Sulla protesta dei maturandi l’unico da bocciare è Valditara

La scelta di alcuni studenti di boicottare l’orale della maturità è un enorme regalo a chi amministra il sistema scolastico, un’opportunità di conoscere le urgenze della popolazione studentesca. È necessario ascoltare chi dà voce a questi problemi e andare ad agire sui malfunzionamenti evidenziati, piuttosto che nascondere la polvere sotto il tappeto con la minaccia di provvedimenti disciplinari

di Nicolò Andreon, studente


In questi giorni sta facendo molto discutere il gesto di Gianmaria Favaretto, studente del liceo Fermi di Padova, seguito poi da altri coetanei. Dopo aver ottenuto un punteggio sufficiente a superare l’esame di maturità grazie ai crediti accumulati e al risultato delle due prove scritte ha infatti deciso di boicottare l’esame orale, facendo scena muta davanti alla commissione.

Le ragioni  addotte dallo studente riguardano il clima di eccessiva competitività che si era creato all’interno dell’ambiente scolastico, ambiente che lui ritiene dovrebbe proteggere gli studenti dal clima stressante che trovano al di fuori. La protesta ha suscitato un forte dibattito sui giornali, tanto che il ministro dell’Istruzione Valditara è arrivato al punto di proporre la bocciatura per chi dovesse boicottare il proprio orale in segno di protesta.

Da ex studente che si è diplomato l’anno scorso a Bologna, e da persona che ha protestato in più modi, con conseguenze sia sul piano disciplinare sia legale, condivido la mia opinione sulla questione.

Ora, è vero che la protesta di Gianmaria e degli altri che hanno seguito il suo esempio non è stata una protesta particolarmente forte: il boicottaggio dell’orale è avvenuto con la certezza di passare in ogni caso grazie al punteggio accumulato e quindi in quanto protesta senza rischio non dimostra una vera sfida al sistema. Opporsi al sistema può avere significato, tuttavia farlo senza rischio fa sì che il gesto non risulti altrettanto potente, perché chi lo compie non dimostra di essere pronto a correre dei rischi per difendere il proprio pensiero. Non bisogna quindi esaltare i ragazzi che hanno protestato come se fossero degli eroi.

D’altro canto, la risposta di molti degli adulti che hanno commentato la questione dimostra una profonda incomprensione di come si debba comunicare con gli studenti e le loro necessità. Cercare di ridurre all’obbedienza i ragazzi tramite la minaccia della bocciatura è non solo sbagliato, ma anche inutile. È sbagliato pensare di utilizzare strumenti coercitivi e la forza per costringere gli studenti all’obbedienza: la scuola dovrebbe essere uno spazio formativo, non lo strumento del governo per piegare i più giovani. Inoltre, proibire questo tipo di contestazione è inutile perché i ragazzi, che sono molto più numerosi di Valditara e di chi lavora per lui, semplicemente troveranno altri metodi più fantasiosi di protestare contro il sistema, finché il sistema continua a non funzionare.

È chiaro come una soluzione che sia contemporaneamente morale ed efficace debba intervenire sulle cause della protesta. La repressione non ha nessuna delle due qualità. È importante comprendere che gli studenti non contestano le decisioni delle istituzioni per divertimento, ma lo fanno per un motivo. Il compito di un amministratore competente in questa situazione è prendere il disagio dei ragazzi e tradurlo in un mutamento dell’organizzazione della scuola, così che nel complesso l’ambiente migliori per gli studenti e, di conseguenza, per chi lavora con loro.

Perché lo scopo di chi coordina l’istruzione in Italia dovrebbe essere questo, insieme al mantenimento di standard elevati per quanto riguarda l’apprendimento. L’approccio repressivo messo in campo mostra invece un’assenza di comprensione da parte del ministero di quale sia il suo compito, e la protesta sembra essere stata interpretata semplicemente come un’occasione per decidere cosa possono o non possono pensare i giovani.

Se non siamo capaci di capire che le necessità di migliaia di studenti non sono un gioco che il governo di turno può usare per promuovere i propri pensieri elaborati dall’alto, non smetteranno mai di esserci proteste di questo genere. Se i ragazzi delle scuole superiori parlano di stress, ansia, eccessiva competitività, difficoltà a instaurare relazioni e a dialogare con gli adulti, chi governa non può pensare di mettere da parte il problema quando non gli interessa e decidere di fare provvedimenti su altro. Valditara, minacciando di bocciare gli studenti che protestano, sta comunicando che non gli interessa cosa pensano e cosa vogliono, trattandoli alla stregua di oggetti da esporre in una vetrina, quella scolastica, dove l’esecutivo attuale può imporre le sue idee e vendicarsi di chi c’era prima.

In sintesi quello che hanno fatto gli studenti boicottando l’orale è un enorme regalo a chi amministra il sistema scolastico, un’opportunità di conoscere le urgenze della popolazione studentesca. E se si hanno a cuore le condizioni degli studenti, è necessario ascoltare chi dà voce a questi problemi e andare ad agire sul malfunzionamento che gli studenti hanno evidenziato, piuttosto che nascondere la polvere sotto il tappeto con la minaccia della bocciatura.

Photo credits: Riccardo Antimiani/Ansa.it


Un pensiero riguardo “Sulla protesta dei maturandi l’unico da bocciare è Valditara

  1. Ciao, da genitore con una figlia che ha passato (con ottimi voti) la maturità condivido la necessità di studiare (parolone troppo impegnativo per Valditara e i suoi referenti) nuovi approcci al sistema scolastico avendo in mente un modello di scuola aperta al mondo nel senso più pieno della parola.
    Ad esempio proprio qui ad Ozzano Emilia sta per essere inaugurato il nuovo edificio scolastico delle Panzacchi che non è solo una secondaria di primo grado, ma nasce appunto aperto al paese e alle sue esigenze socioculturali (ad esempio con la presenza di un auditorium/teatro).
    Se il “ministro” vuole bocciare in un colpo solo sindaco, assessora alla cultura ed il sottoscritto (che peraltro è laureato con 110 e lode, fatto che nessuno potrà cancellare) si accomodi pure !
    Un caro saluto a tutt*

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