Giovedì 30 ottobre, a partire dalle 15.00, la Sala Borsa ospiterà la kermesse promossa da Fondazione Migrantes e Porta Aperta. Tra i tanti ospiti illustri anche l’arcivescovo Matteo Zuppi e il sindaco Lepore
di Paolo Seghedoni, direttore Festival della Migrazione
Bologna è protagonista della decima edizione del Festival della Migrazione, iniziativa promossa da Fondazione Migrantes della Cei e da Porta Aperta, una realtà che si occupa di accoglienza e integrazione, che da Modena nel corso del tempo è cresciuta fino a porsi come un luogo privilegiato di dibattito nel panorama nazionale (quest’anno il Festival è anche a Milano, Firenze, Ferrara, Rovigo, solo per citare alcune realtà) e che, oltre a convegni e seminari spesso in collaborazione con diversi atenei, Alma Mater tra questi, propone incontri nelle scuole, spettacoli e mostre. E Bologna sta diventando sempre più centrale, grazie anche alla collaborazione con la consigliera comunale Cristina Ceretti, che fa parte del coordinamento del Festival stesso.
L’argomento al centro della ricca sessione bolognese del Festival della Migrazione è il lavoro. Un tema molto importante, che viene declinato secondo diverse sfumature. Sfruttamento, politiche del lavoro, dignità, opportunità, parità di genere, futuro: questi e tanti altri aspetti verranno approfonditi nelle tre sessioni in programma giovedì 30 ottobre in Sala Borsa. Un tema individuato e trattato dal cardinale Matteo Zuppi, arcivescovo di Bologna e presidente della Cei, che ha anche quest’anno garantito la sua partecipazione alla kermesse.
I lavori inizieranno alle 15 con il panel “Contrastare lo sfruttamento: politiche, progetti, persone… in Emilia Romagna”. Questo primo incontro, introdotto e moderato da Rita Monticelli dell’Università di Bologna, sarà aperto dagli interventi di Luca Rizzo Nervo, delegato per le Politiche sull’immigrazione e la cooperazione internazionale presso il Gabinetto del Presidente della Regione Emilia-Romagna; Francesca Curi, docente di Diritto Penale all’Università di Bologna e Alvise Sbraccia dell’ateneo felsineo.
La seconda sessione, prevista per le 17, intende dare uno sguardo di genere sul tema lavoro e migrazioni a Bologna. Dopo i saluti istituzionali e l’introduzione a cura di Erika Capasso, delegata del sindaco Lepore alle Nuove Cittadinanze, ad alimentare il confronto saranno le voci di Leyla Dauki dell’Agenzia Regionale per il Lavoro Emilia-Romagna, di Anna Cometti, assistente sociale del Comune di Bologna e Guido Caselli di Unioncamere. A seguire, il dialogo-dibattito tra imprenditrici del territorio bolognese, moderato da Daro Sakho, diversity manager del Comune di Bologna, poi le conclusioni affidate a Cristina Ceretti, consigliera comunale e membro del direttivo di Fondazione Migrantes.
“Un lavoro giusto per tutte e tutti: etica, economia, società” è il titolo della sessione conclusiva, il pezzo forte del pomeriggio, in programma per le 18.30. L’incontro sarà aperto dal sindaco Matteo Lepore e da Gian Carlo Perego, presidente di Fondazione Migrantes e membro del direttivo del Festival della Migrazione. Al tavolo si alterneranno gli interventi del cardinale Matteo Maria Zuppi, arcivescovo di Bologna e presidente della Cei; di Dario Costantini, presidente nazionale Cna; di Stefano Granata, presidente Confcooperative Federsolidarietà; di Nicola Marongiu, delegato dei Sindacati Confederali Cgil, Cisl e Uil; e di Daniele Pedrazzi, responsabile di Bper Bene Comune. La ministra del Lavoro e delle Politiche Sociali Marina Elvira Calderone, invitata a partecipare, ha purtroppo dovuto declinare all’ultimo per impegni istituzionali impellenti.
In questi anni abbiamo raccontato la realtà del fenomeno migratorio con verità e onestà. Abbiamo sempre dichiarato che il Festival è anche un evento politico nella sua accezione più nobile, per la costruzione di comunità sempre più fraterne e accoglienti, plurali e ricche di diversità. La nostra Agenda scritta a più mani con il contributo del Comitato scientifico intende offrire ai soggetti pubblici e privati e alle istituzioni una bussola, un orientamento per governare un fenomeno strutturale che si gestisce solo con politiche lungimiranti e stabili nel tempo. Si tratta di una Agenda che offriamo alla politica, di qualsiasi schieramento, per poter ragionare lontano dagli stereotipi e con una attenzione particolare alla vita concrete delle donne e degli uomini delle nostre città e dei nostri paesi.
Il programma completo del festival sul sito http://www.festivalmigrazione.it.
