Odette Righi Boi, una vita per la scuola, la politica, il Pratello

Nel centenario della nascita, l’assessorato Scuola del Comune, assieme a testimoni diretti, ha promosso quest’anno iniziative collegate all’opera di questa donna, morta nel 2014, che fu staffetta partigiana, scrittrice, poetessa, e per Palazzo d’Accursio si occupò di educazione e scuola dell’infanzia. A conclusione del percorso oggi, mercoledì 29 ottobre, dalle 14.30, nella sala dello Stabat Mater dell’Archiginnasio si terrà un convegno in suo nome. Più avanti le sarà intitolato uno spazio cittadino

di Milena Manini, già professore ordinario di Pedagogia e Didattica, Dipartimento di Scienze dell’Educazione, UniBo


Odette Righi Boi. Il nome e i cognomi sono, molto probabilmente, ignoti alla maggioranza dei cittadini bolognesi; restano, invece, ancora molto presenti nel ricordo di coloro che si sono occupati e tuttora si occupano di cultura popolare, di coltivazione del dialetto bolognese e soprattutto di educazione e scuola dell’infanzia.

In occasione del centenario della sua nascita, nel corso dell’anno 2025, dall’Assessorato Scuola del Comune di Bologna, segnatamente dall’assessore Daniele Ara e da Antonella Di Pietro del medesimo Consiglio comunale, assieme a testimoni diretti e partecipanti alla vita di Odette, sono state promosse iniziative collegate agli interessi e alle attività molteplici svolte da Odette stessa.

Attori e protagonisti di tali iniziative sono stati alcuni compagni e compagne di viaggio dei diversi momenti della sua vita, personaggi speciali che l’hanno accompagnata con le loro competenze musicali, recitative, narrative, registiche, educative. Un filmato, appositamente costruito, raccoglie interviste di persone che, avendo conosciuto Odette, parlano delle idee e delle esperienze con lei condivise. 

L’ambito al quale Odette si dedicò più a lungo dalla seconda metà degli anni ’60 agli anni ’70, in ambito professionale come dipendente del Comune di Bologna, fu quella di collaboratrice di Bruno Ciari, chiamato dall’allora assessore Ettore Tarozzi come direttore delle istituzioni comunali bolognesi (scuole materne e doposcuola elementare).  Dopo la morte di Ciari fu, per qualche tempo, componente dell’équipe che nel frattempo si era costituita per la formazione delle insegnanti di scuola dell’infanzia e per il coordinamento delle loro attività. Quelli furono anni veramente significativi nel processo di cambiamento delle istituzioni e dei servizi educativi di ogni livello istituzionale. Odette si occupò soprattutto, ma non solo, di quelli per i bambini più piccoli, lavorando con insegnanti ed esperti in discipline dell’educazione per collaborare alla costruzione di un nuovo modello democratico di scuola per i bambini dai tre ai sei anni, condiviso dalle insegnanti e partecipato da genitori e cittadini. Dimostrò, in queste esperienze, consapevolezza dei problemi che l’imminente futuro della giovane repubblica italiana avrebbe dovuto affrontare, consapevolezza accompagnata da sensibilità e intelligenza, che tradusse in un continuo impegno civile.  

Alla pluralità esperienziale di Odette, appartiene anche quella di scrittrice. Oltre alle filastrocche, ai testi per burattini, alle ninne nanne, sono stati pubblicati e recentemente rieditati due suoi libri: “Il passato a testa in giù e altre favole” e “Il Pratello”, il suo amato “quartiere”. Assieme ad Anita Frontini redasse, inoltre, un volume dal titolo “Scolta che ti leggo”, sulle attività di lettura per e con i bambini e sul loro ascolto attivo. L’importanza dell’educazione alla lettura precoce fu, ai suoi tempi, una pratica veramente innovativa.  

A conclusione di questo percorso non celebrativo, ma di affettuoso attraversamento della vita professionale e delle altre esperienze di Odette come promotrice delle molteplici forme del dialetto bolognese, ci sarà un evento quasi conclusivo del percorso stesso. Oggi, 29 ottobre, a partire dalle ore 14.30, nella prestigiosa sala dello Stabat Mater dell’Archiginnasio di Bologna si terrà un convegno dal titolo Odette Righi Boi, una vita per l’educazione democratica e l’impegno civile” (qui).

In questa sede interverranno, con relazioni e comunicazioni, testimoni diretti e indiretti delle molteplici attività svolte da Odette, anche quando le sue precarie condizioni di salute avevano ridimensionato la sua intraprendenza e le sue attività.

In sintesi, il profilo identitario di Odette è quello di una donna instancabile e creativa nel panorama sociale, civile e politico del primo, del secondo e pure del terzo dopoguerra. La sua è stata una microstoria localizzata, ma intensamente concentrata, con visioni prospettiche inusuali e lungimiranti fin da quando, giovane staffetta partigiana, capì che le donne erano pronte per assumere un ruolo sociale, civile e politico di qualità. Dunque dovevano imparare a leggere e a scrivere anche quelle abitanti in zone isolate e con una scarsa presenza nella vita sociale. Erano maturi i tempi per acquisire il diritto al voto. 

Con il convegno si concludono le manifestazioni per onorare il percorso di vita di Odette Righi, eventi iniziati nella primavera del presente anno. Prossimamente è prevista, in data da stabilire, l’intitolazione a suo nome di uno spazio cittadino.


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