Biografilm 2025, una XXI edizione matura e consolidata

73 film in programma, 30 documentari italiani e moltissime anteprime, per non parlare dei grandi nomi tra attori e attrici, registe e registi arrivati da tutto il mondo a Bologna. Un successo in termini di qualità e di pubblico, con 10mila presenze registrate

di Sara Papini, curatrice d’Arte


Si è conclusa da qualche giorno, dopo un’intensa settimana di eventi sparsi per la città, la 21esima edizione del Biografilm, il festival cinematografico internazionale interamente dedicato alle biografie e ai racconti di vita.

I numeri della selezione di quest’anno tengono il ritmo di quelli degli ultimi anni: 73 film in programma, 30 documentari italiani e moltissime anteprime (per non parlare dei grandi nomi tra attori e attrici, registe e registi arrivati da tutto il mondo a Bologna). Anche quest’anno, per garantire numeri sempre più ampi di pubblico, è stata attivata una selezione online tramite  MYmovies ONE, grazie alla quale si è arrivati a toccare più di 10mila presenze.

Purtroppo sono umana, e quindi non posso dire di aver coperto tutte le proiezioni del festival. Ma come sempre, ci abbiamo provato. Tra anteprime e prime visioni la corsa non è stata delle più semplici, quest’anno infatti le proposte del Biografilm sono state davvero molte e affascinanti. Tra queste vorrei citarne tre. Quelle che, secondo me, il pubblico DEVE recuperare nei prossimi mesi.

Partiamo dal titolo che più mi ha colpito ed emozionato: Alpha”. Non un documentario, come ha sottolineato la regista Julia Ducournau, ma un lungometraggio (non autobiografico). Presentato in anteprima a Bologna subito dopo il festival di Cannes di qualche settimana fa, è una pellicola che ha fatto parlare molto la critica, dividendola. Io però, da dissidente quale sono, l’ho chiaramente amata. Ho pianto, riso e urlato. Sì tutto questo in due ore di concentrato al cinema Arlecchino di via Lame.

Al secondo posto troviamo il titolo più queer e femminista della rassegna: 1.800-On-Her-Own”, l’attesissimo documentario su Ani DiFranco, non poteva che essere un capolavoro così come lo è stata ed è tuttora la vita di questa incredibile artista. La pellicola è stata presentata e introdotta con un piacevolissimo dibattito femminista sulla rappresentanza e rappresentazione femminile nel panorama musicale, e in corrispondenza del concerto di Ani a Ferrara, dopo moltissimi anni di assenza della cantante da un palco europeo.

Al terzo posto, infine, non possiamo non citare la rivelazione italiana di questo festival: “Pilastro”, il film sull’iconico quartiere operaio della nostra Bologna. Il documentario, diretto da Roberto Beani e ideato dalla compagnia teatrale bolognese Laminarie che dal 2009 dirige il teatro Dom del Pilastro, è stato anche apprezzato e premiato dalla giuria della sezione Biografilm Italia come miglior film: «Un lavoro di archivio che restituisce l’identità di un quartiere bolognese, trasformandolo in specchio di un intero Paese». Menzione speciale poi per “A luci spente” di Mattia Epifani, ritratto crudo e sincero di un ex pugile alle prese con la memoria e la fragilità.

Come detto, le proposte di quest’anno sono state davvero tante. A tal proposito, da pessima cinefila vi ho anche creato una top ten che potete trovare su Letterbox (qui).

Ripeto, è una personale decalogo, nulla di trascendentale. Ma spero comunque possa spingervi a naufragare dolcemente nel grande mare di Biografilm 2025, così com’è successo a me.

In copertina: Roberto Beani con il “Best Film Bper Award” (Photo credits: Biografilm)


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