Lo sciopero, da diritto a delitto grazie alla Meloni

L’articolo 14 del nuovo Decreto Sicurezza del Governo Meloni ha introdotto il reato di blocco stradale che prevede la reclusione da 6 mesi a 2 anni, anche se la protesta di diecimila padri e madri di famiglia che vogliono solo condizioni di lavoro migliori è stata totalmente pacifica

di Andrea Femia, digital strategist cB


Un contratto di lavoro fermo, scaduto da più di un anno, privo di qualsiasi forma di adeguamento all’inflazione sempre più alta. Vivere a Bologna negli ultimi anni non è proprio facilissimo per chi deve fare i conti con l’aumento del costo della vita. È innegabile che gli stipendi bloccati non garantiscono la spinta sufficiente per seguire il cambiamento economico che incide, tra le altre cose, sul costo medio degli affitti.

Bologna è al terzo posto tra le città dove gli affitti costano di più. La prima è Milano, la seconda è Firenze. È stata scalzata Roma dal podio, che probabilmente non è il migliore tra i podi sui quale salire ma tant’è. In questo scenario di frenetici cambiamenti al rialzo, i lavoratori si sono riuniti per chiedere più garanzie e un miglioramento delle proprie condizioni. Venerdì le sigle dei tre grandi sindacati nazionali che rappresentano il mondo del lavoro metalmeccanico, Fiom, Fim e Uilm, hanno riunito oltre diecimila persone per protestare contro questa stasi nelle trattative. Secondo i sindacati, infatti, Federmeccanica e Assistal, che tutelano gli interessi delle Aziende, si rifiutano di sedersi al tavolo delle trattative per ridiscutere le condizioni dei contratti collettivi scaduti nel 2024, ridiscussi e rinnovati nel 2021.

Non serve un genio per capire quanto le condizioni economiche siano cambiate negli ultimi quattro anni. È esploso il costo dell’energia in seguito alla guerra in Ucraina, è aumentato a dismisura il costo degli affitti con l’esplosione delle piattaforme, in un rimbalzo mostruoso successivo al Covid. In buona sostanza i lavoratori e le lavoratrici vivono con un contratto discusso quando ancora si parlava di zone rosse e zone gialle. Capite bene che il mondo è leggermente cambiato.

Per questo la protesta è stata molto partecipata. Il corteo delle persone scioperanti ha raggiunto e occupato la tangenziale di Bologna per 45 minuti. Le forze dell’ordine in un primo momento non avevano dato l’autorizzazione a farlo; quando hanno capito che nulla avrebbe trattenuto diecimila individui hanno scelto una via di mezzo che suona più o meno così: noi ve lo lasciamo fare (sottotitolo: non carichiamo nessuno), però la responsabilità è vostra.

La responsabilità deriva dal fatto che l’articolo 14 del nuovo Decreto Sicurezza del Governo Meloni ha introdotto il reato di blocco stradale, che prevede la reclusione da 6 mesi a 2 anni, anche se la protesta di diecimila padri e madri di famiglia che vogliono solo condizioni di lavoro migliori è stata totalmente pacifica. Lo sciopero si è manifestato sotto forma di reato secondo le nuove norme che, per parere personalissimo, non sono degne di un paese civile.

La questura aveva prima parlato di denunciare i manifestanti, poi ha fatto un passo indietro. Secondo molti osservatori, sarà atto dovuto da parte dei magistrati aprire il fascicolo per una evidentissima violazione delle norme che hanno prodotto reato. Questo potrebbe portare la norma stessa a essere rimessa in discussione davanti ai giudici della Corte costituzionale nei suoi punti meno coerenti con l’ordinamento italiano rispetto al diritto di sciopero.

Viene da chiedersi come sia possibile che in una situazione del genere, davanti a persone che scioperano per le loro condizioni esistenziali, il sottosegretario Bignami abbia dichiarato: «Sembra evidente come qualcuno stia provando a esasperare quanto avvenuto per ragioni politiche, nel tentativo di costruire ad arte situazioni di conflitto, spero non un incidente ben più grave», come ripreso da La Repubblica.

Il tutto mentre un suo compagno di governo, il sottosegretario Durigon, ha usato la giornata di venerdì per alzare il tiro, proponendo che diventi impossibile scioperare i Lunedì e i Venerdì.

Caro Bignami, sarebbe giusto chiedersi chi è che sta provando a esasperare e cercare di non calpestare con questa gioiosa noncuranza i diritti di si azzarda a chiedere di vivere un po’ meglio.


3 pensieri riguardo “Lo sciopero, da diritto a delitto grazie alla Meloni

  1. La vigliaccheria di deviare dal percorso concordato costringendo persone, non bestie, a rimanere bloccate ore, grazie alla concomitanza dello sciopero dei trasporti e ai cantieri del tram è inqualificabile. Vile prendersela con cittadini innocenti dopo anni di sudditanza alla FIAT e spacciare la violenza per protesta legittima. La solidarietà deve essere dimostrata agli operai come a qualsiasi cittadino senza la visione comunista (e di Robespierre) che la rivoluzione giustifica vittime innocenti.

    1. Caro Gianluigi Magri,
      prima di risponderti ho chiesto un parere al Comitato di Redazione, ed è stato favorevole al mio commento a nome di tutti noi che facciamo questo giornale.
      Di solito non replichiamo, come testata, ai commenti che però, come puoi constatare, pubblichiamo anche quando contengono insulti. Gli insulti fini a se stessi non passano, sia chiaro. Ma se, magari con parole brutte, si intende esprimere una critica trovano spazio anche commenti truci.
      La tua, per quanto usi parole pesantissime, è una critica alla scelta dei manifestanti di bloccare la Tangenziale. La tua posizione, indipendentemente da quello che ne pensiamo noi, merita rispetto e come tale va in pagina, secondo lo stile di “Cantiere Bologna”, che ospita chiunque abbia qualcosa da dire sul destino e sulle prospettive della nostra città.
      Ti chiedo però di indicarci dove hai visto rotolare le teste. Le parole hanno un peso e sinceramente non vediamo in giro, tra i manifestanti, dei Robespierre che fanno cadere ghigliottine a random, come evoca la tua chiosa. Piuttosto vediamo operai metalmeccanici disperati per il fatto che, dopo 40 ore di sciopero, non hanno ottenuto nemmeno l’apertura di un tavolo di trattativa. Gente che dal Governo di centro-destra non ha ricevuto alcun sostegno. Piuttosto l’Esecutivo Meloni ha varato un Decreto sicurezza che equipara gesti di disobbedienza civile come il blocco stradale a reati gravissimi. La manifestazione di cui parli ha anche questo obiettivo: dimostrare che è un decreto iniquo che fa ritornare indietro di anni la lancetta dei diritti. “Arrestateci tutti”, hanno gridato, mettendo in difficoltà Prefetto e Questore. Ma chiedono un contratto, chiedono il rispetto del diritto di sciopero. Sai quanti vantaggi abbiamo avuto noi dell’Occidente da persone che hanno rischiato in proprio per la tutela di tutti? Pensa ai nostri nonni partigiani. Che qualche vittima sul selciato l’hanno pure lasciata.
      Io credo come te che bloccare il traffico di per sé abbia qualcosa di sbagliato, se non inaccettabile. Non solo perché danneggia altre realtà, ma perché rischia di creare reazioni certamente di fastidio ma addirittura di intolleranza come la tua a una dolorosa e sofferta rivendicazione e a una manifestazione del pensiero. Ma dimmi tu, che sei un professionista di successo e un politico di lungo corso: quali mezzi avrebbero dovuto usare per portare all’attenzione del pubblico la gravità della loro situazione in una città in cui, con uno stipendio da metalmeccanico, si fatica ad arrivare a fine mese? Quanto alle “vittime innocenti del comunismo”, come le chiami con una spiccata fantasia tu, certo hanno sofferto la manifestazione, hanno imprecato a un blocco che appare come un sopruso, ma hanno potuto raggiungere le loro mete con la testa sul collo, seppure in ritardo. Per cui contestali pure. Senza esagerare però con le parole: definire vili, vigliacchi e giustizieri questa gente non è corretto. Non hai speso una parola per dire cosa pensi della loro richiesta di contratto e come ritieni il Decreto Sicurezza, ma hai trovato tempo per scrivere aggettivi sproporzionati.

  2. Caro Giampiero, nessuna parola pesante. Ritengo vigliacco concordare un percorso e poi farne un altro con il duplice risultato di limitare la libertà altrui e provocare le forze dell’ordine che sono lì per tutelarci e non per essere strumentalizzate. Ritengo vigliacco prendersela con dei poveretti in fila sotto il sole, con i concomitanti sciopero dei trasporti (sempre di venerdì) e i cantieri del tram, infliggendo una violenza cui non possono reagire. Ritengo vigliacco far pagare a inermi innocenti ciò che non si ha avuto il coraggio di denunciare contro i veri potentati come la FIAT. Trovo assurdo e pericoloso il fatto che qualcuno si arroghi il diritto di giudicare il livello di violenza accettabile da infliggere a cittadini innocenti non solo perché si tratta di violenza, ma anche perché prevede diversi livelli di libertà e dignità tra cittadini a dispetto del principio cardine della democrazia. Se la latenza di un contratto giustificasse comportamenti violenti credo che in anni recenti i lavoratori della sanità avrebbero potuto macchiarsi di chissà quale crimine. Sui comunisti e Robespierre credevo fosse ovvio e comprensibile. L’omelette non si fa senza rompere le uova è un vecchio proverbio usato per giustificare la violenza da Stalin a Pol Pot, quanto a Robespierre credevo fosse chiaro il concetto che, accettando il principio, prima o poi chi accetta la ghigliottina finisce per esserne vittima. La gloriosa storia del sindacalismo italiano è caratterizzata da responsabilità e lucidità verso gli avversari veri e non verso vittime casuali chiamate a pagare colpe altrui. Da molti anni sono iscritto alla CISL e ti assicuro ho il massimo rispetto per le lotte dei lavoratori, ma sono altrettanto certo che anche in un paese libero come l’Italia sia sbagliato accettare la violenza. Scusa la franchezza, ma sono stato educato al totale rispetto di un principio cristiano e laico che dice di non fare al prossimo ciò che non vorresti fosse fatto a te. Si tratta del rispetto che ho cercato di insegnare a mia figlia e che mi permette di guardarmi sereno allo specchio ogni mattina. La vita non si legge nella dialettica destra-sinistra ma sui valori e a questi vorrei essere fedele anche nei miei errori quotidiani e nel tentativo di superarli. Forse ti sembrerò un po’ reazionario, ma dovrebbe esserti evidente come la miopia di certa sinistra finisca per rafforzare certa destra e come nessuna delle due faccia bene a questo Paese.
    Un caro saluto
    gianluigi

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