Profondi cambiamenti investono l’Urbs. La Civitas ne è coinvolta e non di rado frastornata. Sul candidato sindaco del centrosinistra incombe l’onere di fare “sintesi” con pazienza quotidiana. È questo il mio partecipe augurio Matteo Lepore. Per misurarsi con le sfide che lo interpellano e ci interpellano
di Aldo Bacchiocchi, già dirigente politico
Con un certo anticipo si respira a Bologna un clima preelettorale. Non c’è da stupirsi perché Bologna è una città politicamente viva.
Qui si vivono esperienze inedite e coinvolgenti. Penso a Piazza Maggiore qualche giorno fa. Il Teatro dell’Argine ha riempito di banchetti tutta la piazza. Da questi, giovani e giovanissimi hanno parlato del loro futuro, delle speranze, dei loro impegni. Pomeriggio straordinario, vivacissimo e ordinato.
La prendo da lontano? Credo di no. Anche questa è Bologna che parla al futuro. Ma torniamo alla “politica”. Il Pd è già in campo, come si è visto all’Arci di via Bellaria. Con il candidato sindaco Matteo Lepore c’erano circa 800 persone (qui). Compagne e compagni, certo. Forti della vittoria del No al recente referendum e della conquistata statura politica della segretaria Elly Schlein che, da statista, ha difeso ltalia e Giorgia Meloni dall’aggressione subita da Trump. Matteo Lepore, colloquiale, si aggirava sereno e serio tra le compagne e i compagni, vecchi e giovani, del tutto consapevoli della posta in gioco. Per spiegare e capire, al riparo da trionfalismi di maniera.
Mi permetto una postilla. Alle ultime elezioni amministrative a Bologna ha votato pressoché la metà degli aventi diritto al voto. La democrazia ha bisogno di popolo per essere tale. C’è una china da risalire, anche da noi. Giorno dopo giorno. Il candidato sindaco si spende, nei Quartieri e tra le persone, in un dialogo continuo. E questa scelta è positiva. Né va dimenticato che con lui ci sono donne e uomini di provata esperienza che dialogano, al riparo da ogni autoreferenzialità.
Viviamo tempi inediti e terribili con l’incubo delle guerre. Papa Leone è baluardo e sprone per la pacem in terris e per fermare la corsa insana al riarmo. Sappiamo che anche da noi c’è un fossato che separa Istituzioni e società. Sappiamo che anche il Pd, nonostante Elly, fatica nella conquista degli iscritti e delle iscritte, anche se un qualche sintomo di risveglio si nota tra le donne e i giovani. Ma la strada è in salita.
Al candidato sindaco mi permetto di rammentare il monito di Aldo Moro: sappia chi governa di essere, in qualche modo, opposizione a sé stesso, per intercettare il mutamento che percorre questo tempo difficile che ci coinvolge. Grandi sono i cambiamenti che coinvolgono la nostra città.
Profondi cambiamenti investono l’Urbs. La Civitas ne è coinvolta e non di rado frastornata. Sul candidato sindaco incombe l’onere di fare “sintesi” con pazienza quotidiana. È questo il mio partecipe augurio a Matteo Lepore. Per misurarsi con le sfide che lo interpellano e ci interpellano.

Grazie per questo pezzo, ero presente alla serata e si sentiva molta energia fra i presenti. Tanti giovani hanno partecipato e a loro, non mi stancherò mai di ripeterlo, dobbiamo prestare ascolto. Ascoltare il territorio, le persone deve essere una costante per il nostro sindaco.
La foto che hai messo ,come premessa, la dice lunga su quale possano essere i salvadanai elettorali del Sindaco ,crescentine e antifascismo ,il menù elettorale , e se Bologna è diventata invivibile che importa , qui si mangia si balla e si paga poco ,che vuoi di più dalla vita z?