare, ma soprattutto prevenire, educare, includere e innovare.

Il “World Health Innovation Summit” lancia la sua sfida anche in Italia: costruire insieme, dal basso e con coraggio, una nuova cultura della salute che guardi al futuro, senza dimenticare le radici del welfare pubblico ma aprendosi alle potenzialità dell’innovazione sociale e tecnologica.

Info e programma completo dell’evento: www.whis.world/Italy

L’ingresso è gratuito, su registrazione.


Un pensiero riguardo “Salute, a Bologna il World Health Innovation Summit

  1. Ho provato a capire dall’articolo quali siano le innovazioni e il radicale miglioramento della sanità pubblica presentate al summit, ma non ci sono riuscito.
    Personalmente ho notato negli utimi 5 anni un crollo vertiginoso nel sistema sanitario regionale. Sono povero e non so se la sanità privata abbia avuto una esaltante crescita tecnologica e di sistema.
    Mi sembra che qualsiasi tentativo di innovazione che non parta dalla analisi e dalla comprensione del tracollo che ha investito il sistema sanitario regionale un tempo un’eccellenza nel nostro paese sia inutile e sicuramente poco credibile.
    Ma spero di sbagliarmi e che si torni a considerare la sanità pubblica prioritaria rispetto agli affari delle aziende private

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