Non piacciamo a tutti, lo sappiamo bene ricevendo insulti di ogni tipo, ma un’idea del futuro di collaborazione e comprensione tra le varie anime che vivono nella nostra comunità proviamo a divulgarla ogni giorno. Per questo chiediamo a chi ti abita di usare le nostre piattaforme non solo per insultarci ma per continuare come in tanti fanno a suggerire idee e proposte per provare a migliorare la città, a risolvere i problemi, a contestare costruttivamente cosa non va
di Giampiero Moscato, direttore cB
Che dire, Bologna? Un altro anno della tua millenaria storia si chiude. Dimostri molti acciacchi (non possiamo far finta di non vederli), riservi ancora soddisfazioni (negarle sarebbe ingiusto). Il dibattito da noi, un tempo dolcissimo nei capannelli di gente riunita sul Crescentone (il garbo era diffuso, non credo sia solo una nostalgia della gioventù), ora è feroce anche su questioni minori: basti pensare agli insulti che volano in rete per le rocce “Iwagumi-Dismisura”, fatte atterrare sotto Natale in piazza Maggiore dall’artista australiano Nimrod Weiss, con il sostegno di Illumia, società privata, e Bologna Festival.
Forse la parola “Dismisura”, collocata accanto al termine giapponese Iwagumi, che indica l’estetica asimmetrica delle rocce naturali, era stata aggiunta profeticamente: come se gli organizzatori fossero riusciti a prevedere l’asprezza esagerata del dibattito che sarebbe seguito (qui). Polemica smisurata, sì. In fondo si tratta di un dono fatto – per pochi giorni, poi si smantella tutto – alla città da due entità che vi operano. Può non piacere. E chi lo nega? Ma dalla spropositata reazione è sembrato che in città fossero caduti, per colpa of course della sua amministrazione, meteoriti ricolmi di materia non pronunciabile da una rivista ben educata. Come se fosse un “danno” perenne, per altro, non rimovibile dopo un istante della tua storia come si fa con la Piazzola in piazza VIII Agosto alla fine del venerdì; o con “Sotto le stelle del Cinema” alla fine delle calde estati davanti al maxi-schermo piazzato dalla Cineteca tra San Petronio e il Palazzo del Podestà; o con ogni altra attività temporanea che arricchisce (sì, arricchisce) la nostra contemporaneità.
Ecco, il nostro Cantiere non piace a tutti, lo sappiamo bene ricevendo insulti di ogni tipo (chi riesce provi a guardare le nostre pagine Facebook e Instagram e a leggere i commenti), ma un’idea del futuro di collaborazione e comprensione tra le varie anime che vivono nella nostra comunità prova a divulgarla ogni giorno. Per questo, cara Bologna, chiediamo a chi ti abita di usare le nostre piattaforme (il sito cantierebologna.com e le nostre pagine social) non solo per insultarci ma per continuare come in tanti fanno a dare contributi di idee e di proposte per provare a migliorare la città, a risolvere i problemi, a contestare costruttivamente cosa non va. Sì, su queste pagine scrivono persone di ogni estrazione e provenienza politica; ne siamo fieri, anche se tra gli insulti che ci vengono rivolti c’è anche il fatto che ospitiamo i pensieri più diversi.
La nostra collettività soffre una crisi che solo cinque anni fa, prima del Covid e dei conflitti che stanno sconvolgendo il mondo che conoscemmo (e che non esiste oramai più) non erano nemmeno immaginabili. Qualcuno immaginava nel 2019 lo scenario che stiamo vivendo? Mentre il mondo è in fiamme la città sta soffrendo le criticità che tanti interventi infrastrutturali fatti in contemporanea stanno causando. Ma possiamo paragonare davvero “Iwagumi” al dramma di Gaza, di Kyev, del Darfur o anche di una periferia tipo quelle di Johannesburg? Possiamo provare a parlare degli acciacchi, dei guai e delle incongruenze e anche dei malaffari che ti affliggono, cara Bologna, relativizzando un po’?
Aiutate Cantiere a sviluppare questa idea del dibattito e del confronto. Sulla nostra homepage cantierebologna.com ci sono tutti gli elementi per aiutarvi e entrare in relazione con noi, e magari a sostenerci. Viviamo di qualche elargizione liberale e delle quote sociali (20 euro all’anno) e non abbiamo né sponsor politici né gente che ci detti la linea. Siamo un gruppo di volontari. Punto. Far parte di questo progetto, senza pensare di cambiare il mondo ma provare a renderlo più potabile, a gente come me ha fatto e fa del bene.

Auguri a te e a tutta la redazione. Continuate, bisogna ampliare e qualificare il dibattito pubblico e voi oggi siete essenziali. Un caro saluto ugo mazza
Che la forza sia con Voi!
Sono nata a Bologna e questa città mi corre nel sangue da 80 anni. Adoro la mia città perché è coraggiosa, è saggia ed è bellissima.
Anche con i lavori del tram che tanti problemi di traffico e di vita hanno creato, ma che fra pochi mesi la renderanno amichevole e svettante.
Ho accolto con un po’ di risentimento la notizia dei “masagni”, per fortuna da subito bolognesizzati, anche con un po’ di bonomia. Poi li ho visti montati, colorati, illuminati e rumorosi. Mi sono piaciuti perché hanno portato un elemento di novità e perchè la possibilità di fotografare ha favorito il gioco di scoprire, tra uno e l’altro, splendidi brandelli del contorno della nostra Piazza.
E poi se ne sono già andati ed è arrivato l’anno vecchio da bruciare.
Spero bruci davvero e porti via con sé gli orrori dell’anno passato e le paure di quello che deve arrivare.
Bravissimo Piero, Buon Anno a Te e a tutto il Cantiere da Miami!
Andrea Alberghini
Gentilissimo Giampiero Moscato, che tristezza dover leggere quanto è caduta in basso la nostra capacità di relazionarci con gli altri.
Quello che lei scrive lo condivido in pieno; vi seguo da tempo : è proprio vero che dopo il Covid è cambiato tutto in peggio.
Certamente , soprattutto in questo momento, Bologna sta soffrendo per i cantieri del Tram e per l’eccesso di turisti, a danno di chi non trova casa, e di mangimifici di strada.
Dobbiamo onestamente riconoscere al nostro sindaco, a volte non troppo empatico, tanto coraggio e tanta voglia di fare mettendoci la faccia.
Purtroppo anche la attuale soluzione politica non aiuta e ci tocca di dover ascoltare affermazioni della opposizione che non stanno nè in cielo nè in terra.
Ma non dobbiamo demordere, portiamo avanti le nostre idee senza paura; verrà il momento che quanto è stato fatto in questi anni verrà riconosciuto e apprezzato.
Grazie per aver inventato Cantiere Bologna; tanti auguri per un 2026 che porti serenità, salute, PACE e saggezza a lei alla redazione tutta e ai bolognesi, in qualunque modo la pensino, purchè sappiano criticare con moderazione e gentilezza.
Andrea
Auguri a tutta la redazione, felice d’aver fisicamente incrociato le nostre strade. Nicola Cerpelloni
Auguri alla redazione del cantiere. Una voce libera e’ bene che si alzi al di sopra dei continui chiacchericci sulle diverse iniziative del comune.
C’e’ bisogna di chiarire i diversi problemi e trovare le soluzioni utili alla nostra cara bologna.
Auguroni anche al Cantiere e un ricordo ad Antonio
Continuate e non chiudetevi, siete uno strumento di pluralismo che va incoraggiato. Avete la vostra “linea”, ed è giusto, ma sapete anche accogliere i contributi critici. Buon lavoro, gambe in spalla, la città ha bisogno di discutere e di capire. E buon anno nuovo