Nel centenario della nascita, un convegno nell’Aula Magna dell’Accademia di Belle Arti celebra la figura di Carlo Rambaldi, effettista premio Oscar che, proprio in quelle aule, si formò prima di approdare a Hollywood
di Barbara Beghelli, giornalista
A lui, il grande effettista Carlo Rambaldi scomparso nel 2012, Bologna ha intitolato una piazza nella nuova zona del Lazzaretto in primavera. Oggi, per omaggiare la figura del Maestro in occasione del suo centenario (l’artista nacque nel 1925 a Vigarano Mainarda), l’Accademia delle Belle Arti di Bologna dedica un incontro sulla straordinaria visione creativa del suo ex allievo.
L’appuntamento, ospitato in Aula Magna dalle ore 14.30, si inserisce nel progetto didattico “Il mostro che è in me” promosso dalla Scuola di Scenografia, e offrirà l’occasione di ripercorrere la parabola di Rambaldi da Bologna a Los Angeles attraverso testimonianze, racconti e riflessioni sul suo contributo rivoluzionario al linguaggio del cinema contemporaneo.
Fu proprio a Bologna, in Accademia, luogo in cui si formò, che Rambaldi venne a contatto coi maggiori artisti e insegnanti italiani dell’epoca, e sempre qui affinò le sue abilità artistiche e la passione per la scultura e la pittura. La sua carriera nel cinema iniziò subito dopo, negli anni ’50, lavorando su film come “Sigfrido” di Giacomo Gentilomo, per poi passare a collaborazioni con registi come Mario Monicelli, Marco Ferreri e Dario Argento. L’incontro con la grande produzione cinematografica di Hollywood gli permise poi di eccellere nelle sue abilità e nella creazione di effetti speciali mediante l’utilizzo della meccatronica, una tecnica innovativa per l’epoca.
Noto soprattutto per aver disegnato e costruito il famoso Alien, il mostro della serie di film omonima, ma anche per altri capolavori quali King Kong, Dune, ET, per cui ricevette anche un Oscar (migliori effetti visivi), è considerato uno dei più grandi creatori di effetti speciali della storia del cinema, simboli indelebili della cultura visiva del Novecento.
Dopo i saluti istituzionali del direttore dell’Accademia, l’incontro del prossimo mercoledì – a cura dei docenti di Scenografia Benedetta Dalai, Natalia Antonioli, Lucrezia Ercoli e Vittoria Papaleo – vedrà gli interventi di Giuseppe Lombardi, direttore esecutivo della Fondazione Carlo Rambaldi nonché vice presidente della Associazione Rambaldi Promotions, e Simone Emiliani, critico cinematografico, giornalista e supervisore editoriale della scuola di cinema “Sentieri Selvaggi”. Saranno presenti anche Francesco Volta, responsabile U.i. Rigenerazione Urbana e membro della Commissione Toponomastica del Comune di Bologna e Gian Luca Farinelli, direttore della Cineteca di Bologna, che nel mese di dicembre lancerà poi una rassegna di proiezioni rambaldiane in onore del Maestro.
Con questo incontro, organizzato in collaborazione con la Fondazione Carlo Rambaldi e l’Associazione Rambaldi Promotions, l’Accademia di Belle Arti di Bologna intende dar forma a una conversazione tra arte, innovazione, memoria e grande cinema, per concludere ‘in bellezza’ il progetto “Il mostro che è in me” e passare così simbolicamente il testimone alla città di Bologna, che continua a custodire e valorizzare il lascito del suo straordinario “creatore di sogni”. L’omaggio a Carlo Rambaldi in occasione del centenario della nascita, ha spiegato Enrico Fornaroli, direttore dell’Accademia di Belle Arti, «rende non solo il giusto riconoscimento a un maestro assoluto degli effetti speciali, ma rappresenta un esempio di come la tradizione della formazione accademica abbia saputo dare soluzioni creative originali, rinnovando un linguaggio visivo e un immaginario, quello cinematografico».
Per parte sua, il consigliere comunale civico che per primo ha proposto di dedicare una piazza/via all’autore di fama mondiale, Gian Marco De Biase, spiega che intitolare una piazza a Carlo Rambaldi e dedicargli una iniziativa culturale così importante significa «riconoscere non solo il legame che il maestro aveva con Bologna, ma anche riconoscere la genialità che lo ha portato alla realizzazione di effetti speciali che hanno fatto sognare intere generazioni». Realizzazioni che gli hanno consentito di ottenere tre premi Oscar facendolo divenire «uno degli italiani più premiati del cinema».
