Il Quartiere Navile e l’importanza del Programma Obiettivo

Uno strumento amministrativo poco conosciuto, ma determinante per realizzare le politiche territoriali e di prossimità

di Aldo Bacchiocchi, già dirigente politico


In questi giorni la presidente del Quartiere Navile, Federica Mazzoni, ha presentato il programma obiettivo di un quartiere molto importante che comprende le zone di Corticella, Dozza, della Bolognina, della Beverara e di Bertalia-Noce: una superficie territoriale di 26 chilometri quadrati.

Dal 1985 il Quartiere Navile assume questa denominazione. È insieme il quartiere più giovane e il più popoloso di Bologna, e moltissimi sono i residenti stranieri, 14.837. Una vera “città nella città”.

Il programma obiettivo affronta la questione del territorio e delle sue trasformazioni. Delinea gli indirizzi politici sulla cura della comunità, sui servizi extra scolastici, culturali, sportivi, quelli relativi alla sicurezza. Questo programma obiettivo passa in rassegna in modo puntuale tutte le realtà del quartiere, a partire dalla sede recentemente inaugurata del “Coordinamento carcere”.

Preziosa è la collaborazione di Anna Del Mugnaio, capogruppo del Pd in consiglio di quartiere. In questo fascicolo programmatico si traducono, a mio avviso, sia l’eredità lungimirante del famoso “libro bianco” di Giuseppe Dossetti sia la lezione amministrativa di Massimo Severo Giannini, che ai governi locali dedicò estrema attenzione.

Non siamo di fronte a un pur importante documento di governo locale. C’è un respiro culturale che si pone l’obiettivo di realizzare, per gradi, una vera e propria dimensione comunitaria di una vita di relazione sempre più difficile da inverarsi. Troppo facile mettere l’accento su episodi di criminalità che purtroppo si verificano. La “speranza” di buon governo che anima la forza politica di maggioranza alla guida del quartiere tende a realizzare quella umanità di prossimità che forse non è utopia.

C’è da augurarsi, e io me lo auguro, che la lotta politica in vista della prossima scadenza elettorale abbia anche una tonalità, per così dire, pedagogica, che induca il più possibile a praticare il “diritto di voto” per attenuare l’illusione frustrante dell’astensionismo. Il programma obiettivo è in rete e tutti e tutte lo possono conoscere. Tutto è complicato nella vita quotidiana e tutto è difficile per chi amministra. Anche il moderare la velocità di chi guida. Ma la speranza, come ultima Dea, ci deve sorreggere. È la vita. Questo ci consegna il programma obiettivo fino al 2028 del Navile e oltre il Navile per Bologna tutta.


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