Terrariofilia: aumentano gli appassionati ma non le norme

Nonostante le proteste della Lav e i numerosi casi di smarrimento – ultimo a fuggire dalla teca un pitone di venti chili a Cento – l’hobby di allestire e mantenere un terrario per ospitare animali terrestri o semi-acquatici cercando di ricreare il loro ambiente naturale è pratica sempre più diffusa pure da noi, come dimostrano i duemila visitatori di “Squamata”, la mostra mercato dedicata alla terrarofilia tenutasi domenica scorsa a Ozzano

di Barbara Beghelli, giornalista


Scappa una pitonessa dalla teca di casa ed è, ovviamente, subito panico. Succede a Dodici Morelli, frazione di Cento, nella Bassa. Domenica sera Najini, un serpente femmina di tre metri per venti chili di peso, età 7 anni, decide di prendersi la sua (naturale) libertà sgusciando fuori dalla teca in cui era custodita e andando fuori, per strade e campi a seminare il panico. Per fortuna è stata ritrovata il giorno dopo dai Carabinieri, che ne hanno poi accertato la regolarità e verificato la certificazione di proprietà. Non è la prima volta che accade un fatto del genere, anzi.

La pitonessa moluro gialla e bianca, bellissima e assolutamente affascinante, aveva già mangiato ma poi «non è pericolosa», hanno detto subito i proprietari. È così, ma vallo a spiegare agli abitanti di Dodici Morelli.

La Lav nazionale, ovviamente, si è infuriata: «Ecco l’ennesimo esemplare esotico trattato come animale da compagnia. Il ministro dell’Ambiente faccia quello che doveva fare più di un anno fa (il 27 marzo 2024): una lista delle specie protette che non si possono detenere a casa come se fosse una foresta tropicale: serpenti, ragni velenosi, varani e primati non sono oggetti da collezione, soffrono moltissimo nei contenitori».

Ciononostante, l’hobby di allestire e mantenere un terrario per ospitare animali terrestri tra cui serpenti o semi-acquatici, cercando – cercando – di ricreare il loro ambiente naturale è pratica sempre più diffusa, pure da noi. Tra l’altro i terrariofili sono in regola, è consentito infatti dalla legge il loro particolare interesse. E per chi non lo sapesse gli appassionati di questo singolare hobby si sono appena ritrovati a Ozzano Emilia domenica scorsa, per quello che è l’appuntamento di settore più importante d’Italia, “Squamata”: nata nel 2006, è la mostra-mercato dedicata alla terrariofilia, la pratica di creare e curare ambienti miniaturizzati in contenitori chiusi.

L’evento, ospitato al Palazzetto dello Sport di Ozzano, è – come dicono i patron di questa particolare fiera nata 20 anni fa, Angelo Cabodi e la moglie Silvia Tangredi, di Medicina – «punto di riferimento nazionale per gli appassionati». Quest’anno ha registrato un’affluenza di 2.000 visitatori, attraendo un pubblico eterogeneo, dagli specialisti ai semplici curiosi, incluse famiglie con bambini e anziani. Centottanta tavoli espositivi, con un’offerta che ha incluso rettili e anfibi, insetti e fasmidi (insetti foglia). Aracnidi come tarantole e scorpioni. Una ricca selezione di piante tropicali e carnivore. Nelle ultime edizioni anche pesci e gamberetti, «garantendo la presenza di esemplari rari, “prodotti” di nicchia e articoli di largo consumo», dice Cabodi. Ancora numeri: “Squamata” ha uno staff di 25 persone che include, oltre al responsabile del benessere animale, anche veterinari, biologi, esperti di rettili e aracnidi. L’organizzazione opera in stretta collaborazione con le autorità e le istituzioni locali: il Comune di Ozzano, l’Ausl che assicura il rispetto delle normative igienico-sanitarie e i Carabinieri Cites, che controllano il commercio di animali e piante perché siano protette le specie.

Già, il Cites, la Convenzione sul commercio internazionale delle specie di fauna e flora selvatiche minacciate dall’estinzione, 180 paesi in accordo. In realtà «non vieta l’importazione di animali esotici, la regolamenta», dice Angelo Cabodi.

A Bologna c’è invece un regolamento comunale (Regolamento per la tutela e il benessere degli animali) che ne vieta l’utilizzo e l’esposizione, incluse ovviamente le specie protette, in attività commerciali non di settore e in luoghi pubblici come richiamo o attrazione, con l’eccezione degli acquari (perché poi gli acquari no?). Poi però c’è anche la legge regionale 5/2005 che regola la questione commerciale dell’evento temporale e disciplina le modalità di detenzione, commercio e allevamento. Insomma, quel che si toglie di là, si aggiunge di qua, è spesso così a livello di norme.

Con buona pace di Najini, affascinante pitonessa gialla che magari non è mica tanto d’accordo con queste irrazionali regole e che sogna di arrampicarsi libera sugli alberi infiniti della sua casa-foresta, ma in fondo chissenefrega: è stata riportata ai domiciliari dall’Arma, volente o nolente. Ops scusate, volevo dire nella sua teca della Bassa, a guardare da un vetro la vita, quella degli altri.


RispondiAnnulla risposta